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Giornata memoria terrorismo, Rampelli: Non smettere di coltivare memoria e cercare verità. Vicinanza a familiari

In occasione della ‘Giornata nazionale in memoria delle vittime del Terrorismo’ rinnoviamo la nostra vicinanza ai familiari di tutti coloro che hanno perso la vita in quella scia di terrore che ha colpito sanguinosamente l’Italia. Non smettere di coltivare la memoria e cercare la verità. Alle vittime del terrorismo e delle stragi di mafia, alle Forze dell’Ordine, ai militari e ai civili caduti per difendere la nostra patria durante le missioni che ci hanno visto impegnati a sostenere la pace in territori di guerra, giunga oggi il nostro pensiero”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Droghe, Rampelli: Salvini vuole chiudere negozi cannabis? Convinca Di Maio e approvi proposta FdI

“Il Ministro dell’Interno scopre che in giro per l’Italia si fanno festini a base di cannabis e ora vuole chiudere i negozi di growshop. Bene, meglio tardi che mai. Convinca però il M5S e in particolare la sindaca di Roma Virginia Raggi che ha avuto la sfrontatezza di chiudere l’Agenzia Comunale per le Tossicodipendenze che negli anni del governo di centrodestra aveva ricevuto encomi dal Ministero e dal Papa. Esiste una legge ad hoc presentata da me alla Camera, Salvini cominci da qui, la faccia votare. Prevede proprio la chiusura dei negozi in cui si vendono prodotti contenenti cannabis a basso Thc, cosiddetti ‘growshop’, ritenuti pericolosi dal Consiglio Superiore di Sanità e che inducono chiaramente a passare al consumo di cannabis e marijuana che imperversano in supermercati e tabaccherie. Stop agli annunci, i cittadini hanno diritto alla serietà”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Scuola, Rampelli: Introducono l'educazione civica, ma abrogano le note...

Questa maggioranza procede come i gamberi: due passi avanti e dieci indietro. Com’è possibile che la Camera oggi vari la proposta di legge per l’introduzione dell’educazione civica nelle scuole ma poi in commissione elimini il voto in condotta e le sanzioni disciplinari, l’esclusione eventuale dagli scrutini o esami, l’espulsione dalla scuola con perdita dell'anno scolastico. Il Sessantottismo in salsa pentaleghista continua a colpire senza pietà”. 

È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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Droga, Rampelli: Il governo convochi la conferenza nazionale anti-droga

Il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli, di Fratelli d’Italia, ha incontrato oggi i presidenti di InterCear (Coordinamento Nazionale dei coordinamenti regionali che operano nel campo dei trattamenti delle Dipendenze) Biagio Sciortino e della FICT (Federazione Italiana Comunità Terapeutiche) Luciano Squillaci, accompagnati dalla deputata Maria Teresa Bellucci, responsabile del dipartimento Dipendenze di Fratelli d’Italia.

Durante l’incontro sono stati affrontati i temi relativi all’emergenza della droga e commentato la crescita dell’utilizzo tra i giovanissimi.

“L’Italia- ha detto Rampelli- è la terza in Europa per consumo di cannabis, e quarta per la cocaina. L’età di primo utilizzo tra i giovani si è abbassata drammaticamente. Oggi si comincia a 12 anni. Per combattere questa piaga devastante per le famiglie e la comunità nazionale è indispensabile rafforzare i servizi pubblici e privati anche attraverso una campagna di prevenzione di utilizzo delle sostanze stupefacenti da realizzare nelle scuole e i classici luoghi di socializzazione dei giovani. Chiediamo infine al Governo Conte e al ministro Fontana di convocare la conferenza nazionale sulle politiche antidroga che dovrebbe svolgersi ogni tre anni e che invece manca da dieci anni”.

