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Legge elettorale, Rampelli domani al master del sole 24 ore.

Tavola rotonda con il deputato Fiano

Il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli interviene domani, alle ore 11.15, al master del Sole 24 ore nella tavola rotonda ‘La legge elettorale- prospettive di riforma’ in un confronto il deputato del Partito Democratico Emanuele Fiano.

Modera la giornalista del Sole24 ore  Emilia Patta.

L’incontro si terrà presso la business school della sede romana del quotidiano in via Curtatone angolo piazza Indipendenza.

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Presidenzialismo, Rampelli: Bello arrivare al presidenzialismo partendo da una pdl popolare

“Plaudo all’iniziativa del prof. Guzzetta. Sarebbe bello arrivare al presidenzialismo partendo da una proposta di legge costituzionale popolare. L’elezione diretta del presidente della Repubblica, largamente auspicata dai cittadini, è per la destra italiana la madre di tutte le riforme. Non lo diciamo da oggi, alla luce dell’impasse istituzionale che si è creato dopo il 4 marzo, ma lo diciamo da almeno 40 anni ribadendo  la felice formula di Almirante eleggiamo il sindaco d’Italia”. E’ quanto dichiara il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli.

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Rogo Primavalle, Fidanza, Rampelli e La Russa presentano la Graphic Novel sui fratelli Mattei per 'costruire memoria condivisa'

“Stefano e Virgilio non sono martiri di una parte, ma martiri della storia d’Italia. Non ci daremo pace, non dichiareremo esaurito il nostro compito finché non riusciremo a costruire una memoria condivisa”. È quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli durante la presentazione del fumetto ‘Il rogo di Primavalle-l’omicidio politicamente corretto dei Fratelli Mattei’, scritto dalla giornalista Annamaria Gravino con illustrazioni di Valeria Manto pubblicato dalla Ferrogallico Editrice. Alla conferenza, organizzata dal deputato di Fdi Carlo Fidanza,  ha partecipato anche Antonella Mattei,  la sorella sopravvissuta di Stefano e Virgilio tragicamente uccisi nel 1973 in una notte, era il 16 aprile, che ha segnato la storia del Movimento Sociale italiano.
 
Presenti anche Ignazio La Russa, vicepresidente del Senato e  Federico Goglio della casa editrice.
 
"Abbiamo proposto un Museo degli anni '70 – ha precisato Rampelli- come simbolo di una ‘pacificazione’ tra ex avversari in quella che fu "una guerra civile strisciante che direttamente o indirettamente coinvolse decine di migliaia di persone e che vede il 90% dei nostri martiri”.
 
“Ancora oggi attendiamo giustizia per i fratelli Mattei – ha detto Fidanza- E in questa lunga attesa che dura da 45 anni  non smettiamo di riaffermare la verità storica. Lo facciamo dentro quelle istituzioni che per troppo tempo hanno ignorato pagine tragiche della storia nazionale come questa”.
 
Una giustizia mutilata, perché  i responsabili appartenenti a Potere Operaio, Achille Lollo,Marino Clavo e Manlio Grillo sono fuggiti all’estero senza mai scontare la pena, e una giustizia matrigna per la famiglia Mattei  “perché- spiega Antonella- siamo stati chiamati a rispondere in giudizio per i danni d’immagine da parte di persone vicine ai responsabili del rogo”. Molta amarezza anche dal punto di vista istituzionale. “Non solo non conosco il presidente dell'Associazione delle vittime del terrorismo, ma lui si permette pure di criticarci... E il giorno in cui si ricordano le vittime del terrorismo con il Presidente della Repubblica, a me e a mia sorella Silvia gli inviti non arrivano. Noi siamo vittime sopravvissute al terrorismo oltre a essere i famigliari delle vittime”.
 
La Russa ha ricordato come "fatto se possibile ancor più ignobile del clima di quei giorni il tentativo di attribuire il delitto ad una faida tra missini"
Ma “qual era la ‘colpa’ di Stefano (22 anni) e Virgilio (otto anni), le cui immagini sono sempre provocatoriamente e impudicamente pubblicate sui giornali non conformi a ogni ricorrenza ?”. ”La colpa-  dice Gravino-  era quella di essere figli di Mario Mattei, segretario della locale sezione del Msi: erano i tempi in cui  si gridava “uccidere un fascista non è un reato”.
 
