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Coronavirus, Rampelli: Da Giorgia Meloni proposta importante

“Finalmente, tra tanti galli che declamano le loro ricette ‘salvifiche’ ai tavoli dell’emergenza, tra sospensione di mutui, crediti d’imposta, casse integrazioni, fondi di rotazione, contributi una tantum arricchiti da una pletora di provvedimenti settoriali qualcuno riesce ad avere il senso della realtà. Giorgia Meloni, consapevole della condizione economica in cui versano alcune fasce sociali dice basta e chiede allo Stato di mettere subito nelle tasche delle persone che lo richiedono 1000 euro per le immediate necessità. E se può dare 780 euro con il Rdc a 7 milioni di persone e il rapporto deficit/Pil a 2,3% ne potrà dare 1000 a 30 milioni circa con la sospensione dei parametri europei e la facoltà di aumentare il debito. Può anche assumere, per alcune categorie, la formula di un prestito, purché l’erogazione sia subito e i soldi compensino questo vuoto di circa un mese. Il governo lo faccia subito, prima che qualcuno soffi sul fuoco e faccia divampare  un incendio”.

È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d'Italia. 

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Coronavirus, Rampelli: Il tesoriere del PD smentisca la vendita del tesoro italiano

“Ci auguriamo davvero che l'intervista rilasciata dal sen. Zanda sia un colossale equivoco, magari un fraintendimento con Repubblica da chiarire presto.

Avvisiamo il sen. Zanda, e casomai il Pd se avallasse la sua stravaganza, che i beni d'Italia non devono essere disponibili, men che meno i beni culturali, che hanno anche un enorme valore simbolico o i palazzi delle istituzioni repubblicane. Tuttavia questo scivolone ci fa capire tante cose, ci ricorda che gli errori clamorosi fatti dalla sinistra post comunista e neo liberista in questi decenni sono frutto di scelte precise: vendere, vendere tutto, possibilmente svendere agli amici. Invece che ristrutturare, ottimizzare, innovare e mettere a frutto, aumentando produzione e ricchezza.

Direi che da parte del tesoriere di un partito che ha dichiarato più volte fallimento nella sua storia, per fortuna questi consigli sono destinati a non essere calcolati”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi. 

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Coronavirus, Rampelli: Europa sospesa e borse crollano, in gioco c'è futuro stati ma nessuno decide

“Sei ore senza decidere, così è finita la videoconferenza dell’Eurogruppo. Si temporeggia sui destini degli Stati, in gioco c’è il futuro di milioni di famiglie, imprese, lavoratori. Il veto della Merkel sui coronabond e il muro dei paesi del Nord Europa ad altri strumenti finanziari che non siano il ‘Fondo Affoga Stati’, stringono le economie più indebitate come l’Italia nella morsa del Mes. L’Europa è sospesa, mentre le borse europee crollano e ogni mese di stop costa alle nazioni almeno 2 punti di Pil l’anno, come riportato dall’Ocse. Il virus corre, ma nessuno decide”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Coronavirus, Rampelli: Pandemia rappresenta necessità di riprendere in mano produzioni strategiche

In un'intervista al Candido, Rampelli rilancia la centralità dello Stato e la necessità di ripensare il liberismo

 "Se circolano liberamente su tutto il pianeta uomini e merci, è impensabile che non circolino virus e batteri. L’abbattimento delle barriere mette in libera comunicazione nazioni con diverse abitudini alimentari, igieniche, sanitarie e conseguentemente è indispensabile aggiornare i propri sistemi di protezione.
Ora lo dicono anche illustri virologi, 20 giorni fa lo dicevano solo i presunti ‘razzisti...’".

È quanto dichiara  il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d'Italia che, in un'intervista al Candido, traccia le nuove sfide della destra alla luce della crisi sanitaria ed economica scaturita con la pandemia. 

"È del tutto evidente che d’ora in avanti - ha aggiunto -  ammesso e non concesso che il mondo globalizzato sia il nostro destino ineludibile, il dato sanitario dovrà essere il baricentro intorno al quale costruire la società, per garantire la tutela della salute e della vita di persone e famiglie.
Sicuramente la crisi sanitaria, così come quella economica che ne consegue, hanno fornito un’altra dimostrazione dell’assoluta necessità di riprendere il controllo diretto – a livello nazionale – delle produzioni strategiche. Priorità che noi sosteniamo da sempre. 
Il fatto che nella nostra nazione, nel pieno di una pandemia, non esistano mascherine perché devono essere prodotte a pochi centesimi da bambini sfruttati nei capannoni industriali di Shangai è inaccettabile. In alcune filiere dobbiamo essere autosufficienti e tutte le produzioni strategiche devono restare a casa nostra. Non è ammissibile delegare la realizzazione di respiratori artificiali o di altri dispositivi salvavita, alla Germania piuttosto che agli Stati Uniti. La reazione algida che queste nazioni – ma più in generale l’Europa e tutto il blocco Occidentale – hanno mostrato nei confronti dell’Italia nel drammatico momento che attraversa sono un altro indicatore che deve orientare un diverso modo di gestire le proprie relazioni europee e internazionali. L’emergenza sanitaria, insomma, ci aiuta a rimettere in moto la nostra capacità produttiva e a rimettere in ordine le nostre priorità abbandonando stupidi approcci fideistici.
Si tratta dell’unico aspetto positivo di una catastrofe senza precedenti".

