Stampa

Tav, Rampelli: Italia prigioniera della Cortina Alpina, indispensabile perforarla per consentire alle imprese italiane di competere

“Se il Governo avesse lavorato sull’ abbassamento del cuneo fiscale e delle tasse, avremmo incoraggiato le  imprese a non vendere il marchio, a  non delocalizzare, a  non chiudere. Quello che sta accadendo con la Pernigotti costituisce l’ultimo esempio di un elenco molto lungo di imprese italiane che hanno rinunciato all’Italia. Manca la fiducia nella politica industriale di questo Esecutivo che non sta facendo nulla di diverso rispetto a quelli precedenti. Dobbiamo mettere le imprese italiane nelle condizioni di competere. L’Italia è come dire prigioniera della cortina alpina. Se non perforiamo questa cortina per mettere in contatto Kiev con Lisbona è ovvio che le imprese italiane se ne vadano”.  È quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia a L'Aria che Tira su la7.

Stampa

Mattei, Rampelli: L'infamia e l'infame

“Con l’immonda azione di ieri, per me da ora Roma non ha più un sindaco. Virginia Raggi si vergogni di violentare in modo così empio una famiglia e una comunità umana devastata dall’odio degli anni ’70. Non ho davvero più parole. Bisogna essere di un’intelligenza limitata per non capire che questo modo di schiaffeggiare la sofferenza e la storia che l’ha generata è destinato a creare indignazione e risentimento, non da una parte politica, ma da qualunque pensiero si sia sedimentato sulle strade di Roma, abbia lasciato una tradizione dietro di sé. Dopo la chiusura di Colle Oppio, che è a questo punto un’inezia rispetto al tentativo di cancellare il rogo dei fratelli Mattei, potrei dire del ritorno di un antifascismo isterico, violento e fuori dal tempo. Ma non mi sento di dare dignità politica a un microbo. La mia città ne ha viste tante, di lei, della pochezza culturale di questa sub-sindaca e della sua nullità morale nemmeno si accorgerà. Sarà presto spazzata via da una schicchera, come un granello di polvere. Interrogherò il ministro dell’Interno Salvini sulla legittimità di questo atto, giusto per lasciare agli atti della Repubblica italiana l’infamia e l’infame”.

È quanto dichiara il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

Stampa

Pernigotti, Rampelli: Commissione d'indagine sulla fine grandi marchi italiani

“Ormai la questione ha assunto i caratteri di una pandemia aziendale. In questo ultimo decennio, i governi italiani hanno assistito passivamente ai processi di alienazione del nostro tessuto imprenditoriale, acquisizioni da parte di multinazionali dei nostri marchi, delocalizzazioni, cessioni, chiusure. Non possiamo arrenderci di fronte a questa tendenza  che ora colpisce  anche la Pernigotti. Le dimensioni della pandemia è talmente vasta che sarebbe il caso istituire una commissione d’indagine che approfondisca le ragioni di questo processo, e metta a sistema i vari aspetti che lo compongono. Mi auguro che ci siano le sedi opportune per parlarne.  Siamo in attesa che il ministro dello Sviluppo Economico Di Maio dia cenni della sua esistenza su questa storica azienda che se ne sta andando”. È quanto dichiara il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

Stampa

Dl sicurezza, Rampelli: Maxi emendamento è condono ad occupazioni abusive

“Non ci siamo, questo è un tradimento bello è buono: ai cittadini onesti che aspettavano la loro rivincita, alle famiglie regolarmente in graduatoria per una casa popolare, ai proprietari di case espropriate dai movimenti per l’occupazione e di fatto requisite dallo Stato. Evocare continuamente le ruspe per sradicare le occupazioni e poi depositare un maxi emendamento al Dl Sicurezza che differisce ancora l’intervento delle Forze dell’Ordine addirittura subordinandolo all’accettazione di una soluzione alternativa da parte di chi ha agito illegalmente è una vera presa per i fondelli. L’esatta conferma del decreto sicurezza di Gentiloni.
Con l’aggravante che il Ministero dell’Interno e i suoi organi periferici si ritengono perfino esonerati dalla responsabilità civile e amministrativa per la mancata esecuzione degli sgomberi. Un irresponsabile invito a farsi giustizia da soli.
Infatti lo Stato non intende nemmeno risarcire i proprietari degli edifici occupati e non più disponibili, una sorta di passaggio dall’esproprio proletario inferto dai Movimenti extraparlamentari alla requisizione di regime. Tana libera tutti per i delinquenti. Altro che legalità.
Si cerca perfino di beffare le sentenze dei giudici, visto che lo scorso luglio il Viminale è stato condannato a risarcire milioni di euro ai proprietari dei palazzi occupati. Che fine fanno dunque le migliaia di occupazioni abusive di Roma, Milano, Napoli, Torino... A cosa risponde politicamente questo maxi emendamento? È un’alleanza organica con il M5S a Roma e Torino e una tregua a sinistra con il sindaco Sala del Pd e il sindaco gruppettaro grillino-marxista De Magistris?
A questo punto, dopo il condono fiscale, quello edilizio di Ischia e questo sulle occupazioni il nuovo slogan del governo sembra essere diventato 'condonare tutto'. Alla faccia della legalità. Ci auguriamo ci sia un veloce ripensamento”.
 
E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.
Stampa

Asi, Rampelli: Giusta la sua rimozione

“Non mi sorprende la rimozione di Battiston dal vertice dell’Asi. Era un atto dovuto. Mi sorprese invece molto la sua designazione. La sua nomina avvenne, come abbiamo avuto modo di denunciare a suo tempo, in una delle ultime riunione del Consiglio dei ministri dimissionario, su proposta di un ministro con un curriculum improbabile. Il prof. Battiston non è certo quel cavaliere senza macchia di cui ora parla la sinistra, ma ha alle spalle la disastrosa gestione di un centro di eccellenza come il Cira, Centro Italiano Ricerche Aerospaziali. Per noi esistevano già allora i motivi per invalidare la nomina”. È quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

Stampa

Prescrizione, Rampelli: No all'abolizione per editto, sì per buona giustizia

“La prescrizione non va abolita per editto ma va abolita attraverso la buona giustizia che deve arrivare alla condanna di chi ha commesso reati. È opportuno che si lavori per colmare il deficit della pianta organica: mancano magistrati, mancano gli assistenti giudiziari - i cancellieri - a proposito dei quali sollecito il governo a garantire subito lo scorrimento delle graduatorie dei concorsi espletati per assumere subito nuovo personale. È opportuno verificare contestualmente la produttività dei tribunali, assicurando che la macchina giudiziaria lavori l’intero giorno per tutti i giorni della settimana per tutti i mesi dell’anno, con turni adeguati, come accade negli ospedali. È opportuno che ci s'interroghi sui tre gradi di giudizio che sono già uno strumento che allunga il processo. Sarebbe meglio conservarli ma se il prezzo da pagare è l’abolizione della prescrizione è giusto valutare una loro semplificazione. Non c’è il partito della prescrizione a ogni costo, ma il partito dell’efficienza della giustizia, quello sì. Anche perché è inaccettabile che in uno stato di diritto un cittadino possa restare sulla graticola giudiziaria per anni”.

È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia a Coffee Break.