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Coronavirus, Rampelli: Pandemia rappresenta necessità di riprendere in mano produzioni strategiche

In un'intervista al Candido, Rampelli rilancia la centralità dello Stato e la necessità di ripensare il liberismo

 "Se circolano liberamente su tutto il pianeta uomini e merci, è impensabile che non circolino virus e batteri. L’abbattimento delle barriere mette in libera comunicazione nazioni con diverse abitudini alimentari, igieniche, sanitarie e conseguentemente è indispensabile aggiornare i propri sistemi di protezione.
Ora lo dicono anche illustri virologi, 20 giorni fa lo dicevano solo i presunti ‘razzisti...’".

È quanto dichiara  il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d'Italia che, in un'intervista al Candido, traccia le nuove sfide della destra alla luce della crisi sanitaria ed economica scaturita con la pandemia. 

"È del tutto evidente che d’ora in avanti - ha aggiunto -  ammesso e non concesso che il mondo globalizzato sia il nostro destino ineludibile, il dato sanitario dovrà essere il baricentro intorno al quale costruire la società, per garantire la tutela della salute e della vita di persone e famiglie.
Sicuramente la crisi sanitaria, così come quella economica che ne consegue, hanno fornito un’altra dimostrazione dell’assoluta necessità di riprendere il controllo diretto – a livello nazionale – delle produzioni strategiche. Priorità che noi sosteniamo da sempre. 
Il fatto che nella nostra nazione, nel pieno di una pandemia, non esistano mascherine perché devono essere prodotte a pochi centesimi da bambini sfruttati nei capannoni industriali di Shangai è inaccettabile. In alcune filiere dobbiamo essere autosufficienti e tutte le produzioni strategiche devono restare a casa nostra. Non è ammissibile delegare la realizzazione di respiratori artificiali o di altri dispositivi salvavita, alla Germania piuttosto che agli Stati Uniti. La reazione algida che queste nazioni – ma più in generale l’Europa e tutto il blocco Occidentale – hanno mostrato nei confronti dell’Italia nel drammatico momento che attraversa sono un altro indicatore che deve orientare un diverso modo di gestire le proprie relazioni europee e internazionali. L’emergenza sanitaria, insomma, ci aiuta a rimettere in moto la nostra capacità produttiva e a rimettere in ordine le nostre priorità abbandonando stupidi approcci fideistici.
Si tratta dell’unico aspetto positivo di una catastrofe senza precedenti".

"Si dice sempre che viviamo in un’era post-ideologica”, ha aggiunto. “Trovo curioso, dunque, che dopo il superamento del fascismo e del comunismo, l’unica ideologia che non possa essere messa in discussione sia questo turbo-liberismo che, al contrario, è diventato un dogma intoccabile che via via è degenerato al punto tale da negare la propria stessa origine. Alla sua ombra accadono da troppo tempo le peggiori nefandezze: lo sfruttamento delle risorse ambientali del pianeta, dei minori, delle donne, dei dissidenti politici, del continente africano e del Terzo mondo. Penso alla riduzione degli individui a massa subumana di consumatori tutti uguali e animati dagli stessi bisogni a ogni latitudine geografica. Il tema, dunque, è superare tutte le ideologie prendendo da ognuna il meglio che possa offrire. Del resto, lo stesso libero mercato può avere molti aspetti positivi, purché non condanni alla scomparsa identità, tradizioni, culture, lingue, sensibilità, paesaggi, biotopi, modelli economici e sociali. Purché non uccida gli Stati nazionali e la loro indipendenza, frutto magari di secolari battaglie. Oggi le libertà dei popoli possono perdersi con modalità meno cruente del passato e, per questo, più subdole, come con la svendita delle aziende di Stato". 
"Il libero mercato non è assenza di regole, non contempla la concorrenza sleale, non rivendica la pratica del saccheggio del capitale umano e ambientale. Va fermata questa deriva nichilista asservita al più bieco materialismo e restituito un ruolo agli Stati, unici a poter equilibrate il dominio planetario di poche multinazionali nelle quali è concentrata oltre la metà della ricchezza del mondo.
In Italia, per esempio non possono giustificarsi operazioni come quella di autostrade – tanto per calarci nella realtà concreta del nostro tempo – in cui i costi delle opere di costruzione della rete sono gravati sullo Stato (cioè sui cittadini), mentre i ricavi sono finiti tutti nelle casse dei concessionari con inaccettabili profitti miliardari con l’aggravsbte dell’invito a e dell’irresponsabilità". 
"Sono sicuro che su questi principi di buon senso - ha concluso Rampelli - si possa facilmente trovare una sintonia con tutto il centrodestra, anche quella parte che si ispira a un liberalismo illuminato e non sfrenato, sostenibile e solidale"

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Coronavirus, Rampelli: In regione Lazio deriva autoritaria. Intervengano segretario Generale e Prefetto

“Il Governatore del Lazio ha deciso di trasformare la Regione in una sua appendice?

Secondo le decisioni prese oggi i lavori delle commissioni e del Consiglio si chiuderebbero per essere sostituiti da sedute in videoconferenza.

Si passa dalla democrazia parlamentare a quella virtuale, i consiglieri che non avranno la copertura di rete sufficiente saranno esclusi dal gioco, nonostante siano stati votati dai cittadini.

Tutto chiuso, cala il sipario sulla democrazia nel Lazio con medici, infermieri, operatori sociosanitari e ogni genere di lavoratori che combattono la pandemia in prima linea lasciati soli.

L’Assemblea regionale, da cui dipende proprio la sanità, se la dà a gambe levate e abbandona la nave nel mare in tempesta, proprio come fece Schettino. Bell’esempio non c’è che dire!

