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Manovra, Rampelli: L'Europa non può fare a meno dell'Italia. Recuperare sovranità e stop a sudditanza

“In questi anni l’Italia ne ha subite di cotte e di crude dall’Europa, e gli insulti di Macron sono solo l’ultimo degli attacchi pretestuosi rispetto a quanto detto già dagli eurocrati nei nostri confronti. Per uscire dall’angolo senza drammatizzare ritengo che ogni tanto una stoccata a chi ci insulta o minaccia. Serve a far capire che non abbiamo più voglia di essere sottomessi. L’Europa non può fare a meno dell’Italia e da tempo è in corso una guerra di conquista che non si materializza con l’invasione dei confini da parte dei carri armati, ma attraverso l'Opa franco-tedesca sulle nostre aziende in difficoltà, anche sugli asset strategici. Alcuni Stati fondatori puntano a marginalizzare e dominare l’Italia sul piano sia politico che economico. Per far cessare l’attuale status di sudditanza e recuperare autorevolezza e sovranità si deve reagire alle provocazioni. Le dichiarazioni di Moscovici o di Jünker non sono solo di cattivo gusto, ma rappresentano una minaccia perché condizionano i mercati. Punzecchiarli con battute feroci non sarà elegante per i funghetti della diplomazia, ma è legittima difesa”.

E’ quanto ha dichiarato Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi, intervenuto come ospite a ‘Coffee Break’ su La7.

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Manovra, Rampelli : Sì al 2,4% deficit ma per rilanciare economia reale e mezzogiorno. Sul reddito di cittadinanza: n

“Siamo favorevoli all’aumento del deficit al 2,4% purché le decine di miliardi di euro aggiuntive che saranno disponibili vengano interamente scaricate sull’economia reale: abbattimento della tassazione, flat tax immediata sui redditi incrementali e poi messa a sistema, investimenti pubblici, manutenzione, opere grandi e piccole, piano straordinario per la ripresa del Mezzogiorno. Su questo punto pare che prevalga il pregiudizio nordista, incapace di comprendere che il Sud è l’unica possibilità di vero sviluppo e crescita dell’Italia. Solo se parte il Sud la ricchezza prodotta potrà aspirare a mangiare il debito.
Constato altresì che nel Def non c’è traccia di questo 'impeto' verso il Mezzogiorno. Il governo si sta incartando sulla vecchia pratica assistenzialista, immaginando di aumentare i consumi con i 780 euro del reddito di cittadinanza.  Ma l’unico modo per prosciugare la disoccupazione è creare quella ricchezza che genera lavoro. Il lavoro e non il sussidio dà dignità alla persona.
Siamo contrari all’assistenzialismo che regala soldi a chi non fa nulla e siamo favorevoli all’assistenza nei confronti delle famiglie meno abbienti e ai poveri attraverso il potenziamento delle politiche sociali”. È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia a Coffee Break.
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Riforma fiscale, Rampelli: In Costituzione lo statuto del contribuente

“Approfitto della riforma istituzionale annunciata dal vicepremier Di Maio per presentare un emendamento che introduca in Costituzione lo Statuto del contribuente. Una legge dello Stato disattesa dalla Pubblica Amministrazione e che ha trasformato il cittadino in un suddito”.
È quanto ha annunciato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia intervenendo al convegno organizzato dalla Federazione Italiana Tributaristi.
“Quando si parla di fisco e di tributi – ha aggiunto Rampelli - è implicito, o almeno dovrebbe esserlo, il rapporto di leale collaborazione tra Stato e cittadini: un’organizzazione statuale ha bisogno di queste entrate per garantire i servizi pubblici essenziali, sanità, trasporti, scuola, sicurezza, pubblica amministrazione, ambiente. La tassazione è uno dei capisaldi della cittadinanza tanto che durante la rivoluzione americana divenne famoso il motto  ”Niente tasse senza rappresentanza”. Qui in Italia, 300 anni dopo, siamo all’opposto. Un eccesso di tassazione che trasforma il cittadino in suddito”.
“Le novità fiscali costituiscono ogni anno un trauma per cittadini e imprese, non solo per la mole di tasse e tributi da pagare ma anche per la farraginosità delle procedure che spesso mandano in tilt gli operatori di settore che si trovano nella morsa dei pagamenti senza avere strumenti idonei per farli o per la poca chiarezza della norma o per la incertezza delle scadenze”.
“Un cambio di passo è necessario. Anzi è indispensabile cambiare rotta. Le parole d’ordine devono essere semplificazione  legislativa e semplificazione tributaria e fiscale. Il sistema tributario è improntato sulla logica. In Italia purtroppo questa logica non esiste. L’introduzione della fattura elettronica, per esempio rappresenta un altro problema: l’Agenzia delle Entrate ha ideato un sistema fallato e inutilizzabile”.
“Ci auguriamo – ha concluso Rampelli - che il nuovo governo sappia trovare la strada giusta: è auspicabile una sospensione delle novità fiscali per un periodo di tempo utile per l’introduzione della tassa piatta da inserire mi auguro già in questa manovra, e la costituzionalizzazione dello Statuto del contribuente”.
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Roma Capitale, Rampelli: Pentastellati, una farsa per Roma

“Stamane alla Camera è andata in scena una patetica farsa. La maggioranza pentanordista ha bocciato la mozione di Fdi che aveva appena approvato - identico testo - in Campidoglio pochi giorni fa. Al suo posto è stata approvata da Montecitorio una mozione senza impegni finanziari che subordina, per ordine della Lega Nord, i nuovi poteri e le nuove risorse per la Capitale alla revisione del sistema delle autonomie. Insomma, siamo destinati a non avere una capitale degna di questo nome finché non conferiamo l’autonomia fiscale al lombardo-veneto. I pregiudizi salviniani contro Roma evidentemente non sono cessati. Tutto in linea con quanto fatto dai governi di sinistra degli ultimi anni, lasciare a Roma le briciole mentre le capitali europee vanno alla velocità della luce verso il futuro”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Renzi, Rampelli: Renzi non si fa ragione di aver perso tutti i 'treni'

"Fa davvero impressione ascoltare Renzi che lancia manifesti ri-fondativi dell'Unione Europea, oggi. Non solo perché ci costringe a ricordargli che il Pd ha avuto modo di governare ininterrottamente dal Governo Monti in poi, ma ha espresso ben tre presidenti del Consiglio con Letta, lui stesso e Gentiloni. Renzi ha avuto anche l'onere e l'onore di presiedere il semestre europeo e il suo raggruppamento a Strasburgo è responsabile di tutto quanto è stato fatto od omesso. L’unico lascito che rimane della sua premiership è la rinegoziazione dello ‘zero virgola’ sul Deficit in cambio della trasformazione dell'Italia in scalo permanente di migranti. Emma Bonino docet. Un consiglio da avversario caritatevole: sul rifondare l’Unione europea taccia...tra l’originale e la brutta copia, gli italiani sceglieranno sempre noi. Inutile perdere tempo e farlo perdere ai leader delle socialdemocrazie continentali”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Rai, Rampelli: Con tre principi, Foa vince

“Pluralismo politico, culturale e religioso. Identità e cultura italiana. Con questi tre concetti, per i  quali nelle scorsa legislatura ci siamo battuti in vigilanza durante le audizioni dell’ex presidente Maggioni e con tutti i direttori di testata, Foa vince. Ci auguriamo che dalla enunciazione di questi principi, così semplici eppure così complicati nel mondo Rai, si passi presto ai fatti con voci e programmi diversi”.
 

È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.