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Acca Larentia, Rampelli: Cerchiamo ancora la verità. Interrogazione al Ministro Bonafede

“A quarantuno anni di distanza dalla tragedia di Acca Larentia, cerchiamo ancora la verità sulla mano che ha ucciso Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta. Oltre ai due giovani militanti che persero la vita sotto i colpi di una mitraglietta Skorpion in Via Acca Larentia, altri due furono uccisi, Stefano Recchioni, il giorno dopo l’attentato, e Alberto Giaquinto, l’anno successivo, proprio mentre commemorava i drammatici eventi che di fatto sancirono la nascita dello spontaneismo armato a “destra”, sul fronte opposto a quello del terrorismo rosso. Per noi questi 41 anni non sono mai passati: stiamo ancora cercando verità e giustizia, la prima dipende anche dalla nostra capacità di iniziativa politica, la seconda solo dal lavoro della magistratura, ma anche dalla capacità dei governi di farsi storicamente carico della chiusura politica degli anni di piombo. Solo un giusto clima può creare le condizioni per riaprire i processi sulla base dei nuovi elementi intercorsi nel tempo. Per questo, ho inviato al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede un’interrogazione per sapere se il governo disponga, nell’ambito delle sue competenze, di nuovi elementi. Nel marzo del 2013 sono state riaperte a Roma le indagini sulla strage di Acca Larentia, il Pm incaricato avrebbe istruito un fascicolo contro ignoti, con l’intento di valutare se le più aggiornate tecniche investigative potessero condurre a nuovi indizi. Tracce grafiche, registrazioni, impronte, nuove testimonianze potrebbero svelare infatti particolari all’epoca non rilevabili. Della questione si occupò l’ex deputato Biava nel 2011, soprattutto per capire le ragioni della sparizione dell’arma usata per uccidere Bigonzetti e Ciavatta, la Skorpion, la stessa in dotazione ai brigatisti rossi cui di imputano altri eventi luttuosi. Chiediamo comunque a tutti i partiti di condividere la nostra proposta di legge tesa a creare una commissione d’inchiesta sugli anni di piombo, unico strumento forse utile a raccogliere altri elementi per ottenere giustizia e verità”.

È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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Incidenti in montagna, Rampelli: Contro il monolinguismo di fatto

Interrogazione al presidente Conte sulle iniziative a tutela della lingua italiana in Alto Adige

“La causa dell’incidente che ha causato la morte di Emily e le gravissime condizioni della madre, sembrerebbe imputabile anche alla mancanza di segnaletica chiara e in lingua italiana. Dalle prime informazioni che emergono dall’inchiesta si rileverebbe che, nella cartellonistica predisposta dalla società che gestisce gli impianti del Renon, fosse descritto il divieto di percorrere la pista con lo slittino esclusivamente in lingua tedesca e con un simbolo grafico assai poco visibile. Se tutto ciò sarà confermato dalla magistratura risulterà evidente che la concausa della tragedia sia rinvenibile anche nell’ennesimo caso di mancato rispetto dell’obbligo del bilinguismo in Alto Adige”. È quanto denuncia il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia che ha inviato un’interrogazione al presidente del Consiglio Giuseppe Conte ripercorrendo tutta una serie di omissioni che negli anni hanno contraddistinto l’operato della Provincia autonoma di Bolzano in materia di bilinguismo e cartellonistica bilingue.

“Negli ultimi periodi, e anche in tempi più recenti, nella Provincia autonoma di Bolzano – ha aggiunto Rampelli - sono innumerevoli le denunce riguardanti l’uso distorto delle due lingue provinciali nella segnaletica di montagna: ciò avviene per lo più attraverso l’installazione di cartelli turistici recanti toponimi riportati solo in lingua tedesca o contenenti indicazioni in entrambe le lingue ma con caratteri tipografici sproporzionatamente diversi, sempre a scapito della lingua italiana.  Ancora più assurdo se si considera che gli enti e le organizzazioni che si rendono responsabili della cancellazione della lingua italiana dalla toponomastica e nelle comunicazioni con cittadini e turisti (il 90% italiani) sono gli stessi che beneficiano di fondi pubblici per l’allestimento dei segnali o per le attività turistico-ricettive”.

“La perdurante e sistematica violazione delle disposizioni sull’obbligo del bilinguismo contenute nello Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige rappresenta una evidente mortificazione per la popolazione di lingua italiana residente in provincia di Bolzano, nonché per gli stessi turisti che lì si recano a centinaia di migliaia ogni stagione dalle altre Regioni i quali, sempre più spesso, hanno la sensazione di trovarsi come stranieri nella propria Nazione, buoni solo per portare soldi. Quanto descritto avviene con il silenzioso avallo delle istituzioni della Provincia autonoma di Bolzano, le quali, specie dopo l’approvazione della legge provinciale 20 settembre 2012, n. 15, hanno di fatto avviato una vera e propria “pulizia etnica” nei confronti di parte della toponomastica italiana”.

“Alla luce delle numerose sentenze della Corte Costituzionale circa l’indispensabilità della compresenza della lingua italiana nella toponomastica - ha concluso Rampelli - chiediamo che la toponomastica delle regioni e province plurilinguistiche passino alla stretta competenza dello Stato”.

“In ogni caso, ricordando le ragioni storiche che videro il passaggio di alcune province austriache all’Italia, ma anche quelle analoghe che costrinsero l’Italia a privarsi di Nizza e Fiume, appare evidente che nel contesto dell’Unione europea si debba garantire uniformità di trattamento per impedire che bilinguismo e diritti fondamentali vengano travalicati sia in Alto Adige sia in Slovenia e Croazia, a parti invertite ma con lo stesso risultato: punire gli italiani”.

