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Guide turistiche, Rampelli: Incontreremo ministro Centinaio, serve legge per tutelare e valorizzare professione

“Questa mattina abbiamo incontrato le guide turistiche in piazza Montecitorio per esprimere loro la nostra solidarietà. Quando parliamo di eccellenze italiane ci riferiamo anche a questa categoria professionale, una categoria nobile e legata a un pezzo del patrimonio culturale e artistico italiano. Abbiamo fatto molte battaglie per difendere le guide turistiche abilitate, tra cui il contrasto alla direttiva Bolkestein, che ha avuto successo parlamentare ma non è mai stata tradotta dai governi in provvedimenti operativi. Attraverso le guide turistiche si difende l’Italia, ed è assurdo che vengano spalancate porte e portoni alla concorrenza straniera, alle guide non abilitate provenienti da altri paesi. E’ necessario che il Governo si attivi con un’iniziativa centrale non delegata alle regioni.  A tal fine incontreremo il ministro Centinaio per sollecitarlo a produrre un decreto legge che tuteli le guide turistiche italiane e valorizzi la professione”.

E’ quanto dichiara Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputati di Fdi, intervenendo questa mattina alla manifestazione di protesta delle guide turistiche in piazza Montecitorio.

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Via della Seta, Rampelli: La Cina vuole vampirizzare intera filiera europea e in Italia non cadrà un euro

“La Cina si accorge, prima di noi, che l’Italia è uno snodo strategico per il passaggio di merci e muove alla conquista dell’Europa. Il ‘memorandum’ che il governo sembra voler sottoscrivere, una sorta di ‘Nuova via della seta’, prevede investimenti miliardari. La Cina, dopo essersi trasformata nella maggiore stazione produttiva del pianeta, non si accontenta di esportare, vuole conquistare l’intera filiera, dalla fabbrica al consumatore.

È alla ricerca di navi, porti, interporti, aeroporti, vettori di trasporto su gomma, vuole insomma vampirizzare il mercato euroasiatico più ricco, l’Europa, approfittando della sua inconsistenza politica e della sua divisione interna. Punta a determinare un nuovo assetto mondiale e intende farlo senza alcun processo di democratizzazione, dunque con inaccettabile arroganza. Ricordo che in Cina vige un regime comunista, le merci vengono prodotte sfruttando la manodopera minorile e negando diritti sociali e sindacali primari, ma anche i campi di lavoro forzato dove sono detenuti anche i dissidenti politici, i cosiddetti ‘Laogai’.

La verità è che l’Europa pare aver smarrito i propri valori comuni e abbia rinunciato al ruolo storico di avamposto della civiltà occidentale. Preda della grande finanza ragiona solo per immediate convenienze economiche, pronta a essere presa in giro dalle rassicurazioni sul rispetto del diritto europeo da parte dei cinesi che sarebbero contenute nel ‘memorandum’, diritto che invece è mortificato nei distretti produttivi in mano ai cinesi, di cui l’Italia è antica conoscitrice, come dimostrano i casi di Prato e del Rione Esquilino a Roma.

Se tengono ai diritti inizino ad applicarli a casa loro e cessino di prendere per il collo quei paesi, africani e non, indebitati per dominarli. È paradossale che il governo pentaleghista, che vuole bloccare la Torino-Lione e non accenna a portare l’Alta Velocità a Palermo, realizzando il Ponte sullo Stretto, si renda disponibile a cedere le infrastrutture e la logistica a una potenza straniera, per di più antidemocratica.

Ci viene in mente il Mar Rosso, uno straordinario patrimonio naturalistico sfruttato dai tour operator occidentali, dove agli egiziani è riservato il ruolo di camerieri... Ecco, vorremmo evitare che gli italiani a lungo andare facciamo i camerieri di Pechino”.

E’ quanto ha dichiarato Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi, ospite stamane alla trasmissione ‘Coffee Break’ su La7.

