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UE, Rampelli: Conte isolato, prima si fanno le alleanze poi le proposte. Lega 5stelle fanno prove tecniche di elezioni anticipate

Stralci intervista di Radio Radicale al vicepresidente della Camera Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.
LEGA-5STELLE
“Stiamo assistendo alle prove tecniche di elezioni anticipate, ma anche no. Non è una contraddizione in termini. Per Salvini la tassa piatta è la condizione per continuare con il governo, qualora non ci fossero coperture si andrebbe probabilmente alla rottura. Giustamente Di Maio gli ricorda che è al governo e può tranquillamente indicare le poste da cui prendere i soldi necessari per l’operazione. Ai 10 miliardi di euro per la tassa piatta vanno aggiunti 23 miliardi per la sterilizzazione dell’Iva e delle accise, poi 10 – 15 miliardi di mancata crescita. Insomma per questa manovra i pentaleghisti dovranno reperire oltre 50 miliardi entro il 15 luglio. Data oltre la quale non si potrà più andare a elezioni anticipate per via dell’inizio della  manovra.  

CONTE E UE
“Il presidente del Consiglio Conte ha sbagliato strategia, l’arrendevolezza è un suo limite. Non si fanno proposte senza prima aver trovato alleanze. Allo stato non c’è stata neppure la capacità di  convincere Bruxelles a scorporare gli investimenti dal deficit. 

DEBITO PUBBLICO-DEBITO AGGREGATO
Debito pubblico non è l’unico parametro per misurare lo stato di salute di una nazione. Molto più efficace è l’esame del debito aggregato che contempla anche la solidità di banche, imprese e famiglie, così come il risparmio e la proprietà privata. L’Italia ha un debito pubblico del 130% mentre la Francia il 100% ma se si analizza lo stato di salute attraverso il debito aggregato, la Francia sprofonda mentre l’Italia risale. A questo parametro va aggiunto il debito nucleare, cioè 500 miliardi da reperire per la messa in sicurezza, la decontaminazione delle centrali nucleari e lo smaltimento delle scorie radioattive, partita che pesa specialmente su Germania e Francia. Debiti che non compaiono nei bilanci di alcuna nazione europea e che invece peseranno sulle future generazioni, si tratta infatti tecnicamente proprio di debito pubblico nascosto sotto il tappeto.

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Sea watch, Rampelli: UE faccia sua parte e trovi soluzione per stroncare traffico uomini in mare

“Non si capisce per quale motivo la Corte di Strasburgo chieda all’Italia cosa intende fare sulla vicenda Sea Watch 3, quando la nave è olandese e l’Ong tedesca. Cosa c’entra l’Italia? Ancora più incomprensibile che la stessa Commissione Europea chieda oggi agli Stati membri di ‘trovare una soluzione’ non si faccia invece carico lei stessa di redistribuire i migranti. Il mantra europeo secondo cui la nostra penisola sarebbe uno dei porti sicuri non regge più. L’Ue faccia la sua parte e stronchi il traffico di uomini in mare”.

E’ quanto ha dichiarato Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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La Sapienza, Rampelli: L'illegalità uccide ancora. Su vicenda pronta interrogazione parlamentare ed esposto a procura della Repubblica

“Tollerare l’illegalità significa anche questo. La morte terribile del giovane Francesco Ginese, il 26enne che scavalcando il cancello per partecipare a un rave abusivo dentro la Sapienza si è reciso l'arteria femorale, dimostra  mancanza di controllo da parte del ministero dell’Interno che pure era stato allertato. Il rettore aveva più volte denunciato i ripetuti concerti non autorizzati organizzati da centri sociali che hanno trasformato la Sapienza nel loro auditorium a cielo aperto. Che cosa ha impedito alle forze di Polizia di intervenire per evitare che si ripetesse per l'ennesima volta questo appuntamento? Si tratta dell'Università più popolosa d’Europa che ogni giorno è frequentata da decine di migliaia di studenti, e luogo da sempre appetito ai centri sociali che ne fanno zona franca per le loro attività illegali e di negazione della vita e della democrazia. Sulla vicenda sono pronti un esposto alla Procura della Repubblica e un’interrogazione parlamentare a risposta immediata, chiediamo a Salvini di riferire alla Camera per dare spiegazione del tragico evento e del contesto nel quale si è consumato”.

