Stampa

Coronavirus, Rampelli: 'cerotto Conte all'Italia'. Vengano recepite le nostre proposte in Parlamento, altrimenti stop tregua

“Decreto cerotto o decreto confusione, fate voi. ‘Cerotto’ perché interi settori dell’economia non sono minimamente ristorati dal rovescio economico che viviamo, tra questi spiccano professionisti e piccole imprese, cui si devono purtroppo affiancare le famiglie.

‘Confusione’ perché obiettivamente non si capisce granché, le norme si accavallano e non sono affatto chiare, tanto che la sospensione dei tributi viene approvata a metà della giornata in cui andavano pagati, vanificandone l’efficacia. Il reddito di cittadinanza non è toccato, professionisti e piccole aziende sono condannate agli stenti e anche sulla sanità tanti proclami e nessun ordine perentorio.

In ogni caso non è nostra abitudine rinunciare inutilmente alla battaglia ed evidentemente nessuno ha spiegato a Conte che quando l’opposizione depone le armi per collaborare occorre trovare i punti d’incontro, perché la nazione non è composta solo da elettori del Pd.

Sulla parte sanitaria ci saremmo accontentati di sapere se domattina medici, infermieri, agenti in divisa si vedranno consegnate quelle mascherine che improvvisamente Di Maio ha regalato alla Cina, lasciando sguarnite le nostre prime linee ed esponendole all’infezione.

Se i respiratori per far partire il piano straordinario di nuove terapie intensive esistono o no, chi ce li fornirà e quando.

Invece si citano tre milioni e mezzo di euro alla sanità e alla Protezione Civile che ci sembrano platealmente insufficienti, nemmeno coadiuvati dai percettori del reddito di cittadinanza impiegati in lavori utili per gli ospedali e gli uffici pubblici.

A questo punto faremo la battaglia in Parlamento per migliorare il testo, sobriamente, ma senza farci prendere per i fondelli. Altrimenti la tregua andrà messa in discussione”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

Stampa

Coronavirus, Rampelli: Più sostegno al nord, piano d'urto nel Lazio

“La Lombardia va più fortemente sostenuta in questa fase drammatica e il Lazio deve essere la barriera d’urto che impedisca alla pandemia di esplodere nel pericoloso contesto romano,  densamente abitato e quindi bomba potenziale che condannerebbe il Sud a un’ecatombe.

All’ex Fiera di Roma od ovunque ci siano grandi spazi vuoti si possono ricavare subito 450 posti letto”.

È quanto dichiara il vicepresidente della Camera  dei deputati Fabio Rampelli, di Fratelli d'Italia, tornando sull’intervista rilasciata oggi a Il Tempo, diretto da Franco Bechis.

“La mancanza di dispositivi individuali di protezione e respiratori meccanici, di cui FDI sta parlando da 20 giorni senza avere l’ascolto necessario per far fronte all’urgenza, sta mettendo in ginocchio il Nord e può successivamente menomare ogni capacità di resistenza del centro sud. Non ci volevano poteri sovrannaturali per capire che su questi strumenti, insieme al reclutamento di medici e personale sanitario, occorreva investire subito.

Ma su questa emergenza drammatica non intendiamo fare propaganda, mettiamo a disposizione le nostre proposte e conoscenze, con il rammarico di essere stati fin qui poco ascoltati. Quando abbiamo chiesto di mettere in quarantena tutti i viaggiatori provenienti dalla Cina siamo stati derisi. Qualcuno stupidamente è andato ad abbracciare i cinesi, che invece saggiamente avevano applicato tale regola a casa propria, qualcun altro è andato a fare aperitivi in piazza. Giusto per contraddirci e buttarla - come al solito - sul razzismo, mentre intanto il virus prendeva il largo”. 

“La Regione Lombardia ha provveduto chiamando Guido Bertolaso, uomo di enormi capacità a dare una mano, la Regione Lazio si sta preparando ad affrontare il picco di Covid-19 che dovrebbe giungere tra pochi giorni dalle nostre parti reperendo tutti i posti di TI disponibili dalla rete ospedaliera. L’obiettivo deve essere chiaro a tutti i romani, non solo agli amministratori e all’area sanitaria: fermare il mostro qui per proteggere il Sud dal rischio ecatombe.

Per moltiplicare i posti di terapia Intensiva e sub intensiva serve una soluzione numericamente rilevante realizzabile in dieci giorni. Possiamo farlo ad esempio nei due principali capannoni dell’ex Fiera di Roma, 450 letti di cui 150 intensivi ci stanno tutti, ho fatto una simulazione inserendo nelle superfici i moduli standard”. 