“Da parte del Governo- ha osservato la deputata Bellucci-  questo è un tema sottovalutato. Abbiamo ricevuto troppe risposte negative:  no a un piano di lotta alla droga;  no alla reintroduzione e finanziamento del fondo nazionale di lotta alla droga; no alla convocazione della Conferenza Nazionale sulle Politiche Antidroga; no alla ricostituzione della Consulta degli esperti e degli operatori del settore; no alla presentazione al Parlamento della Relaziona annuale sullo stato delle tossicodipendenze, entro giugno; no alla chiusura dei cannabis shop, veri luoghi di spaccio legalizzato e a basso costo. Battaglie fondamentali lanciate a più riprese da Fratelli d’Italia nel corso dell’intera Legislatura ma che, ad oggi, nonostante i proclami del ministro Salvini non sono state condivise dalla Lega e dal Governo”. 

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Autonomie, Rampelli: No a intese unilaterali tra Governo e regioni

“Affinché il mio pensiero sulle autonomie sia completo e corretto intendo precisare che non sono contrario a un nuovo sistema di autonomie, ma favorevole a una distribuzione equanime di poteri, competenze e risorse tra i territori dell’Italia, che possibilmente consideri centrale Roma, unica capitale europea a non avere poteri speciali, a non ricevere i beni culturali che possiede da mettere a reddito (li ha lo Stato), a non avere le risorse sufficienti per pagare i servizi di 800 sedi internazionali, uno Stato estero, ma anche quelli necessari per far funzionare musei, siti archeologici e monumentali che fruttano introiti al Mibact ma risultano costi fissi per il Comune. Per questo occorre una legge ordinaria, come prevede l’articolo 116 della Costituzione, non si può modificare la nostra Carta in forza di intese unilaterali tra regioni e governo. Il tutto rammentando a chi si agita che Roma ha un importante residuo fiscale e paga la più alta Irpef e la seconda Tari d’Italia. M5S e Lega Nord devono governarla, hanno il dovere di farlo, non hanno invece alcun diritto di specularci sopra azzuffandosi per un pugno di voti in più. Oltretutto raccontando sul conto della Capitale sonore bugie e facendo finta di non sapere che sono i Comuni e le Province a dover avere più poteri e non le regioni”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Ramelli, Rampelli: Fu una mattanza. Questa la verità. Sergio Ramelli è un eroe italiano, la sinistra si rassegni

“Gli anni ‘70 mettono i brividi, migliaia di ragazzi di destra venivano aggrediti sistematicamente e brutalmente a scuola, negli atenei universitari, nelle strade, sotto casa. Venivano discriminati, derisi, bullizzati ovunque, solo per motivi ideologici. Si trattava di una riedizione della guerra civile tollerata da uno Stato indegno che invece di mettere al bando quella persecuzione violenta applicando le sue leggi e pacificando gli animi, la fomentava ogni giorno con ogni strumento utile. Sergio Ramelli aveva 19 anni e apparteneva al Fronte della Gioventù, organizzazione giovanile del Msi. Fu costretto a cambiare scuola, i temi che scriveva contro le Brigate Rosse venivano dati dai professori ai suoi avversari politici, che li attaccavano in bacheca e organizzavano ‘processi proletari’ con tanto di condanne. Quello era il clima, terribile.  Sergio fu pedinato, poi aggredito a colpi di chiave inglese, andò in coma, si riprese, ci tornò. Un calvario lungo 48 giorni. Poi mori. Lasciamo stare le condizioni in cui si svolse il processo, tra picchetti e intimidazioni, le condanne furono ridicole perché alla fin fine uccidere uno di destra valeva più o meno come uccidere un animale. Questa in breve la storia. Ma ciò che fa pensare è che la sinistra non cambia pelle, impedisce i cortei commemorativi, taluni continuano a giustificare, talaltri stravolgono la realtà parlando di rissa nella quale Sergio avrebbe avuto la peggio. Danno l’impressione che l’odio sia parte integrante della loro natura, l’ingrediente principale con cui alimentano le proprie idee. Riproducono ogni giorno tutti quegli elementi che, in potenza, possono scatenare nuove stagioni di violenza.  Ecco perché quei ragazzi sono degli eroi moderni, hanno affrontato con coraggio la persecuzione della loro fede e hanno pagato con la vita.  Sergio Ramelli, uno di noi, un eroe italiano”.

È quanto scrive il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia, ricordando sulla sua bacheca Facebook il militante del Fronte della Gioventù Sergio Ramelli, ucciso nel 1975 da Avanguardia Operaia.