“L’antifascismo – osserva l’autrice- disconosceva l’umanità dell’avversario che diventava un nemico da abbattere: non aveva diritto di pensarla diversamente, non aveva diritto di parlare, non aveva diritto di agire. In fin dei conti non aveva diritto di esistere. Per questo ho cercato attraverso il fumetto di restituire al lettore l’umanità della famiglia Mattei”.
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Parlamento, Rampelli a Il Tempo: I dem cambiano regole per ottenere più posti

"I Dem cambiano regole per ottenere più posti" è quanto dichiara Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e capogruppo di Fratelli d'Italia, intervistato sulle colonne de Il Tempo al termine della riunione dei capigruppo di opposizione sulle commissioni di garanzia "c'è stata una proposta, avanzata da Forza Italia e avallata dal PD, per una suddivisione delle commissioni di garanzia tra i partiti più consistenti."
"Questo è esattamente il contrario di quanto accaduto nella scorsa legislatura -ha aggiunto- l'impressione è che, a seconda delle convenienze, cambiano le regole del gioco."
"Noi e Forza Italia ci siamo presentati al cospetto degli elettori il 4 marzo in coalizione -ha continuato- quindi abbiamo titolo e diritto per provare a costruire una proposta sulle Commissioni di garanzia."
"Il Pd è rimasto disorientato -ha rimarcato- chiaro: ciò comporta il fatto che Forza Italia più FdI diventano la forza più importante dell'opposizione, sopravanzano il Pd e quindi hanno diritto di scelta, in buona sostanza".

Sull'assegnazione del Copasir Rampelli ha specificato che "non abbiamo pretese. Riteniamo che tra le commissioni di garanzia che spettano alle opposizioni ci debba stare uno spazio per Fdi."

Ha concluso rivendicando la posizione di opposizione al governo, puntualizzando che "non avendo votato la fiducia al governo, significa che non lo sosteniamo. Non avendo ministri, non avendo sottosegretari, significa che non lo sosteniamo. Sono tutte prove inoppugnabili. Dall'altro lato c'è soltanto la malizia di chi, nel volerci attribuire altro, pensa solo a spartirsi il bottino."

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Consulenti finanziari, intervento del vicepresidente Rampelli

PRESENTAZIONE DELLA RELAZIONE 2017 DELL’ORGANISMO DI VIGILANZA E TENUTA DELL’ALBO UNICO DEI CONSULENTI FINANZIARI

19 giugno 2018

Sala della Regina- Palazzo Montecitorio h. 11.15

Autorità, Signore e Signori,

         rivolgo cordiale benvenuto presso la Sala Regina della Camera dei deputati a tutti i presenti. Un saluto alla presidente dell’Organismo di Vigilanza e tenuta dell’Albo unico dei consulenti finanziari,  Carla Rabitti Bedogni, ai vice presidenti Marco Tofanelli e a Elio Conti Nibali, al commissario Consob Paolo Ciocca.

         Ci troviamo oggi qui riuniti per la presentazione della Relazione annuale 2017 dell’OCF (l’Organismo dei consulenti finanziari) un organismo che opera in uno dei settori più sensibili della nostra economia, quello del risparmio degli italiani, la cui importanza è sancita dalla Costituzione che all’articolo 47 recita: “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito”.

         Alla luce di questo principio è di tutta evidenza il ruolo fondamentale che tutti gli organismi di controllo sono tenuti a svolgere non solo nella promozione del risparmio, che dipende naturalmente dalla capienza economica delle famiglie e dei singoli individui, ma anche e soprattutto nel rispetto delle regole con cui sono raccolti e investiti i risparmi  stessi degli italiani.

         La crisi finanziaria che dagli Stati Uniti d’America ha coinvolto, l’Europa e ha contraddistinto questi ultimi 10-12 anni lo scenario mondiale,  si è associata in Italia a una pesantissimo stallo economico. Questo stallo  è stato ulteriormente peggiorato dalle politiche di austerità che l’Unione Europea ha  prescritto agli Stati membri, fino a limitare l’autonomia statuale nelle politiche di sviluppo.

         L’Italia più di altri Paesi ha subito i contraccolpi di scelte di austerità che, lungi dal tagliare il debito pubblico, hanno di fatto penalizzato l’economia reale, e impoverito le piccole e medie imprese.

         Siamo stati per almeno 6 decenni una Nazione di grandissimi risparmiatori. Anche nei momenti più delicati della crisi finanziaria internazionale, nessuno ha mai messo in dubbio la capacità di tenuta dell’Italia grazie alla solidità del risparmio italiano, oscillante in questo ultimo quinquennio dai 4mila miliardi di euro ai 6000 mld. I numeri che ci esporrà la presidente Carla Rabitti Bedogni dimostrano un incremento record di raccolta tramite le reti dei consulenti finanziari (solo nel 2017 pari 39,2mld di euro) con incremento a doppia cifra rispetto agli scorsi anni (18,9% rispetto al 2016).