“Potremmo gestire la fase topica in questo modo e contestualmente riaprire il Forlanini tra qualche mese per farne un centro di riabilitazione cardio respiratoria, di cui ahimè ci sarà sempre più bisogno. Va ripensata la rete ospedaliera e riattivati alcuni ospedali dismessi in omaggio alla spending review. Il Forlanini può, insieme al vicino Spallanzani, diventare un nuovo polo per le malattie infettive e l’epidemiologia, con ricerca, assistenza, cura, riabilitazione, rilanciando una branca della medicina che con il progresso sembrava destinata all’estinzione. “Del Forlanini non si può fare a meno ed è stato un errore chiuderlo, si ragioni ora insieme sul suo futuro e si dia incarico al prof. Martelli di disporre un progetto in tal senso, insieme ai tecnici”.

Stampa

Coronavirus, Rampelli: Addolorati per la morte dell'arch. Gregotti

"Ho spesso polemizzato con lui reputandolo responsabile di uno dei peggiori mostri in cemento che hanno deturpato l'edilizia intensiva,  lo Zen di Palermo. Eppure riconosco al prof Gregotti, anche se nell'assoluta divergenza di vedute, la consapevolezza del ruolo sociale dell'architettura e dell'architetto. È stato uno dei pochi a criticare qualche tempo fa  la finanziarizzazione dell'architettura, l'archiglobalismo, il disinteresse pubblico e culturale nei confronti di una disciplina sempre più ridotta ad ancella dell'economia. Mentre per lui, come per noi- ed è per questo che gli rendiamo onore- l'architettura doveva e dev'essere multidisciplinare comprendendo in sé storia, filosofia, arte, antropologia...Insomma umanesimo in senso rinascimentale. Triste infine che a stroncare la vita del maestro sia stato questo infame coronavirus che impedisce anche l'ultimo saluto che voglio comunque  simbolicamente inviare alla famiglia". È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli. 

Stampa

Coronavirus, Rampelli: Vergogna mancanza mascherine negli ospedali. Appello al Governo affinchè arrivino entro oggi

“In queste ore ci stanno giungendo numerose segnalazioni, sia dal Sant’Andrea di Roma - dove sono stato in visita ieri constatando un gigantesco encomiabile lavoro h 24 da parte di medici, operatori sanitari e tecnici - che da altri ospedali italiani. Si tratta di una disperata richiesta di dispositivi per la protezione individuale (DPI), in particolare mascherine, per chi è esposto in prima linea in questa battaglia per salvare vite umane. Non possiamo realizzare postazioni, stravolgere reparti, utilizzare perfino le sale operatorie riducendo gli interventi in elezione e poi distribuire fionde nei nosocomi per contrastare i carri armati del Covid 19. Il 12% degli operatori si è già infettato e non sono certo sostituibili da persone prive di professionalità. La situazione è grave.

Noi possiamo tenere alto il morale tra i cittadini, mettere bandiere sui balconi, lavorare sui provvedimenti a sostegno dell’economia, sferzare quest’Occidente irriconoscibile ed egoista oppure fare controlli per verificare negli ospedali che la macchina predisposta per l’emergenza si stia realizzando con efficienza e celerità.

Ma è il governo che ha la responsabilità e il potere di far arrivare in trincea gli strumenti necessari per contrastare la pandemia.

Va rifornito il Nord al collasso e va blindata Roma, perché tutti sanno che se la discesa del virus non viene fermata a San Pietro, in una realtà urbana popolosa e densamente abitata, il contagio si moltiplicherebbe e al sud si rischierebbe un’ecatombe.

Non voglio recriminare sugli errori delle scorse settimane, ma il governo deve dirci ora è subito come sta provvedendo e quando riuscirà a fornire tali indispensabili dispositivi. L’ho chiesto stamane per la seconda volta al ministro Speranza a nome di migliaia di medici e operatori sanitari, in taluni casi costretti a ricavare mascherine dalle lenzuola dismesse, ora abbiamo diritto a risposte certe e ufficiali”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

Stampa

Coronavirus, Rampelli: Ho visto con i miei occhi al Sant'Andrea sacrifici e ricette di un ospedale d'eccellenza

“Come riportato dal ‘Secolo d’Italia’, stamane il vicepresidente della Camera e deputato di Fdi ha effettuato un sopralluogo veloce, con la moto, per vedere con i propri occhi lo stato dell’arte dell’ospedale Sant’Andrea di Roma in piena emergenza coronavirus. E scelto dalla Regione come centro dedicato.

