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Abusivismo, Rampelli: Necessario grande piano condiviso di abbattimento e ricostruzione

“Ogni volta che c’è una tragedia si torna a parlare dell’emergenza abusivismo edilizio. Che non è un’emergenza visto che in Italia ci sono oltre un milione di manufatti abusivi. Uno dei motivi che scatena le opere illegali, nessuno lo dice per paura di apparire politicamente scorretto, è l’eccesso di dirigismo, la sostanziale impossibilità di chiedere permessi e ottenere autorizzazioni in tempi ‘umani’, anche a causa di un vincolismo disordinato ed esasperato.
La questione si divide in due parti: gli interventi per stroncare i 20mila abusi/anno che tuttora si realizzano e il metodo per mettere le mani su quelli del passato.
Sul primo quesito le risposte sono facili e immediate e il governo deve fare i suoi passi, decisi e subito. Sul secondo è necessario un grande piano nazionale per delocalizzare, cioè abbattere e consentire la ricostruzione in aree regolari, ammettendo la correità della pubblica amministrazione perché una casa non è un telo di merce contraffatta. Per arrivare al tetto servono anni ed è evidente che le autorità competenti si siano girate dall’altra parte per facilitare l’ultimazione delle opere. Occorre rivedere il regime dei suoli, stroncare la
speculazione fondiaria e consentire al comune cittadino di chiedere un permesso e avere una risposta rapida.  Per le demolizioni inevitabili di edifici a rischio, come tutti quelli collocati nel letto dei fiumi, occorre varare  un’autorità terza che liberi gli amministratori locali da responsabilità che non possono prendersi e dall’impossibilità economica di procedere materialmente agli abbattimenti e tuteli la vita di persone e famiglie”.
È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia a Coffee Break
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Abusivismo, Rampelli: Serve grande piano 'sostituzione edilizia'

“Ogni volta che avvengono disgrazie come quelle accadute in questi giorni si torna a discutere di abusivismo edilizio in Italia. Mai per risolvere, solo per farsi propaganda ed è inaccettabile. L’abusivismo è una piaga dai numeri giganteschi, un fenomeno diffuso e radicato che supera il milione di manufatti edilizi illegali. Non ci saranno mai le risorse per abbatterli tutti, occorre agire diversamente destinando fondi sia per la bonifica del territorio dagli abusi che mettono a rischio la vita delle famiglie sia per varare un piano straordinario di conciliazione che preveda la sostituzione edilizia, abbattimento e ricostruzione in aree urbanisticamente certificate. Un piano speciale per il restauro del territorio che coinvolga i proprietari e, insieme, gli ordini professionali, le facoltà universitarie, le soprintendenze, gli ordini fino alle associazioni dei costruttori. Non ci possono più essere ‘casi Ischia’, troppo somiglianti alla vituperata pratica della legge ad personam tesa a premiare il collegio elettorale del vicepresidente Di Maio, nessuna corsia preferenziale in attesa della prossima catastrofe... Serve un programma serio che costruisca risposte valide per tutti quei cittadini, da Pantelleria ad Aosta, che sono in attesa di un condono edilizio”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Legge di bilancio, Rampelli: Coni, la politica metta giù le mani dallo sport italiano

No alla trasformazione in società 'Sport e Salute' 
“Nelle pieghe della bozza della Legge di Bilancio si nasconde una norma che cancellerà di fatto l’autonomia dello sport e, di conseguenza, il modello di sistema sportivo italiano. L’ipotizzato cambiamento della soc. “CONI Servizi” in soc. “Sport e Salute” non è solo un’operazione di maquillage ma costituisce la realizzazione di un progetto multipartisan che va avanti da qualche lustro, dalla Legge Melandri in poi: quello di portare il controllo, anche economico, dello sport nelle mani della politica e dei governi. Secondo l’infausto progetto la governance di “Sport e Salute” sarà di nomina politica e perfino i finanziamenti alle Federazioni saranno regolati dalle collaudate norme del Manuale Cencelli.  Il CONI sarà così esautorato da ogni potere di indirizzo della politica sportiva e finirà con l’occuparsi al massimo della preparazione olimpica. Il sistema sportivo italiano, basato sull’autonomia e l’indipendenza, che dovrebbero ormai essere valori acquisiti da tutti, viene così smontato pezzo a pezzo e ricostruito sotto l’egida dei partiti anziché degli uomini di sport.
Qualche dubbio sorge anche sulla compatibilità di quest’architettura con il Regolamento del CIO che impone la totale autonomia dello Sport dalla politica.
Riaffermando l’assoluta contrarietà a questo progetto, la volontà di difendere energicamente  l’autonomia sportiva e semmai di rafforzarla con nuovi strumenti organizzativi e finanziari auspichiamo un ripensamento del governo Conte e del sottosegretario con delega allo sport Giorgetti. E comunque, se Coni Servizi deve essere abolita si torni a concentrare nel C.O.N.I. le funzioni che vennero a suo tempo conferite a un diverso soggetto solo per motivi contabili di bilancio dello Stato”. E' quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d'Italia.
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Matera, Rampelli: Assurdo che capitale cultura sia senza collegamenti. Interrogazione a Governo

