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Romano Prodi

Relazione sulla Finanziaria Prodi 2006 e il suo impatto sugli enti locali

Mercoledì 26 ottobre il consiglio regionale ha discusso la mozione presentata dal centrosinistra sui riflessi della Finanziaria nazionale sugli Enti Locali e sulle Regioni. La CdL ha presentato una contromozione, primo firmatario Rampelli, in cui, partendo da premesse diverse, ha chiesto al Governo nazionale l’impegno a non diminuire i fondi per la spesa sociale.Questa la relazione a sostegno delle tesi contenute nella mozione di Rampelli.
Dcumento utile per smentire, punto per punto, le tesi della sinistra sulla presunta volontà del Governo di tagliarei fondi agli Enti Locali e alle Regioni.

MOZIONE 24

FINANZIARIA 2006 TAGLI AI TRASFERIMENTI ALLE REGIONI E AGLI ENTI LOCALI

 

Premessa:

La mozione del centrosinistra regionale ha un impianto generalista e politicamente (dis)orientato a sconfessare l’impostazione di una Finanziaria che la maggioranza di via della Pisana ignora. I dati forniti dall’Anci e dalla Conferenza delle Regioni (a maggioranza di sinistra), e adottati nel testo della mozione sono assolutamente incerti e il privi di qualsiasi fondamento finanziario.

Dai dati ufficializzati da Palazzo Chigi, emerge la volontà di tagliare le spese intermedie degli enti locali e delle Regioni per un totale di 3 miliardi di euro (pari al 6,7%). Una determinazione imposta dall’Unione europea e dal Patto di Stabilità che impone ai Comuni, Province, Comunità montane austerità sui conti pubblici. Questa notizia ha scatenato la protesta infuocata del centrosinistra che ha lamentato il taglio della spesa sociale (in particolare i sindaci paventano la decurtazione dei fondi per asili nido, assistenza ai disabili, assistenza ai poveri. Veltroni ha addirittura preconizzato lo spegnimento di 40mila lampioni…).

Tremonti ha chiarito più volte che il taglio riguarda esclusivamente le spese correnti tra le quali emergono le spese intermedie relative a consulenze, missioni all’estero,autoblu e convegnistica (si badi bene: i tagli alle spese non toccano soltanto gli enti locali e le Regioni, ma anche istituzioni sinora considerate intoccabili quali: il Quirinale, la Consulta, Csm, Cnel e magistratura, Banca d’Italia, Authority, aziende pubbliche partecipate, il Parlamento, lo stipendio dei parlamentari, per un risparmio totale di 6 miliardi di euro. Anche i dirigenti del comparto pubblico vedranno una decurtazione dello stipendio pari al 10% secondo quanto riferito dall’on. Renato Brunetta, consigliere economico di Palazzo Chigi).

Resta invariata la spesa sociale mentre aumenta la spesa per gli investimenti che passa dal 2% al 4%.

Non solo: ai Comuni potrà essere riconosciuto un premio economico del 30% sulle somme recuperate dalla lotta all’evasione fiscale. In particolare, soprattutto nella Finanziaria 2005 (scorso anno) e nella Finanziaria 2006, i Comuni diventano protagonisti di un vero e proprio coinvolgimento diretto stimolato da Palazzo Chigi.In dettaglio: con la Finanziaria 2005 sono stati definiti i compiti dei Comuni in materia di controllo dell’evasione e dell’elusione tributaria attraverso la verifica dei redditi che scaturiscono dal possesso di unità immobiliari, attraverso la revisione del classamento dei fabbricati, nel caso in cui si accerti la presenza di immobili di proprietà privata non dichiarata in catasto oppure la sussistenza di situazioni di fatto non più coerenti con i classamenti catastali. Sulla Finanziaria 2006 la partecipazione alla lotta all’evasione varrà ai Comuni, come già detto, il 30% delle somme riscosse come frutto dell’accertamento. Se verrà realizzata questa misura avrà impiegato 32 anni per essere attuata, visto che era prevista dal DPR 600/73 rimasto solo sulla carta (fonte: Sole 24 ore 11 ottobre 2005).

