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Covid, Rampelli: Nessun segnale ancora sulla tutela delle scuole paritarie e private. Il Governo provveda a concretizzare l'odg di FdI

“Il presidente Conte ha ribadito più volte che ‘non deve rimanere indietro nessuno’. Un bel motto che fin qui, però, non è stato proprio la stella polare dei suoi decreti, viste le disposizioni contenute. A rischiare di rimanere tra gli ultimi e a non riaprire a settembre, se il governo non interverrà incisivamente, saranno le scuole paritarie e quelle private, a iniziare dagli asili nido. Decine di migliaia di istituti, venendo a mancare le rette pagate dalle famiglie a causa del mancato o ridotto servizio, non ce la faranno a rimanere in piedi.

Il Governo ha preso impegno la scorsa settimana, con l’approvazione di un ordine del giorno, a sostenere le scuole pubbliche paritarie e private, ma nelle sue iniziative non ravvediamo la concretizzazione di quell’impegno.

Constatiamo al contrario che starebbero lavorando altri partiti sulla questione e diamo subito una disponibilità a collaborare nell’interesse di questo settore così importante per il sistema socio-educativo italiano e in quello delle famiglie”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Coronavirus, Rampelli: Decreto a sanatoria degli abusi commessi da Conte, presidente del Consiglio due volte abusivo

“Un presidente del Consiglio abusivo adotta 8 decreti del presidente del Consiglio incostituzionali per poi varare un decreto legge a sanatoria degli abusi compiuti”.

È quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia intervenendo in aula in discussione generale sulla conversione del decreto legge 19/20.

“Avevamo proposto un salto di livello, un diverso modo di operare. Non il governo di unità nazionale, che sarebbe risuonato come l’ennesimo inciucio di palazzo, ma un governo del Parlamento che potesse vigilare sulla sospensione dei diritti e delle libertà in maniera bipartisan e quindi temporanea e condivisa, per le eccezionali condizioni attraversate. Certamente l’antitesi di quell’uomo solo al comando che avrebbe meglio potuto far convivere le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità con la democrazia e i bisogni primari delle famiglie. Conte invece pretende la sospensione della Costituzione e l’assunzione dei pieni poteri, ignorando le indicazioni del Capo dello Stato, gli ammonimenti di Cassese, Baldassarre e del presidente della Corte costituzionale Marta Cartabia. O le cose si fanno insieme e quindi si offre all’opposizione lo strumento alternativo per esercitare le sue funzioni di indirizzo e controllo - a Costituzione sospesa - oppure non si toccano diritti e libertà e si affronta il Parlamento con i regolamenti vigenti.  Del resto quando la presidente della Corte Costituzionale Mara Cartabia parla di coinvolgimento, condivisione, concordia, unità di intenti, riprendendo le parole usate anche dal Capo dello Stato, parla proprio di questo. Il governo del parlamento è l’unico strumento, davvero innovativo, con cui l’Italia possa affrontare la fase due, liberandola dalla pandemia fiscale e burocratica, trasformando questo momento buio in una rampa di lancio per dare vita finalmente alla stagione della crescita e dello sviluppo”.

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Def, Rampelli: Ora abbattere la pandemia fiscale e burocratica

“Con un aumento del debito a 150 % e un crollo del Pil dell’11%, la sterilizzazione dell’Iva è un atto dovuto e si ripete ormai annualmente. Non può rappresentare l’unica risposta all’emergenza del Covid 19.
È irrimandabile uno shock economico per l’Italia e può partire solo dalla sua liberazione dalla pandemia fiscale e burocratica: zero tasse, zero burocrazia, e soldi subito alle attività produttive per far risalire il Pil. Allo stato attuale invece non si sa neppure quando e come arriveranno i soldi dall’Ue, il Def dunque è carta straccia”.

È quanto dichiara il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli interpellato dai giornalisti sul Def 2021.