“Matera ha conseguito il titolo di capitale europea della cultura 2019 ben 5 anni fa. Un atto dovuto, vista la straordinaria portata della sua storia e la sua totale originalità. A parte i progetti ancora in alto mare e l’assenza di una politica tesa ad allungare la permanenza dei tanti visitatori previsti nelle zone turistiche e balneari circostanti, il più drammatico dei problemi si riassume in questa domanda: come si arriva a Matera, capitale della cultura, da Torino o da Berlino? In Basilicata non c’è un aeroporto, neppure provvisoriamente allestito per l’occasione, non c’è una ferrovia degna di questo nome perché il progetto di prolungare la linea del ferro da Salerno a Taranto, transitando per Potenza e Matera, è rimasto un’utopia, mentre la ferrovia regionale che parte da Bari per Matera è monorotaia e il Pd, al governo della regione Puglia, ha pensato bene di rafforzare solo la parte che gli serviva.  No, nessuno ha pensato che, soprattutto dopo il prestigioso riconoscimento europeo, bisognasse garantire il raggiungimento della Basilicata e di Matera. Incredibile, ma vero. Ci sarà pertanto la città dei sassi con i suoi mille eventi organizzati, manifestazioni, spettacoli, visite guidate, le chiese rupestri, qualche restauro di antiche abitazioni, la casa-museo... Ma nessuno si è occupato di come farci arrivare i turisti. Il sistema Italia forse può funzionare a Milano, come accaduto per l’Expo che per mesi ha visto lavori eccezionali diurni e notturni e finanziamenti stratosferici, ma non per il Sud? Non ci sono stessi diritti a nord e a sud di Roma in Italia?”

È quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei Deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia alla vigilia della sua partecipazione agli ‘Stati Generali del Sud’ organizzati da Fdi a Matera e Potenza dal 26 al 28 ottobre.

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Desiree, Rampelli: Tutti sapevano, Ministri, Questori e Prefetti. Preferiscono circoscrivere l'illegalità creando zone franche

Duro atto d’accusa in un’intervista alla Notizia

“Non serve salire sulla ruspa, occorre volontà politica”. “Tutti sanno quello che accade “E cioè che esistono delle zone franche nelle quali tutto è consentito e che sono la manifestazione plastica dell’illegalità che ha ormai valicato i confini delle periferie toccando anche il cuore della città. Vere e proprie enclave dove spesso la polizia decide di non entrare.

Un’accusa molto pesante. Ne è così  sicuro?

“Non dico nulla di nuovo. In alcune realtà le forze dell’ordine non hanno la forza per opporsi, a causa della carenza di personale dovuta al blocco del turnover. Ma non solo: esiste una tecnica precisa, una sorta di convenzione non scritta - che io non accetto - tra questori, prefetti e sindaci secondo la quale, per circoscrivere e controllare il fenomeno, queste zone franche vengono di fatto tollerate. E a rimetterci sono i cittadini onesti che sono costretti a conviverci”.

A giudicare dalle cronache degli ultimi giorni sembra la fotografia di ciò che accade e che è stato denunciato a San Lorenzo...

“Come accade in tutti quei contesti in cui si tollera l’intollerabile. Dalla violazione della proprietà, pubblica e privata, alla clandestinità. Fino alle attività illecite: droga, prostituzione, racket e subaffitti. Avevamo del resto già denunciato il caso di Palazzo Curtatone, su cui pende un’inchiesta in Procura, dove gli occupanti abusivi subaffittano ai migranti irregolari. Per non parlare dei sotterranei delle Torri di Tor Bella Monaca, dove tutti sanno cioò che accade ma nessuno entra”.

Torniamo a San Lorenzo: lo spaccio di droga viene descritto come la principale piaga del quartiere...

“Di quel quartiere e non solo di quello. Il problema va ben oltre i confini della Capitale. Secondo l’Oedt, l’Osservatorio europeo sulla droga, l’Italia è il primo Paese per consumo di stupefacenti in età scolastica: il 35%, il 10% in più della media Ue. Questo vuol dire che, in alcune scuole, se non ti fai vieni trattato come un reietto”.