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Autonomia, Rampelli: Per attuazione art. 116 serve legge, altrimenti è colpo di mano o accordicchio elettorale

“Apprendiamo che il Consiglio federale della Lega Nord oggi avrebbe deciso - attraverso le dichiarazioni del segretario nazionale Matteo Salvini - che le nuove intese sull’autonomia sono di esclusiva competenza delle regioni e del governo e che valuterà come coinvolgere il Parlamento senza stravolgere il testo. Praticamente l’intenzione è quella di fare una sostanziale modifica costituzionale, attivando l’art. 116 della nostra Carta, senza però i quattro passaggi rituali. Ma è bene si sappia che non si può fare. L’art. 116 che consente questa procedura prevede una legge che lo regolamenti e che non è mai stata approvata. L’art. 116 senza questa legge attuativa non si può attivare per tale materia. Per cui se Salvini, che non vuole evidentemente affrontare il dibattito parlamentare, conferendogli tutti i poteri della rappresentanza popolare, intende utilizzare la procedura facilitata del 116 deve approvare in CdM un disegno di legge per normarlo. Fino a quel momento ogni tentativo di evitare le Camere sarà da ritenersi un colpo di mano, un accordicchio elettorale consentito dal M5S in cambio di qualche altra cosa, magari del blocco del Tav. Alla faccia del senso dello Stato”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Tav, Rampelli: Governo pentaleghista o pentapartito?

“Sulla Tav il governo si sta comportando con l’attendismo della Prima Repubblica, i  governi del pentapartito erano decisionisti al confronto. Il problema non è soltanto la necessità della linea Torino-Lione, ma della modernizzazione dell’intera penisola, portando l’Alta velocità fino a Palermo per rendere commerciabili le eccellenze del Sud in tutta Europa”.

È quanto dichiara in sala stampa tv il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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Libere professioni, Rampelli: Legge quadro per valorizzare e rilanciare le libere professioni

“Anni di sciatteria, quando non di provvedimenti punitivi nei confronti delle libere professioni, hanno comportato l’accentuazione di una crisi economica già dura. Due sono le richieste che avanziamo al Governo e alla sua maggioranza: varare con urgenza una legge quadro per il rilancio e la valorizzazione delle libere professioni, sancire il diritto inalienabile all’equo compenso e il ripristino dei minimi tariffari, anche a tutela dell’art. 2233 del codice civile e dell’art. 36 della Costituzione, calendarizzando immediatamente le diverse proposte di legge depositate, tra le quali la prima in ordine cronologico è di Fdi. Le libere professioni devono essere riconosciute come una tradizione culturale italiana, una caratteristica modalità di relazione fiduciaria tra committente e cliente e ogni subdolo tentativo di smantellamento va rintuzzato. Ricordo che nella scorsa legislatura gli attuali partiti al governo capeggiarono con noi il corteo di protesta organizzato da tutte le categorie delle professioni intellettuali, pertanto ci aspettiamo oggi comportamenti politicamente coerenti e una veloce ed efficace azione legislativa. Sono pronto a fare questa battaglia in Parlamento e vorrei fosse condivisa da tutti coloro che hanno a cuore le sorti delle libere professioni”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi – intervenendo all’incontro organizzato dalla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, in collaborazione con la Fondazione Inarcassa, in materia di ‘equo compenso’ per i liberi professionisti.

 

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Autonomie, Rampelli: Centralità Parlamento sia reale. Normare il 116 per procedere ad autonomie

“Bene centralità delle Camere sul percorso delle autonomie, come sembra essere stato stabilito dai presidenti Fico e Casellati nel colloquio con il Capo dello Stato. Ma il nostro ordinamento prevede due procedure sulla materia: quella di rango costituzionale con le 4 letture tra Camera e Senato oppure quella prevista dall’articolo 116 della Costituzione, limitatamente ad alcune materie e dopo aver normato l’applicazione dell’articolo citato. Il governo Gentiloni aveva varato un disegno di legge al riguardo, ma non arrivò mai in Parlamento. Se si vuole utilizzare questa procedura semplificata occorre quindi approvare prima una legge che regolamenti l’uso del 116. Questo devono chiedere i presidenti delle Camere al Governo. Non è sufficiente stabilire ‘eccezioni’ procedurali, che in quanto tali lasciano il tempo che trovano, per coinvolgere il Parlamento, in via del tutto straordinaria e non prevista in modo da consentire di emendare le intese tra il Governo e alcune regioni. Serve la norma di attuazione dell’articolo 116 della Costituzione prima che venga attivato”.

È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei Deputati Fabio Rampelli di Fratelli d'Italia.