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Alto Adige, Rampelli: Un cartello solo in lingua tedesca condanna a morte la piccola Emily. L'Alto Adige è Italia, si parli italiano

La piccola Emily Formisano, 8 anni, sarebbe morta perché il cartello di divieto agli slittini essendo la pista sciistica nera, era scritto solo in tedesco. All’interno del confine italiano, in Alto Adige, una comunità uscita sconfitta dalla prima guerra mondiale detta legge, mortifica gli italiani, consuma miliardi di contributi speciali che gli conferisce lo Stato, vede volare tenore sociale e qualità della vita ai primi posti in classifica grazie alle tasse che pagano tutti i nostri connazionali.
Questo scempio deve finire. L’Alto Adige è Italia, le minoranze linguistiche devono essere rispettate, ma non possono umiliare gli italiani con discriminazioni continue, fino a veder perdere la vita a una creatura innocente e a combattere con la morte la mamma in ospedale.

E' quanto dichiara il vice presidente della Camera dei Deputati Fabio Rampelli

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Rifiuti, Rampelli: Raggi non all'altezza, governo nomini commissario

“La denuncia dei presidi delle scuole romane impossibilitati ad aprire i plessi a causa dell’emergenza rifiuti rappresenta l’ultimo stadio di un coma irreversibile in cui è stata lasciata Roma in questi ultimi anni, e l’incapacità della Giunta grillina sta dando l’ultimo colpo di grazia. Sul tema ambientale emerge tutta la fragilità della Capitale, la mancata programmazione della chiusura del ciclo dei rifiuti, i servizi di spazzamento inefficienti, la differenziata ferma al palo, gli impianti inadeguati e l’incendio al Tmb al Salario dimostrano l’inadeguatezza della sindaca. Giusto portare dossier in Procura, ma un amministratore francamente non si può limitare solo a questo. La Raggi non è altezza per fronteggiare l’emergenza nelle strade, pertanto chiederemo al Governo di nominare un Commissario che si occupi della gestione rifiuti nella Capitale. Roma da sola non ce la può fare”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Global compact, Rampelli: L'ONU si sciolga, tradisce il suo statuto

"Stati Uniti, Australia, Brasile, Slovacchia, Polonia, Ungheria, Svizzera hanno deciso di NON sottoscrivere l’accordo proposto dall’Onu attraverso il quale viene sancita la fine degli Stati nazionali. Il testo infatti prescrive il diritto inderogabile all’emigrazione, non solo per coloro i quali fuggono da guerre e persecuzioni, i profughi, ma per chiunque desideri, per qualunque motivo, di trasferirsi in un’altra nazione.

L’Onu dovrebbe per statuto occuparsi di garantire il diritto di persone, famiglie e popoli a vivere nella pace e nella prosperità nella propria terra, senza che qualunque motivo lo induca con la forza a recidere le sue radici e ad abbandonare i suoi affetti. Fino a prevedere al riguardo missioni di pace con tanto di caschi blu.Tale accordo sancisce invece la fine di questo compito transnazionale e afferma indirettamente altri diritti: quello delle nazioni più ricche a sfruttare le più povere, quello dei tiranni a sottomettere i popoli, quello alla corruzione volta all’accaparramento delle risorse pubbliche di uno Stato per tornaconto personale, quello a considerare la vita un evento materiale e non sacro, quello alla rinuncia a contribuire alla salvaguardia dell’ambiente. Non è importante combattere il male, insomma, è sufficiente dichiarare il diritto alla fuga da ogni difficoltà, finché ogni terra del mondo non sarà un caos globalizzato. A questo punto l’Onu non serve più a nulla, si sciolga". È quanto scrive il vicepresidente della Camera dei Deputati Fabio Rampelli di Fratelli d'Italia sulla bacheca Facebook.

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Manovra, Rampelli: Sui roghi tossici Lega nord e 5 stelle tradiscono i cittadini

“Con una battuta dico che Lega Nord e 5 Stelle hanno bocciato l’intervento dell’esercito nei campi nomadi (previsto dal D.L. 136/2013 sul reato di combustione illecita di rifiuti), probabilmente rintontiti dai fumi dei roghi tossici.
Non si spiega altrimenti l’inversione di rotta clamorosa che condanna decine di migliaia di adulti e bambini a respirare a vita aria inquinata e a mettere a repentaglio il diritto costituzionale alla salute.
Per questo intervento, proposto già nella scorsa legislatura da FDI, si erano infatti pronunciati l’ex Ministro Minniti (PD), l’attuale sottosegretaria Laura Castelli (M5S) anche nel suo ruolo di allora vicepresidente della Commissione d’inchiesta sulle periferie,  il suo presidente Causin (FI), insieme alla Lega Nord.
Questa congiunzione astrale si rese possibile in virtù delle inquietanti testimonianze riportate in audizione dal Capo della polizia Gabrielli, dal Prefetto di Roma Basilone, dal Procuratore della Repubblica Pignatone.
L’equiparazione dei roghi tossici alla ‘terra dei fuochi’ è stata l’unica concreta speranza individuata da 23 comitati  di cittadini di Roma, Napoli, Milano e Torino.
Ma oggi Lega Nord e M5S hanno tradito e lasciano le periferie delle grandi città nell’illegalità e nell’insalubrità”.
 
È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia, primo firmatorio dell’ordine del giorno sui roghi tossici.