Non è un caso che l’assessore Causi proprio oggi (25 ottobre) abbia detto che dovrà rivisitare gli estimi catastali degli immobili nel centro storico. Lui attruisce questa colpa all’attualefinanziaria, in realtà è proprio la Finanziaria (precedente e attuale) che attribuisce ai Comuni questo compito.

La salvaguardia dei fondi per gli investimenti per i Comuni e soprattutto per Roma è confermata dal sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, Gianfranco Conte che ribadisce: per il Comune di Roma sono stati stanziati ben 220milioni di euro in più per le spese in conto capitale (ovvero investimenti). I tagli sono stati fatti sulle spese correnti. Ma perché Veltroni ha parlato di un talgio di 312 milioni? Semplice, replica il sottosegretario: al bilancio complessivo del Comune, 2,9 miliardi euro,è stato sottratto il 6,7%. Il bilancio però è fatto sia di spesa corrente che in conto capitale e il taglio va applicato soltanto alla spesa corrente. Sui calcoli capitolini il 6,7% è stato applicato a due miliardi e 900milioni di euro per cui a loro risulta un taglio di 312. Invece sono solo 100milioni perfettamente recuperabili attraverso il taglio degli sprechi.

Da questi tagli è esclusa la Sanità che anzi godrà di notevole aumento: come ha affermato il ministro Storace dai 62 miliardi di lire del 2000 siamo arrivati a 93 miliardi di lire per il 2006 per la spesa sui farmaci, diagnostica e ospedali. Aumentata anche la spesa per la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica, settori d’avanguardia, tanto che Rita Levi Montalcini e Veronesi si sono compiaciuti per questa scelta, attirandosi le critiche della sinistra. Per quanto riguarda l’innovazione tecnologica, Bill Gates, ha detto durante il suo recentissimo viaggio in Italia, “che il Belpaese rappresenta una vera e propria sorpresa e che Italia non e' affatto tecnologicamente arretrata”.

La polemica sui fondi sanitari fatta da Marrazzo e Battaglia appare tra l’altro speciosa. Tanto solerti a contestare la Finanziaria e i mancati trasferimenti in materia di sanità, tanto pigri a contrattare con il Governo: la scorsa estate non parteciparono alla riunioneche si tenne a Reggio Calabria- presenti tutte le regioni italiane -per contrattare una più equa distribuzione dei fondi in materia di sanitàe di federalismo fiscale.Si trattava di un riparto di 13 miliardi di euro che dallo Stato passano alle Regioni. È in quella sede infatti che le Regioni diventano protagoniste di una contrattazione con il Governo nazionale al quale ciascun governatore, attraverso la conferenza dei presidenti,indica problemi da risolvere e priorità da seguire. Il Lazio, seconda regione italiana per Prodotto Interno Lordo, settima in Europa, non si è presentato.Un atteggiamento del tutto diverso da quello tenuto dalla giunta Storace che non ha esitato ad aprire una vera e propria ‘guerra’ contro un Governo politicamente omogeneo per ottenere una maggiorazione dei fondi nel compartoe per un vero federalismo sanitario. (Storace bollò Tremonti come killer non condividendo la sua impostazione sulla ripartizione più favorevole al nord Italia).Per il 2003, il Storace durante l'estenuante trattativa tra Stato-Regioni sulla ripartizione regionale dei fondi sanitari tenutasi a Fiuggi a fine gennaio, ha 'strappato' 6,8 miliardi di euro: un aumento del 5,62 per cento rispetto al 2002. Emblematica fu anche la battaglia per l’ospedale pediatrico Bambino Gesù per il quale un emendamento della Lega aveva decurtato fondi. Grazie alla sua mobilitazione riuscì a ripristinare i 150milioni di euro previsti dal testo originario.Mentre sul trasporto pubblico si impegnò in prima persona per inserire nella Finanziaria nazionale un maxiemendamento per il trasporto pubblico di Roma e provincia di ulteriori 50 milioni di euro per il biennio 2004-2005 in aggiunta ai 40 previsti per il 2003.

