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Covid, Rampelli: Governo mandi nei campi percettori reddito cittadinanza. No a condono per clandestini

“Con l’emergenza coronavirus, che ha tagliato la manodopera dall’estero mettendo in difficoltà il settore agricolo, il governo sta pensando di cogliere la palla al balzo per regolarizzare circa 600mila clandestini e mandarli a lavorare nei campi. Il ministro delle Politiche Agricole Bellanova punta a un condono per i clandestini, complice la folle gestione dei nostri confini da parte del ministro dell’Interno Lamorgese che, in piena pandemia, disattende i decreti sul divieto di mobilità varati dal governo di cui fa parte e permette sbarchi di persone sconosciute con i porti chiusi. Intanto anche gli immigrati già presenti sul nostro territorio sono liberi di disattendere leggi e ordinanze scorrazzando fuori dai centri d’accoglienza e dagli edifici occupati. Non si capisce perché se il governo vuole davvero colmare il vuoto di manodopera nei campi e, insieme, garantire la produzione della filiera, non utilizzi i voucher dando la possibilità a tanti disoccupati di impegnarsi nel lavoro stagionale senza che si ricorra al lavoro nero. Oppure, perché non impiega per le mansioni non specialistiche i percettori del reddito di cittadinanza per il lavoro nei campi? L’impressione è che primeggi il vecchio vizio della ‘sinistra buonista’, che prima accoglie indistintamente i rifugiati, poi li scarica nelle periferie italiane – innescando bombe sociali - e successivamente cerca l’espediente per  regolarizzarli ”.

 E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Covid, Rampelli: MES è trattato tagliola, sarà cappio per l'Italia

“Il Mes è una trappola per topi: l’intruso insegue la fetta di parmigiano e nel momento in cui l’addenta scatta la tagliola. Questo è il Mes che ci vuole rifilare l’Europa ed è inutile girarci attorno perché le condizionalità ci sono, per l’emergenza corona virus sono più leggere, ma ci sono. È lo strumento in sé che non funziona, pensato per interventi su nazioni in crisi e non sull’intero continente fermo per disgrazia sanitaria.

Il Mes potrebbe avere un senso se fosse un organismo democratico e senza immunità per i suoi amministratori, se intervenisse affiancandosi alle nazioni senza pensare di profittarne per togliergli l’indipendenza economico finanziaria. Se non fosse l’unico strumento finanziario a disposizione, ma fosse affiancato da una banca pubblica pagatrice di ultima istanza sul modello della Federal Reserve statunitense, cosa che non è la Bce. Invece allo stato attuale il Mes non è neppure affiancato dagli eurobond come leva di garanzia. Ti avvicini al Mes, appunto, e rischi che scatti la tagliola di un trattato che doveva avere all’atto del varo importanti meccanismi correttivi e, invece, è stato perfino peggiorato nella versione attuale”.

E’ quanto ha dichiarato Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi, intervenendo alla trasmissione ‘Radio Anch’io’ su Rai Radio1.

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Covid, Rampelli: Governo intervenga per evitare chiusura scuole paritarie e private. Tutelare patrimonio italiano, aziende, insegnanti, famiglie

“L’emergenza coronavirus rischia di mettere in difficoltà le scuole paritarie e private, molte famiglie infatti prevedono di non pagare più le rette a causa della sostanziale sospensione del servizio o di una sua oggettiva limitazione.

Le rette sono tuttavia l’unica risorsa per questo tipo di istituti e, senza un intervento dello Stato, il rischio di una chiusura a settembre è davvero concreto.

Abbiamo chiesto più volte al Governo la massima attenzione per le scuole paritarie e private, che costituiscono al pari della scuola pubblica l’asse portante sia della formazione che dell’assistenza. 

Il governo finora si è dimostrato insensibile, chiuso nei dogmi ideologici del Pd e del M5S che pare non capiscano che non si danneggia solo la libertà di scelta delle famiglie, si puniscono insegnanti che perderanno il lavoro, un indotto di piccole attività che svolgono servizi coerenti, si penalizzano aziende che in questo campo hanno fatto investimenti pluriennali che rischiano di risultare esiziali.

Per non parlare del fatto che a rimetterci saranno anche le scuole pubbliche, perché è lì che finiranno gli utenti della privata, e il pubblico si trova già in gravi difficoltà. Così come verranno penalizzate le famiglie che non rientrano nelle graduatorie comunali per gli asili nido, notoriamente deficitari.

