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Autonomia, Rampelli: Per attuazione art. 116 serve legge, altrimenti è colpo di mano o accordicchio elettorale

“Apprendiamo che il Consiglio federale della Lega Nord oggi avrebbe deciso - attraverso le dichiarazioni del segretario nazionale Matteo Salvini - che le nuove intese sull’autonomia sono di esclusiva competenza delle regioni e del governo e che valuterà come coinvolgere il Parlamento senza stravolgere il testo. Praticamente l’intenzione è quella di fare una sostanziale modifica costituzionale, attivando l’art. 116 della nostra Carta, senza però i quattro passaggi rituali. Ma è bene si sappia che non si può fare. L’art. 116 che consente questa procedura prevede una legge che lo regolamenti e che non è mai stata approvata. L’art. 116 senza questa legge attuativa non si può attivare per tale materia. Per cui se Salvini, che non vuole evidentemente affrontare il dibattito parlamentare, conferendogli tutti i poteri della rappresentanza popolare, intende utilizzare la procedura facilitata del 116 deve approvare in CdM un disegno di legge per normarlo. Fino a quel momento ogni tentativo di evitare le Camere sarà da ritenersi un colpo di mano, un accordicchio elettorale consentito dal M5S in cambio di qualche altra cosa, magari del blocco del Tav. Alla faccia del senso dello Stato”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Tav, Rampelli: Governo pentaleghista o pentapartito?

“Sulla Tav il governo si sta comportando con l’attendismo della Prima Repubblica, i  governi del pentapartito erano decisionisti al confronto. Il problema non è soltanto la necessità della linea Torino-Lione, ma della modernizzazione dell’intera penisola, portando l’Alta velocità fino a Palermo per rendere commerciabili le eccellenze del Sud in tutta Europa”.

È quanto dichiara in sala stampa tv il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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Libere professioni, Rampelli: Legge quadro per valorizzare e rilanciare le libere professioni

“Anni di sciatteria, quando non di provvedimenti punitivi nei confronti delle libere professioni, hanno comportato l’accentuazione di una crisi economica già dura. Due sono le richieste che avanziamo al Governo e alla sua maggioranza: varare con urgenza una legge quadro per il rilancio e la valorizzazione delle libere professioni, sancire il diritto inalienabile all’equo compenso e il ripristino dei minimi tariffari, anche a tutela dell’art. 2233 del codice civile e dell’art. 36 della Costituzione, calendarizzando immediatamente le diverse proposte di legge depositate, tra le quali la prima in ordine cronologico è di Fdi. Le libere professioni devono essere riconosciute come una tradizione culturale italiana, una caratteristica modalità di relazione fiduciaria tra committente e cliente e ogni subdolo tentativo di smantellamento va rintuzzato. Ricordo che nella scorsa legislatura gli attuali partiti al governo capeggiarono con noi il corteo di protesta organizzato da tutte le categorie delle professioni intellettuali, pertanto ci aspettiamo oggi comportamenti politicamente coerenti e una veloce ed efficace azione legislativa. Sono pronto a fare questa battaglia in Parlamento e vorrei fosse condivisa da tutti coloro che hanno a cuore le sorti delle libere professioni”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi – intervenendo all’incontro organizzato dalla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, in collaborazione con la Fondazione Inarcassa, in materia di ‘equo compenso’ per i liberi professionisti.

 

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Autonomie, Rampelli: Centralità Parlamento sia reale. Normare il 116 per procedere ad autonomie

“Bene centralità delle Camere sul percorso delle autonomie, come sembra essere stato stabilito dai presidenti Fico e Casellati nel colloquio con il Capo dello Stato. Ma il nostro ordinamento prevede due procedure sulla materia: quella di rango costituzionale con le 4 letture tra Camera e Senato oppure quella prevista dall’articolo 116 della Costituzione, limitatamente ad alcune materie e dopo aver normato l’applicazione dell’articolo citato. Il governo Gentiloni aveva varato un disegno di legge al riguardo, ma non arrivò mai in Parlamento. Se si vuole utilizzare questa procedura semplificata occorre quindi approvare prima una legge che regolamenti l’uso del 116. Questo devono chiedere i presidenti delle Camere al Governo. Non è sufficiente stabilire ‘eccezioni’ procedurali, che in quanto tali lasciano il tempo che trovano, per coinvolgere il Parlamento, in via del tutto straordinaria e non prevista in modo da consentire di emendare le intese tra il Governo e alcune regioni. Serve la norma di attuazione dell’articolo 116 della Costituzione prima che venga attivato”.

È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei Deputati Fabio Rampelli di Fratelli d'Italia.

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Mantakas, Rampelli: Ministro interno si attivi per revoca cittadinanza Svizzera e istanza di estradizione per Lojacono

“Nel giorno in cui ricorre l’anniversario della morte del giovane militante del Fuan Mikis Mantakas, ucciso il 28 febbraio 1975 davanti alla sezione del Msi di via Ottaviano, chiediamo al Ministro dell’Interno di attivarsi per avviare la richiesta di revoca della cittadinanza, presso lo stato svizzero, di Alvaro Lojacono – ritenuto colpevole dell’omicidio - affinché si possa procedere con l’istanza di estradizione.

Del resto la revoca della cittadinanza svizzera – come prevede l’art.48 – è concepibile in presenza di una condanna per crimini di guerra o di un terrorista. Come per il caso Battisti è giusto che anche Lojacono torni in Italia a scontare la sua pena, che lo vede peraltro anche condannato all’ergastolo per la strage di via Fani.  Presenteremo interrogazione sulla vicenda. Gli anni di piombo chiedono giustizia e verità”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Musica italiana, Rampelli: Difendere e promuovere lingua italiana, ma anche musica e cinematografia

“Sono mesi che abbiamo depositato la proposta di legge di valorizzazione della lingua italiana in tutte le sue forme di comunicazione sulla fattispecie della legge francese. Il sostegno del presidente della Siae Giulio Rapetti, in arte Mogol, giunge quindi da importante sollecitazione affinché la Camera calendarizzi quanto prima le varie proposte presentate.  La promozione della lingua italiana è una battaglia identitaria che passa attraverso tutte le forme di comunicazione: Tv, radio, istituzioni e aziende pubbliche e private, Governo e Parlamento,  devono difendere l’italiano dal rischio colonizzazione, nonostante sia la quarta lingua più studiata al mondo, battendo il francese. In alcuni casi sarebbe anticostituzionale pensare a forme punitive  ma si può e si deve lavorare su protocolli e intese vincolanti, sul  credito d’imposta per le emittenti radio e tv che promuovano i prodotti italiani. In questo modo si può fare. In Francia si fa esattamente così”.
 
È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli primo firmatario della proposta di legge per la tutela della lingua italiana nella pubblica amministrazione.