Fondi per Roma

La Capitale gode di uno status particolare da un punto di vista legislativo.Il quadro normativo,seppur insufficiente a coprire le esigenze legate all’espletamento della sua funzione politica (Sede del Parlamento, Governo e partiti politici, sindacati) , amministrativa (Ministeri), internazionale (ambasciate e consolati, Fao e altre sedi distaccate dell’Onu), religiosa (Vaticano), è in continua evoluzione e modificazione.

 

1.Quandro normativo

La più recente, ha vistol’introduzione di Roma nella Costituzione come capitale d’Italia, dotata di poteri autonomi (antica battaglia di Storace).In particolare nell’articolo 114, deve segnalarsi il riconoscimento, operato già in occasione dell'esame presso il Senato, di forme e condizioni particolari di autonomia, anche normativa, in capo a Roma, capitale della Repubblica, nelle materie di competenza regionale, seppure nei limiti e con le modalità stabiliti dallo statuto della regione Lazio. In proposito, la Camera dei deputati, nel confermare tale disposizione, ha tuttavia espunto la riserva di legge statale per la definizione dell'ordinamento della capitale (Riforma devolution approvata il 20 ottobre 2005). Il che consentirà alla Capitale uno status autonomo di gran lunga superiore a quello attuale e sorpassa di gran lunga il ruolo attribuito a Roma attraverso la riforma per le aree metropolitane (142/90), ma soprattuttovanifica il dibattito decennaledel centrosinistra sull’opzione città metropolitana e area metropolitana.

 

2.Quadro Finanziario

Al quadro normativo si aggiunge la particolare attenzione economica riservata alla Capitale.Da 15 anni a questa parte, Roma ha usufruito dei fondi per Roma Capitale legati alla legge396/90, fondi speciali per i Mondiali del ’90, i fondi speciali per il Giubileo, i fondi legati alla legge Obiettivo, i fondi ordinari che dai ministeri vengono trasferiti alla Capitale.

Il governo Berlusconi ha senz’altro stanziato meno per Roma Capitale ma è pur vero che ha approvato la legge Obiettivo (schema successivo) che sulla Capitale e le sue infrastrutture ha investito centinaia di miliardi di euro. Inoltre da una denuncia fatta dal sottosegretario alle Infrastrutture, Silvano Moffa,risultano 620milioni di euro non spesi del fondo di Roma Capitale (ansa 3 agosto 2005). Inoltre, ci sono progetti fermi da 12 anni, molti enti non hanno effettuato il reporting, nonostante fosse una loro precisa incombenza. I ritardi sono stati tali da imporre la costituzione di una cabina di regia Governo Comune di Roma grazie alla quale si farà un monitoraggio ogni 6 mesi dei progetti in cantiere. La diminuzione dei fondi per Roma Capitale è da attribuire dunque alla incapacità del Comune di Roma di spendere gli stanziamenti precedenti, il Governo nazionale ha deciso di non dare soldi a ‘fondo perduto’. (Tesi è stata confermata dal ministero delle Infrastrutture ing. Del Bianco). Tra l’altro nel 2003 il decreto Martinat ha consentito l’assegnazione dei fondi su progetto e non su appalto. Quindi il Comune di Roma ha attualmente tutti i fondi disponibili ma è incapace di utilizzari. A tutt’oggi i progetti avviati sono 800.

Dal 1993 al 2003 sono stati stanziati per Roma Capitale oltre 766 milioni di euro pari a poco meno di 1500miliardi di vecchie lire.