          Gli scandali che hanno colpito diversi istituti di credito negli ultimi anni, a scapito di correntisti, sono l’esempio più drammatico di quanto ancora sia difficile tutelare e promuovere il risparmio secondo principi di correttezza, lealtà, rispetto delle regole. Le migliaia di correntisti beffati e circuiti dimostrano quanto gli organismi di  controllo e vigilanza siano fragili, costretti a intervenire ex post trovandosi talvolta di fronte a epifenomeni di proporzioni enormi e condotte illecite senza avere i necessari strumenti per prevenirli.

         Il mercato finanziario è rischio per antonomasia. Quindi chi si avvicina sa che c’è una dose di incertezza, seppure ormai misurabile e affronta questo rischio consapevolmente. Il problema, come è emerso nel recente passato, è stata l’inconsapevolezza di ciò che il risparmiatore sottoscriveva anche perché spesso motivato dalla propria banca di fiducia che nella maggior parte dei casi si avvaleva di personale non adeguatamente formato e adeguato per la gestione di questi prodotti proposti.

         Un vulnus che si è dimostrato esiziale per i risparmiatori, gli istituti di credito, la credibilità e l’autorevolezza del sistema bancario verso il quale gli italiani mostrano sempre maggiore diffidenza.

         Sappiamo che in questo meccanismo  la responsabilità esula dal vostro campo di competenza ma se gli italiani cominciano a diffidare di coloro che gestiscono i loro risparmi la disaffezione alla lunga può colpire tutti indistintamente, banche e consulenti.

         Sono certo che se ci fossero stati maggiore professionalità e rispetto di un codice etico da parte degli istituiti avvalendosi anche di figure  precise avremmo conosciuto un’altra storia. Ritengo per questo strategica l’attribuzione al vostro organismo di quei compiti di vigilanza sui consulenti finanziari, privi fino a ieri di uno strumento di controllo. Ci auguriamo che l’iter procedurale di attribuzione delle competenze da parte della Consob sia veloce.

         Ma nel mondo del credito e della finanza considero  altresì di primaria importanza una precisa differenziazione tra banche d’affari e banche commerciali, una proposta rimasta purtroppo nei cassetti della XVII legislatura che tutelerebbe ulteriormente risparmiatori e operatori.

         La materia finanziaria è centrale nell’economia moderna, lo dimostrano le conseguenze e la durata della depressione mondiale, ancora lenta da smaltire.          Per questo auspico ci sia spazio anche di approccio culturale per formare le nuove generazioni a maggiore consapevolezza (I dati ci dicono che  il 50% dei risparmiatori disconosce le nozioni di base dell’economia e della finanza).

         Poche iniziative sono state intraprese fin qui al riguardo, molto ancora va esplorato, a iniziare dalla promozione del valore del denaro, evitando così da adulti di finire nelle trappole di ‘Lupi di Wall Street’ in salsa italiana.

         Per raggiungere questi obiettivi ci affidiamo anche a voi, alle vostre conoscenze e alla vostra densità, due elementi mai scindibili nella carriera di un professionista e nel percorso di un’intera comunità. Siete un piccolo esercito e, svolgendo il vostro lavoro, potete assolvere a una funzione etica e sociale con capillarità difficilmente eguagliabile. L’Italia confida sulla vostra preparazione e responsabilità.

Buon lavoro.

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Dublino, Rampelli: Esigui i rimpatri forzati e troppi gli immigrati di ritorno dagli altri Stati Ue

I dati diffusi dal Garante dei detenuti confermano il fallimento dei governi precedenti 

“Destano sconcerto i dati diffusi dal Garante dei detenuti Marco Palma nel corso della relazione di oggi. Ascoltando la relazione, abbiamo constatato la scarsità dei rimpatri che,  al netto di quelli fatti per la sicurezza nazionale, dimostra che fino al 2017 nulla è stato fatto, confermando le nostre denunce sul sostanziale azzeramento del fondo per i rimpatri. Ma quello che ci sconcerta  di più è il paradosso creatosi con il Regolamento di Dublino e con la fallimentare gestione dei flussi da parte di Renzi e Gentiloni. L’Italia, terra di approdo per centinaia di migliaia di migranti, è stata costretta a ricevere da Paesi Ue oltre 6000 persone che, una volta arrivate nel nostro Paese, si erano trasferite altrove. Le domande di ripresa in carico ancora inevase ammontano invece a 30mila. Praticamente riprendiamo indietro più immigrati di quelli che dovrebbero essere collocati negli altri Paesi europei in forza delle quote assegnate da Bruxelles. Nel 2017, anno record di rimpatri, sono stati organizzati solo 78 charter per un totale di circa 16mila immigrati irregolari su 600mila entrati negli ultimi 5 anni, di cui 119mila nell’ultimo. Un risultato deludente che conferma la totale mancanza di volontà politica di arginare questo fenomeno”.

È quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati Fabio Rampelli