Salvini ha minacciato di tornare a San Lorenzo con la ruspa...

“Can che abbaia non morde. I cittadini onesti si aspettano che il Governo reprima i reati, altro che ruspa. Non serve la ruspa, per risolvere i problemi serve la volontà politica. Faccio un esempio”.

Quale?

“Prendiamo il caso dei roghi tossici. Non si tratta di inseguire il ladro che ha appena commesso uno scippo. I roghi sono sempre lì, quasi sempre negli stessi posti. Basta un sistema di videosorveglianza per arrestare i responsabili. è un fenomeno che riguarda quattro città: Roma, Milano, Napoli e Torino. Cos’altro occorre se non la volontà politica, per risolverlo?”.

Questa è la situazione. Ma come se ne esce?

“Innanzitutto si deve sapere che chi sbaglia paga. Nessuna tolleranza per i delinquenti. Almeno che non si voglia tornare ai tempi delle Brigate Rosse, all’atteggiamento buonista riservato allora ai cosiddetti ‘compagni che sbagliano’ che non ha fatto altro che alimentare un diffuso senso di complicità intorno ai terroristi. La linea di confine è e deve restare la legalità. Chi la oltrepassa va perseguito. Ma la repressione non basta”.

Cosa si può fare, oltre a ripristinare la legalità, per invertire un processo che in molti casi sembra ormai irreversibile?

“Serve uno scatto d’orgoglio, riqualificare le periferie creando, all’interno di ciascuna di esse, portici, piazze e fontane. Occorre svuotare i magazzini delle sovrintendenze e portare bellezza in questi centri, coinvolgendo i cittadini e stimolando il loro senso di appartenenza. Non è solo un fatto amministrativo, ma soprattutto culturale. Che dovrebbe coinvolgere associazioni, scuole, parrocchie, municipi e forze dell’ordine. In altre parole, serve un vero e proprio rinascimento urbano e civico”.

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Desiree, Rampelli: Sindaci, Prefetti e Questori adottano tecnica della zona franca per circoscrivere zona delinquenti

"La questione di Desirée è seria, nessuna strumentalizzazione. Il Ministro degli Interni Salvini saprà certamente che sindaci, prefetti e questori adottano una tecnica precisa, quella della ‘zona franca’. Interi quartieri vengono consegnati all’illegalità (spaccio, prostituzione, occupazioni abusive) con la scusa di circoscrivere e tenere sotto controllo i delinquenti, che sempre tali restano. Questo significa che le persone oneste vengono direttamente e indirettamente danneggiate da tali scelte, sacrificate a una qualità della vita che li marginalizza e mette a rischio la tenuta delle famiglie.Ecco perché esistono nelle grandi città italiane zone inattaccate, inespugnate, dove non di rado gli agenti in divisa preferiscono non entrare, aree di spaccio sfacciato e impunito, prostituzione esibita senza ritegno, riciclaggio illegale di rifiuti, roghi tossici, abusivismo commerciale, accattonaggio seriale, scippo, taccheggio, borseggio sistematici, deposito di armi, stabili occupati.
E come all’epoca delle Brigate rosse, con la filippica dei ‘compagni che sbagliavano’, si creano vaste aree di fiancheggiamento e complicità nella società.
Si dice che in fondo non è sbagliato drogarsi (e si aumenta il mercato dello spaccio e del consumo, con l’Italia che conduce la triste classifica della diffusione di droghe in età scolare secondo l’Osservatorio europeo, il 35%!), si dice che in fondo non è un reato occupare palazzi di proprietà pubblica e privata e si dà vita a un fenomeno che parte dalla sinistra e approda alla criminalità), si dice che non esista più l’immigrazione clandestina perché saremmo tutti cittadini del mondo (e s’innesca il tentativo di trasferimento di milioni di disperati dall’Africa, ovviamente sfruttati economicamente dai trafficanti), si dice che i rom appartengano a una cultura diversa e se ne tollerano stili di vita e attività illecite (rinunciando a salvare i bambini destinati a non avere un futuro di onesto lavoro)... potremmo andare avanti all’infinito con la tolleranza benevola costruita dalla sinistra intorno a quell’illegalità di cui si è servita. Non abbiamo bisogno di proclami, perché il detto “can che abbaia non morde” è ancora valido, ma di un’azione coraggiosa per proteggere le persone oneste, tenere lontane le nostre tante Desirée e Pamela, i nostri figli, dai centri di spaccio, con una bonifica non più rimandabile delle zone franche che a centinaia imperversano nelle città.  Tutti sanno dove sono i delinquenti e quel che fanno, ora vanno arrestati e vanno salvati i nostri ragazzi". E' quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d'Italia.