È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei Deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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Dl crescita, Rampelli: Capitale beffata, Roma salverà i comuni ma nessuno la salverà

“In questo Decreto definito crescita ci sono 110 articoli puntuali, dunque si tratta di un provvedimento con interventi a pioggia, nessuna crescita, nessuna inversione di rotta. Non sono state rilanciate industria e attività produttive, non sono stati fatti investimenti, non c’è stata nessuna scossa fiscale per dare impulso all’economia. La malattia contagiosa della prima Repubblica ha colpito anche il ‘Governo del cambiamento’. Sul Salvaroma abbiamo raggiunto il paradosso. Con la rinegoziazione dei mutui a tassi d’interessi inferiori, Roma non potrà godere di quei risparmi per l’abbassamento della tari o dell’irpef, tra le più alte d’Italia. Con i risparmi infatti si andrà ad alimentare un fondo per soccorrere altri Comuni d’Italia in stato di dissesto. Sarà dunque Roma a salvarli. Non siamo contrari ad affiancare le amministrazioni in difficoltà, del resto se lo Stato salva l’Ilva, il Monte Paschi, la Banca Etruria, Carige, Mercatone Uno, eccetera, non si capisce perché non dovrebbe salvare amministrazioni pubbliche gestite male dai sindaci, condannando le popolazioni a degrado urbano e super tasse.

Ma è necessario che la Capitale abbia finalmente il suo ruolo, i suoi beni, le sue risorse, competendo non con gli altri comuni italiani, come ha lasciato intendere Salvini, ma con le altre Capitali europee. Si può parlare di nuove autonomie regionali solo se contestualmente si risolve il dilemma di una Capitale messa nelle condizioni di badare a se stessa, con la gestione dei suoi beni e un’autonoma capacità decisionale. Non è decoroso sentire il governo italiano dire che la Capitale è uguale a tutti i comuni, così come sarebbe una bugia affermare che molti capoluogo di Regione sono uguali alle piccole città. Ogni aggregato urbano ha una sua specificità e una sua conseguente vocazione”.

È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati di Fdi Fabio Rampelli dopo il varo del Decreto crescita.

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Denatalità, Rampelli: Altro che crescita, Istat certifica crollo natalità

“Per una beffarda ironia della sorte, proprio mentre Salvini e Di Maio litigano sul Dl crescita, l’Istat suona le campane a morto per la popolazione italiana che non cresce registrando la peggiore percentuale da 100 anni. Questa recessione demografica, così l’ha definita il presidente dell’Istat, si registra in un momento in cui i due partiti di governo si fanno i dispetti l’un l’altro sui fondi per il Mezzogiorno, che ha perso – sempre secondo l’Istat - nuovamente posti di lavoro. Se i pentastellati volevano una decrescita (in)felice, almeno questo risultato lo stanno ottenendo”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Conte, Rampelli: Cambiare i parametri, il rapporto non dev'essere debito/pil ma debito aggregato/pil

“Le comunicazioni del presidente Conte in aula sono in perfetta continuità con quelle del Pd. Sembrava di ascoltare Letta, Renzi e Gentiloni. In realtà quello che manca è il coraggio di ribaltare di parametri. Nel rapporto debito/pil l’Italia è una delle peggiori d’Europa, ma se invece si analizza il Debito aggregato, siamo sopra la media dell’eurozona. Se cioè si esaminassero altri attori economici (Stato, imprese, banche, famiglie-risparmi privati) sarebbe la Francia a sprofondare all’ultimo posto.

Se poi aggiungessimo il debito atomico, cioè i costi non conteggiati per la messa in sicurezza delle centrali nucleari, il loro smaltimento, la decontaminazione e lo stoccaggio plurisecolare delle barre di uranio -scariche ma radioattive - ballerebbero in Europa 500 miliardi. Importi giganteschi ripartiti principalmente tra Francia e Germania, nazioni che continuano a non dichiarare nelle loro leggi di bilancio tali costi. Si tratta a tutti gli effetti di ‘debiti’, visto che saranno le future generazioni a doverne sobbarcare il peso.

Dunque c’è dolo da parte dell’Unione europea nel non voler aggiornare i parametri del debito rimanendo ancorata a codici medievali che non sono più sufficienti a stabilire la solidità economica/finanziaria di una nazione, ma sono invece utili a sottomettere l’Italia e l’Europa meridionale”.

 

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.