Fabio Rampelli va a fare visita all’azienda ospedaliera. E sede della seconda facoltà di medicina in via di Grottarossa, già fiore all’occhiello della sanità laziale. Un’ex cattedrale nel deserto che con la presidenza Storace nel 2001 si trasformò in un “gioiellino” di buona sanità. E scalò le classifiche europee per qualità. Un esempio di efficienza. Dopo più di dieci anni di abbandono del gigantesco edificio che ospita il nosocomio. Poi qualche trascuratezza di troppo da parte di Zingaretti… E ora la nuova “chiamata alle armi” che trova tutti pronti, manager, medici, infettivologi, igienisti, infermieri, tecnici. Ho trovato una situazione degna della migliore tradizione italiana. C’è stato un lavoro enorme che sta proseguendo con ritmi incessanti”, dice il vicepresidente della Camera. I numeri parlano chiaro: sei tendoni della Protezione civile montati e attrezzati in tempo reale. Nove nuovi posti letto di terapia intensiva davanti al pronto soccorso. Si tratta di postazioni di pre-triage per offrire ai “potenziali” malati di Covid-19 una corsia diversa. E poter garantire anche le prestazioni ordinarie senza pericolo di promiscuità. Riapertura del reparto di malattie infettive. Laboratorio d’anali di riferimento. Apertura di 10 posti di terapia intensiva al nono piano dell’ospedale con cantiere aperto e previsione di altri posti letto, sempre per terapia intensiva e sub-intensiva.

“Ho trovato un ospedale ordinato”, prosegue il parlamentare di Fratelli d’Italia, anche per la minore pressione sul Pronto soccorso da parte di pazienti impropri. Ovviamente il confort non è il primo pensiero di chi deve contrastare un’epidemia-pandemia, è importante anche questa centralità data al malato e alle sue esigenze”. Per ottimizzare spazi e risorse, il Sant’Andrea ha dovuto chiedere provvisoriamente grandi sacrifici a medici e infermieri. Che sono stati accolti di buon grado dalla stragrande maggioranza dei medici e degli operatori sanitari, chiarisce Rampelli. Il riferimento è alla denuncia di questa mattina del consigliere regionale Giancarlo Righini sulle difficoltà in cui versano medici e paramedici. Difficoltà amplificate dai media, sempre alla ricerca dello scandalo. “Per il confort ci sarà tempo…” https://www.secoloditalia.it/2020/03/coronavirus-rampelli-ho-visto-con-i-miei-occhi-al-santandrea-i-sacrifici-e-le-ricette-di-un-ospedale-deccellenza/

”Sono stati acquistati a tempo di record letti “da campo” (da Ikea) per quei medici che durante il cambio-turno devono riposare e contemporaneamente essere reperibili. Certo non troppo comodi, ma oggi l’emergenza è la sconfitta del coronavirus, per il comfort ci sarà tempo”. Proprio per questo il vicepresidente della Camera sente di dover ringraziare “tutta la comunità dei medici del Sant’Andrea”. E degli altri ospedali della Capitale per lo sforzo incessante nel reperire spazi aggiuntivi. “Per ospitare, ahimè, i malati di coronavirus che purtroppo si prevede in arrivo nei prossimi giorni. In nome della vita e fedeli al giuramento di Ippocrate, medici in prima linea e infermieri in corsia stanno dando il meglio di sé. L’ho visto con i mei occhi…”.

Stampa

Coronavirus, Rampelli: Andremo in procura se per i mutui gli istituti di credito faranno correre gli interessi sugli interessi

“Gli Istituti di Credito facciano la propria parte, nessuno si permetta di fare sciacallaggio sul coronavirus e di vanificare i sacrifici che lo Stato sta mettendo in campo per tentare di ristorare e sostenere le piccole aziende e l’economia reale della nazione. È assolutamente scontato che la sospensione dei mutui debba corrispondere alla sospensione degli interessi sui mutui stessi. Da quanto ci risulta – ma ci auguriamo di aver capito male - alcuni Istituti di Credito avrebbero deciso di far correre, in pieno regime di anatocismo, gli interessi sugli interessi dei mutui, vanificando la sospensione dei mutui annunciata dal Governo anche su nostra proposta. Facciano immediatamente retromarcia. Fermatevi! Se così non fosse,  siamo pronti a ricorrere alla Procura della Repubblica prim’ancora che dell’Aula del Parlamento con gli emendamenti al decreto. Pronti a far partire la denuncia verso quelle banche che non paghe delle regalìe avute in questi anni a fronte di gestioni allegre delle riserve dei risparmiatori aggirano l’ostacolo della sospensione dei mutui chiedendo ai clienti di pagare comunque gli interessi”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.