Facciamo un appello a tutti i partiti affinché intervengano nei decreti in esame contemplando le criticità in cui versano scuole paritarie e private, con contributi sostitutivi delle rette scolastiche evase”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Covid, Rampelli: Sprar Torre Maura e Selam Palace focolai incontrollati. Lamorgese e Zingaretti assenti

“Ogni giorno che passa sale la tensione nella Capitale all’interno dei centri d’accoglienza e nei palazzi occupati dove sono ospitati i migranti. Abbiamo portato il caso in Parlamento segnalando l’emergenza sanitaria e sociale, sollecitato al ministro dell’Interno un intervento incisivo per presidiare le strutture così come richiesto alla Regione Lazio di sottoporre al tampone tutti gli ospitanti. Richieste non accolte e e le misure messe in campo attivate in grave ritardo: al Selam Palace alla Romanina, edificio dove ci sono circa 600 rifugiati, sono risultate positive 18 persone tra cui due bimbi; mentre nello Sprar di Torre Maura dove risiedono 60 immigrati sono stati riscontrati due casi positivi.

I migranti continuano a fare il bello e il cattivo tempo, come accaduto nel centro Sprar dove vista l’impossibilità di uscire hanno bruciato materassi e infranto vetrate. Gli italiani in casa a rispettare le regole di quarantena e gli immigrati, a cui garantiamo protezione, vitto e alloggio, provocano disordini e proteste. A Roma ci sono almeno due focolai incontrollati, una bomba sanitaria in corso, ma il ministro Lamorgese e il governatore Zingaretti assenti”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Covid, Rampelli: Conte non all'altezza. Task Force è Governo ombra che farà ancora più confusione

“Fratelli d’Italia ha collaborato fin da subito con il Governo e il nostro voto a favore del primo decreto rappresenta un segnale inequivocabile. Registriamo che Conte ha collaborato molto poco. Buona parte delle nostre proposte iniziali sono state recepite fuori tempo massimo producendo un danno grave all’Italia mentre questo nostro spirito costruttivo si è sfaldato con la bocciatura di tutte le nostre proposte sulle misure economiche. L’aggressione di Conte nella conferenza stampa in diretta tv, senza che i leader dell’opposizione potessero rispondere alle sue farneticazioni è stata la decisiva caduta di stile.

Conte ha dato un’immagine pessima, ha dimostrato di non essere all’altezza del suo ruolo. In merito all’istituzione della ‘task force’, l’esercito di consulenti messi in campo sembrano più un governo ombra e rappresentano un’ammissione d’inettitudine. Il comitato presieduto da Colao va poi a sovrapporsi a una pletora di altri organismi e creerà solo nuova confusione.

Anche in questo caso, l’opposizione non è stata informata né coinvolta. Mi sarei aspettato che nell’ultima conferenza stampa Conte affrontasse il tema di come far tornare al lavoro gli italiani, a tutt’oggi mancano i dispositivi individuali di protezione, gli strumenti per lavorare in sicurezza. Mancano camici monouso, mascherine, guanti in lattice, gel disinfettanti, tamponi...Tutto materiale indispensabile per tornare alla normalità. Come al solito il Governo ci penserà con i suoi tempi, sperando che quando accadrà non sia tardi”.

E’ quanto ha dichiarato Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi, intervenendo alla trasmissione ‘Agorà’ su Rai3.

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Covid, Rampelli: Sbarchi a Pozzallo. Pur di accogliere migranti Governo infrange suoi decreti. Da Lamorgese bluff porti chiusi

“Non capiamo se il Governo fa i decreti per infrangerli oppure se rispettare le regole dei dispositivi vale per gli italiani ma non per i migranti. Solo alcuni giorni fa, e in grande ritardo con il dramma pandemico, l’esecutivo ha firmato un decreto per la chiusura dei porti, ma da ieri sera 101 immigrati sono a Pozzallo. Passeranno la quarantena all’interno di un centro di sperimentazione agricola tra Comiso e Ragusa, visto che l’hotspot di Pozzallo ospita già un quindicenne egiziano positivo al coronavirus. Che autorevolezza ha un governo che agisce in deroga ai suoi precetti? A quanto pare pur di accogliere i migranti è vero tutto e il contrario di tutto. La parola del ministro degli Interni vale come quella di Conte sul Mes: zero. Sui porti italiani chiusi…da Lamorgese grande bluff”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.