Ovviamente per stare a casa e lavorare a scarto ridotto non si prevedono riduzioni delle indennità. Stipendio pieno, zero lavoro, zero rischi.

Una bambagia avallata dai partiti di maggioranza, compreso il M5S. Lega e Forza Italia non hanno partecipato al voto.

Per chi evidentemente non ha mai perso il vizietto delle scorciatoie autoritarie sarà una pacchia, avendo oggi ottenuto il sostanziale annullamento delle funzioni di indirizzo e controllo del Consiglio regionale e in particolare dell’opposizione.

Il Governatore Zingaretti intervenga e ripristini le regole di convivenza democratica, prenda esempio dal Parlamento e renda compatibili il lavoro dell’istituzione regionale con le precauzioni indicate dall’Istituto Superiore di Sanità, esattamente come ha scelto di fare il Pd alla Camera e al Senato. Non sono le articolazioni del partito di cui è leader?”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Coronavirus, Rampelli: Alitalia resti italiana. Asset strategico, no senza condizioni alla Lufthansa

“La costituzione di una newco per Alitalia al 100% di partecipazione dello Stato attraverso il Mef dev’essere il primo passo per il rilancio della società. E non un preliminare di vendita alla Lufthansa, come viceversa alcuni dati non palesi sembrano indicare. Una newco leggera con 50-70 aeromobili e 2500 dipendenti diventerebbe una low-cost per trasporto aereo nazionale da consegnare alla Germania, mentre la badco resterebbe in capo al popolo italiano.

Direi che ormai siamo vaccinati per questi trucchetti  e chiederemo al governo nella conversione del decreto ‘cura Italia’ di nazionalizzare sì, ma

con una Newco Alitalia che corrisponda a un grande progetto di rilancio e garantisca: l’attuale perimetro aziendale Volo, Manutenzione e assistenza a terra e i relativi livelli occupazionali.

Tutto il processo di alienazione delle infrastrutture strategiche nazionali, i tagli orizzontali, il ritiro dello Stato dalle partecipazioni pubbliche in tutti i settori dell'economia e dei gangli vitali dei servizi pubblici ha portato l'Italia al tracollo. Pertanto, lancio questo avviso a Conte e agli amministratori delegati pro tempore dell'azienda Italia: avete gli occhi addosso. Non ci provate”.

È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d'Italia.

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Coronavirus, Rampelli: In bocca al lupo a Bertolaso

"A Bertolaso, da sempre in prima linea a fronteggiare le emergenze del nostro territorio, auguriamo una pronta guarigione. E’ l’uomo delle battaglie, supererà anche questa. In bocca al lupo a Guido".

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Alitalia, Rampelli: Alla nazionalizzazione segua rilancio e nuove regole per lowcost e gestione aeroporti

“Alla luce delle intenzioni del governo, esplicitate ieri in un incontro con le oo/ss, in merito alla creazione di una newco pubblica per Alitalia, apprezziamo la nazionalizzazione che riconosce la strategicità di avere una compagnia di bandiera. Al tempo stesso ci preoccupa la modalità di intervento che riduce drasticamente il numero di aeromobili generando così potenzialmente un ingente numero di esuberi che sarebbe del tutto inaccettabile. Abbiamo ascoltato tutti i giorni il Presidente del Consiglio e l’esecutivo dare garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali, un anno di proclami sulla soluzione dei problemi di Alitalia che non hanno prodotto nulla. In un momento in cui anche la comunità europea sta dicendo che gli Stati devono proteggere le loro imprese utilizzando i fondi a disposizione, il nostro governo sembra prepararsi la strada per fare l’ennesimo regalo all’economia tedesca, ubbidendo - con la scusa del virus - ai diktat di Lufthansa, perdendo in prospettiva sovranità nel trasporto aereo e facendo macelleria sociale. Non permetteremo che la crisi venga riversata sulle spalle dei lavoratori di Alitalia e su quelle del popolo italiano, che avrebbe un danno evidente dalla perdita di potere sul comparto aereo.

Pretendiamo che alla nazionalizzazione sia affiancato un progetto non più rinviabile di rilancio di Alitalia e nuove regole per lowcoast e gestione aeroporti. Nessun esubero per Alitalia, basta annunci è il momento dei fatti”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Coronavirus, Rampelli: Democrazia sospesa, stop furbetti autoritari nelle regioni e nei comuni

“Non solo il Parlamento risulta tramortito e il Governo nazionale decreta ogni due giorni a reti unificate, ora anche Regioni e Comuni, nonostante gli auspici alla collaborazione tra maggioranza e opposizione avanzati dal Presidente Mattarella, sembrano voler emulare questa deriva, con la scusa della pandemia.

Assemblee elettive sospese anche nei territori meno colpiti, tentativi di sostituire il confronto democratico con e-mail e videoconferenze, affidando la partecipazione democratica all’efficienza delle reti, inefficaci perfino nella capitale. Figurarsi al sud. Atti di Giunta impropri, in assenza di funzioni di indirizzo e controllo, su temi estranei al Coronavirus e quindi ingiustificati. Decisioni improvvise e spesso improvvide, discrezionalità nell’assegnazione di servizi ai privati, tentativi di modificare i regolamenti consiliare coi poteri sostitutivi... Fermatevi!

Si rispettino le prescrizioni date dall’Iss e si riprenda il lavoro da parte di tutti gli eletti. Non può esistere che medici, infermieri, operatori, forze dell’ordine, farmacisti, supermercati, idraulici, eccetera, lavorino e i politici del territorio no. 

Faccio appello al Ministro degli interni affinché agisca sui Sindaci e al Ministro Boccia affinché garantisca il rispetto delle funzioni democratiche nelle Regioni.

E tutte le eventuali deroghe ai principi costituzionali e regolamentari vengano condivise all’unanimità. No agli sceriffati”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.