"Si dice sempre che viviamo in un’era post-ideologica”, ha aggiunto. “Trovo curioso, dunque, che dopo il superamento del fascismo e del comunismo, l’unica ideologia che non possa essere messa in discussione sia questo turbo-liberismo che, al contrario, è diventato un dogma intoccabile che via via è degenerato al punto tale da negare la propria stessa origine. Alla sua ombra accadono da troppo tempo le peggiori nefandezze: lo sfruttamento delle risorse ambientali del pianeta, dei minori, delle donne, dei dissidenti politici, del continente africano e del Terzo mondo. Penso alla riduzione degli individui a massa subumana di consumatori tutti uguali e animati dagli stessi bisogni a ogni latitudine geografica. Il tema, dunque, è superare tutte le ideologie prendendo da ognuna il meglio che possa offrire. Del resto, lo stesso libero mercato può avere molti aspetti positivi, purché non condanni alla scomparsa identità, tradizioni, culture, lingue, sensibilità, paesaggi, biotopi, modelli economici e sociali. Purché non uccida gli Stati nazionali e la loro indipendenza, frutto magari di secolari battaglie. Oggi le libertà dei popoli possono perdersi con modalità meno cruente del passato e, per questo, più subdole, come con la svendita delle aziende di Stato". 
"Il libero mercato non è assenza di regole, non contempla la concorrenza sleale, non rivendica la pratica del saccheggio del capitale umano e ambientale. Va fermata questa deriva nichilista asservita al più bieco materialismo e restituito un ruolo agli Stati, unici a poter equilibrate il dominio planetario di poche multinazionali nelle quali è concentrata oltre la metà della ricchezza del mondo.
In Italia, per esempio non possono giustificarsi operazioni come quella di autostrade – tanto per calarci nella realtà concreta del nostro tempo – in cui i costi delle opere di costruzione della rete sono gravati sullo Stato (cioè sui cittadini), mentre i ricavi sono finiti tutti nelle casse dei concessionari con inaccettabili profitti miliardari con l’aggravsbte dell’invito a e dell’irresponsabilità". 
"Sono sicuro che su questi principi di buon senso - ha concluso Rampelli - si possa facilmente trovare una sintonia con tutto il centrodestra, anche quella parte che si ispira a un liberalismo illuminato e non sfrenato, sostenibile e solidale"

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Coronavirus, Rampelli: In regione Lazio deriva autoritaria. Intervengano segretario Generale e Prefetto

“Il Governatore del Lazio ha deciso di trasformare la Regione in una sua appendice?

Secondo le decisioni prese oggi i lavori delle commissioni e del Consiglio si chiuderebbero per essere sostituiti da sedute in videoconferenza.

Si passa dalla democrazia parlamentare a quella virtuale, i consiglieri che non avranno la copertura di rete sufficiente saranno esclusi dal gioco, nonostante siano stati votati dai cittadini.

Tutto chiuso, cala il sipario sulla democrazia nel Lazio con medici, infermieri, operatori sociosanitari e ogni genere di lavoratori che combattono la pandemia in prima linea lasciati soli.

L’Assemblea regionale, da cui dipende proprio la sanità, se la dà a gambe levate e abbandona la nave nel mare in tempesta, proprio come fece Schettino. Bell’esempio non c’è che dire!

Ovviamente per stare a casa e lavorare a scarto ridotto non si prevedono riduzioni delle indennità. Stipendio pieno, zero lavoro, zero rischi.

Una bambagia avallata dai partiti di maggioranza, compreso il M5S. Lega e Forza Italia non hanno partecipato al voto.

Per chi evidentemente non ha mai perso il vizietto delle scorciatoie autoritarie sarà una pacchia, avendo oggi ottenuto il sostanziale annullamento delle funzioni di indirizzo e controllo del Consiglio regionale e in particolare dell’opposizione.

Il Governatore Zingaretti intervenga e ripristini le regole di convivenza democratica, prenda esempio dal Parlamento e renda compatibili il lavoro dell’istituzione regionale con le precauzioni indicate dall’Istituto Superiore di Sanità, esattamente come ha scelto di fare il Pd alla Camera e al Senato. Non sono le articolazioni del partito di cui è leader?”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Coronavirus, Rampelli: Alitalia resti italiana. Asset strategico, no senza condizioni alla Lufthansa

“La costituzione di una newco per Alitalia al 100% di partecipazione dello Stato attraverso il Mef dev’essere il primo passo per il rilancio della società. E non un preliminare di vendita alla Lufthansa, come viceversa alcuni dati non palesi sembrano indicare. Una newco leggera con 50-70 aeromobili e 2500 dipendenti diventerebbe una low-cost per trasporto aereo nazionale da consegnare alla Germania, mentre la badco resterebbe in capo al popolo italiano.

Direi che ormai siamo vaccinati per questi trucchetti  e chiederemo al governo nella conversione del decreto ‘cura Italia’ di nazionalizzare sì, ma

con una Newco Alitalia che corrisponda a un grande progetto di rilancio e garantisca: l’attuale perimetro aziendale Volo, Manutenzione e assistenza a terra e i relativi livelli occupazionali.

Tutto il processo di alienazione delle infrastrutture strategiche nazionali, i tagli orizzontali, il ritiro dello Stato dalle partecipazioni pubbliche in tutti i settori dell'economia e dei gangli vitali dei servizi pubblici ha portato l'Italia al tracollo. Pertanto, lancio questo avviso a Conte e agli amministratori delegati pro tempore dell'azienda Italia: avete gli occhi addosso. Non ci provate”.

È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d'Italia.