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Alitalia, Rampelli: Né rilancio né tutela lavoratori. Governo lascia compagnia di bandiera ancora senza futuro

“L’audizione di oggi in Commissione Trasporti della Camera del Commissario straordinario di Alitalia Leogrande, conferma le nostre preoccupazioni rispetto a quanto detto anche la scorsa settimana dal ministro del Mise Patuanelli: per la compagnia di bandiera - su cui pesa anche l’emergenza Covid - non c’è alcun futuro. Da parte del governo nessun piano di rilancio dell’azienda e nessuna programmazione per mantenere i livelli occupazionali, mentre migliaia di lavoratori sono in cassa integrazione. Scompare lentamente dalla scena anche l’ipotesi della nazionalizzazione che cede il posto a due newco, ‘una prenderà in affitto il ramo di CityLiner e l’altra prenderà il ramo di Alitalia’.

L’Italia invece necessita di una compagnia aerea di proprietà pubblica, una visione strategica che permetterebbe oltre che salvaguardare i dipendenti anche di riscrivere nuove regole per i lowcoast e ripensare una nuova gestione degli aeroporti. Dal Governo un quadro preoccupante, dove Alitalia anziché essere messa in rampa di lancio per ripartire rischia di essere svenduta al mercato straniero, magari facendo l’ennesimo regalo all’economia tedesca”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

 

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Covid, Rampelli: Su vicenda 'mascherine fantasma' dopo silenzio Lamorgese costretti a presentare esposto in procura

“Sulla vicenda delle mascherine fantasma della Regione Lazio visto il silenzio del ministro Lamorgese, e nonostante la presentazione in Parlamento di due nostre interrogazioni, siamo costretti a presentare così come annunciato un esposto alla Procura della Repubblica. E lo faremo soprattutto avendo ormai certezza anche delle dichiarazioni della Ecotech secondo cui i 17 milioni di euro non saranno restituiti all’Ente, e che la fideiussione non ci risulta essere stata registrata e quindi è tale da non essere valida. Siamo costretti a seguire solo una strada, e questa responsabilità se la porta dietro il governatore Zingaretti, andare dritti in Procura. E così faremo”. 

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Covid, Rampelli: Governo garantisca sopravvivenza a settore intrattenimento

“Mentre il premier Conte inaugura una specie di fase 2, con ripartenze a singhiozzo, il comparto dell’intrattenimento tornerà a lavorare tra dicembre 2020 e marzo 2021. Praticamente tra un’era geologica. Un’intera filiera bloccata, dai locali da ballo fino all’organizzazione di eventi e concerti, oltre all’indotto occupazionale e ai lavoratori esterni incaricati alla sorveglianza. Un comparto che genera oltre 4 miliardi e mezzo di fatturato, conta 90mila addetti e, per via dell’emergenza Covid, è stato doppiamente penalizzato poiché fin qui totalmente escluso dai decreti, quindi non potrà usufruire né degli ammortizzatori sociali né della cassa integrazione a causa delle sue specificità. Una situazione drammatica per gli imprenditori, che devono comunque far fronte ai costi fissi di gestione dei locali e per i lavoratori. Da tempo stiamo affrontando le criticità del settore, in alcune videoconferenze abbiamo audito gli operatori dell’intrattenimento come il comitato ‘Butta(ti)fuori’ del presidente Fabio Faro Pompili e la Silb-Fipe associazione che raggruppa 2500 imprese del comparto. Pace fiscale e sospensione dei pagamenti dei mutui e delle utenze, contributi per pagare fornitori, investimenti e personale che non può ricorrere alla cassa integrazione per la particolarità della sua tipologia contrattuale, sono alcune delle proposte cui devono aggiungersi quelle dell’individuazione degli strumenti pratici per programmare una ripresa che non può aspettare tempi così lunghi. Queste attività devono poter convivere con il virus e agli esperti spetta il compito di ricercare ogni strumento di sicurezza per la salute. Chiederemo di nuovo di introdurre nei prossimi decreti questi e altri suggerimenti. Il governo faccia la sua parte e garantisca il diritto alla sopravvivenza per operatori e lavoratori che agiscono nel settore dell’intrattenimento, della socialità, dell’evasione”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.