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Autonomie, Rampelli: No a intese unilaterali tra Governo e regioni

“Affinché il mio pensiero sulle autonomie sia completo e corretto intendo precisare che non sono contrario a un nuovo sistema di autonomie, ma favorevole a una distribuzione equanime di poteri, competenze e risorse tra i territori dell’Italia, che possibilmente consideri centrale Roma, unica capitale europea a non avere poteri speciali, a non ricevere i beni culturali che possiede da mettere a reddito (li ha lo Stato), a non avere le risorse sufficienti per pagare i servizi di 800 sedi internazionali, uno Stato estero, ma anche quelli necessari per far funzionare musei, siti archeologici e monumentali che fruttano introiti al Mibact ma risultano costi fissi per il Comune. Per questo occorre una legge ordinaria, come prevede l’articolo 116 della Costituzione, non si può modificare la nostra Carta in forza di intese unilaterali tra regioni e governo. Il tutto rammentando a chi si agita che Roma ha un importante residuo fiscale e paga la più alta Irpef e la seconda Tari d’Italia. M5S e Lega Nord devono governarla, hanno il dovere di farlo, non hanno invece alcun diritto di specularci sopra azzuffandosi per un pugno di voti in più. Oltretutto raccontando sul conto della Capitale sonore bugie e facendo finta di non sapere che sono i Comuni e le Province a dover avere più poteri e non le regioni”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Ramelli, Rampelli: Fu una mattanza. Questa la verità. Sergio Ramelli è un eroe italiano, la sinistra si rassegni

“Gli anni ‘70 mettono i brividi, migliaia di ragazzi di destra venivano aggrediti sistematicamente e brutalmente a scuola, negli atenei universitari, nelle strade, sotto casa. Venivano discriminati, derisi, bullizzati ovunque, solo per motivi ideologici. Si trattava di una riedizione della guerra civile tollerata da uno Stato indegno che invece di mettere al bando quella persecuzione violenta applicando le sue leggi e pacificando gli animi, la fomentava ogni giorno con ogni strumento utile. Sergio Ramelli aveva 19 anni e apparteneva al Fronte della Gioventù, organizzazione giovanile del Msi. Fu costretto a cambiare scuola, i temi che scriveva contro le Brigate Rosse venivano dati dai professori ai suoi avversari politici, che li attaccavano in bacheca e organizzavano ‘processi proletari’ con tanto di condanne. Quello era il clima, terribile.  Sergio fu pedinato, poi aggredito a colpi di chiave inglese, andò in coma, si riprese, ci tornò. Un calvario lungo 48 giorni. Poi mori. Lasciamo stare le condizioni in cui si svolse il processo, tra picchetti e intimidazioni, le condanne furono ridicole perché alla fin fine uccidere uno di destra valeva più o meno come uccidere un animale. Questa in breve la storia. Ma ciò che fa pensare è che la sinistra non cambia pelle, impedisce i cortei commemorativi, taluni continuano a giustificare, talaltri stravolgono la realtà parlando di rissa nella quale Sergio avrebbe avuto la peggio. Danno l’impressione che l’odio sia parte integrante della loro natura, l’ingrediente principale con cui alimentano le proprie idee. Riproducono ogni giorno tutti quegli elementi che, in potenza, possono scatenare nuove stagioni di violenza.  Ecco perché quei ragazzi sono degli eroi moderni, hanno affrontato con coraggio la persecuzione della loro fede e hanno pagato con la vita.  Sergio Ramelli, uno di noi, un eroe italiano”.

È quanto scrive il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia, ricordando sulla sua bacheca Facebook il militante del Fronte della Gioventù Sergio Ramelli, ucciso nel 1975 da Avanguardia Operaia. 

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'Salva Roma', Rampelli: Roma deve essere equiparata alle altre capitali europee. Posizione Salvini è offesa per italiani

“Siamo di fronte a un governo di improvvisati. Roma Capitale d’Italia, del Mediterraneo e del Mezzogiorno deve essere equiparata alle altre capitali europee e occidentali, e non agli altri comuni d’Italia che a loro volta devono essere assistiti in equilibrio tra loro. Milano come Palermo e Roma come Londra, tanto per capirsi. La posizione di Salvini, che sottolinea lo stralcio del ‘Salva Roma’, è un’offesa per tutti gli italiani”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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'Salva Roma', Rampelli: Salvini esibisce anti romanità, dissotterrata l'ampolla di guerra

“Salvini getta la maschera ed esibisce la sua anti romanità. La Capitale di una nazione non è come gli altri pur adorabili comuni, che possono trarre beneficio anche dalla sua magnificenza. Ogni nazione investe decine di miliardi per averla moderna, pulita, efficiente, attrattiva e trasferisce beni, risorse e poteri anche per svilupparne al meglio le potenzialità economiche che possono determinare una quota parte di crescita per l’intero territorio. Per Salvini esiste solo il Nord, ormai torna chiaro. La sua dichiarazione di ieri non può considerarsi una battuta estemporanea, visto che è la ripetizione di un concetto già espresso giorni fa e, quindi, il mio non è un pregiudizio contro il padano. Se a questo spirito anti romano s’aggiunge il tentativo di imporre con la forza i nuovi poteri alle regioni del Nord il dado è tratto. L’ampolla con dentro l’acqua del ‘Dio Po’ è stata dissotterrata”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Salva Roma, Rampelli: Per Salvini Roma era e resta ladrona

“Le indiscrezioni secondo cui la Lega Nord avrebbe chiesto di stralciare la norma sul ‘Salva Roma’ dal Dl Crescita, nonché i dubbi espressi nei giorni scorsi dal vicepresidente del Consiglio e leader della Lega Nord Salvini, potrebbero confermare la vocazione antiromana e antimeridionale del Carroccio. Di fronte alle rassicuranti dichiarazioni televisive sulle trasformazioni in un partito nazionale, l’ostinazione con la quale si considererebbe la Capitale alla stregua di un qualunque comune è tarda a morire. Tutte le statistiche emanate da qualunque istituto scientifico dimostrano che per complessità, competenze, estensione territoriale, per contenere uno Stato nello Stato ed essere Capitale del Mezzogiorno e del Mediterraneo, Roma dovrebbe ricevere immediatamente poteri speciali, beni e risorse in misura assai maggiore rispetto alle mance elargite da 150 anni a questa parte. Se Salvini invece di studiare questi dati inoppugnabili si limitasse alla sola verifica degli stanziamenti dello Stato Francese per Parigi, del Regno Unito per Londra, della Germania per Berlino si renderebbe conto che quanto previsto dal ‘Salva Roma’ è semplicemente un’elemosina. Se le cose stessero così per Salvini Roma non è Capitale d’Italia, ma era e resta ladrona, come la definivano Bossi e lui prima del presunto ravvedimento”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Capitale, Rampelli: Raggi in caduta libera. Si dimetta e liberi Roma dal suo delirio

Se fossero confermate le pressioni da parte della sindaca all’ex Ad di Ama sul bilancio della municipalizzata capitolina saremmo di fronte ad un fatto inedito e gravissimo. Parliamo di un’azienda il cui unico socio al 100% è il Comune di Roma, quindi i romani, e il danno inflitto all’azienda di raccolta e trattamento dei rifiuti corrisponde a un concreto danno erariale. Virginia Raggi è ormai alla fine della sua parabola, si dimetta e liberi Roma dal suo delirio per offrirle la possibilità di una ripresa che non è stata capace di concretizzare in questi tre anni.