 

 

 

Legge Obiettivo:

La legge 21 dicembre 2001 n. 443 in materia di infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici ed altri interventi per il rilancio delle attività produttive, meglio nota come ‘legge Obiettivo’, definisce una procedura di valutazione e di approvazione dei progetti di infrastrutture e di insediamenti produttivi ritenuti strategici e di preminente interesse nazionale, in deroga a quanto previsto attualmente dalla disciplina generale in materia. 125,8 miliardi di euro è il costo delle opere promesse dal governo e programmate dal CIPE (21 dicembre 2001), da realizzare con finanziamenti dello Stato (legge-obiettivo), dei privati (33,5 miliardi) e della U.E. (25,8 miliardi).

 

Questo è l’elenco delle opere, un elenco che va a sommarsi con i finanziamenti della legge per Roma Capitale.

Metro C: lunga 25 chilometri per trenta stazioni con una capacità di carico di 24mila passeggeri all’ora. Costo complessivo dell’opera 3 miliardi di euro, finanziati a 70% da questogoverno, il 12% dalla Regione (finanziamento deciso dalla Giunta Storace, il restante dal Comune di Roma). I lavori inizieranno nella primavera del 2006, conclusione prevista nel 2015.

Metro B1: i lavori sono iniziati il 25 ottobre, alla presenza del ministro Lunardie del sindaco Veltroni, a Piazza Conca D’Oro. Realizzazione dell’opera prevista entro agosto 2010. Il prolungamentodella linea B, detta B1, toccherà quattro nuove stazioni da piazza Bolonga a Piazza Conca D’Ora per un tratto totale di 3,9 chilometri per un costo totale di 483milioni di euro. Lo Stato, attraverso la legge obiettivo, la finanzia per il 64%.

Terza corsia del Gra:L’Intervento complessivo si sviluppa su otto lotti per un costo di 619.749.000 euro. L’Anas ha già appaltato 4 lotti e la Regione ha avviato il monitoraggio sui lavori dell’Anas.

Corridoio Tirrenico Meridionale: 3 miliardi di euro dei quali 1 863 795 000 dei privati e con un contributo della Legge Obiettivo di 1 136 250 000.

Fiumicino, realizzazione complanari all’autostrada Roma-Fiumicinoe penetrazione nell’abitato di Fiumicino: 150milioni di euro per realizzazione di una migliore penetrazione dell’abitato di Fiumicino con la prosecuzione della viabilità complanare all’Autostrada Roma-Fiumicino.

Nuovo sistema dei trasporti dell’area dei Castelli: intervento suotto lotti per un costo di 619 749 000 euro, per migliorare la viabilità dei Castelli.Nel breve periodointerventi sulle linee ferroviarie esistenti e realizzazione di parcheggi di scambio, il raddoppio dell’Ardeatina per un tratto di 15 km dall’incrocio con via S.Palomba, la realizzazione della Pedemontana dei Castelli.

Porto di Civitavecchia: costocomplessivo di 140 000 000 di euro.progetto deliberato e approvato dal Cipe ottenendo il finanziamento per il primo lotto d’interventi.

 

Altri interventi Legge obiettivo

Interventi per il sistema interportuale dell’area romana di Civitavecchia

Interventi per il sistema interportuale dell’area romana di Fiumicino

Interventi per il sistema interportuale dell’area romana di Tivoli

Adeguamento della strada statale 2, Salaria tra Roma e Rieti, finanziamento richiesto 103 milioni per costi complessivi sostenuti dall’Anas di 490 milioni di euro.

Bretella autostradale Cisterna-Valmontone, deliberato dal Cipe con assegnazione di fondi per 100 milioni di euro per il primo lotto.

 

Fondi per il Giubileo:

Lo Stato stanziò per l’Anno Santo del 2000 ben 6000 miliardi di lire, gestiti interamente dall’Agenzia per il Giubileo.Un’agenzia, non è un ente pubblico o un dipartimento ministeriale, ma una società per azioni (come la FIAT o la Telecom) che, senza alcun tipo di controllo (senza gare d'appalto, vincoli o altro) hagestitosoldi pubblici assegnategli. 3500 miliardi di lire furono assegnate direttamente alla Capitale.