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Manovra, Rampelli: No all'esercizio provvisorio ma sì all'emendabilità

“L’esercizio provvisorio non può essere la minaccia per blindare la legge di bilancio, impedirne l’emendabilità da parte della Camera dei deputati, ridurre al silenzio un ramo del Parlamento. Non è ammissibile che la Camera sia costretta a esaminare la legge economica fondamentale dello Stato in pochi giorni e senza alcuna possibilità di migliorarne il contenuto a causa dei tempi lunghi determinati dal Governo.

Non si può chiamare alla responsabilità l’opposizione se come maggioranza ci si è dimostrati irresponsabili e incapaci. Faremo di tutto per evitare l’esercizio provvisorio, ma a condizione che la Camera possa intervenire sulla manovra. Il Presidente Fico, che ha rivendicato all’atto del suo insediamento la centralità del Parlamento, dopo aver fallito nella sua missione nel 2018, faccia da garante e chieda a governo e maggioranza di aprire la legge di bilancio per non rendere inutile il lavoro di 630 rappresentanti del popolo pagati per fare il loro dovere e non per ratificare i capricci del suo partito”.

È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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Cambi di casacca, Rampelli: Siamo d'accordo con Conte! Basta cambi di Governo

“Prendiamo atto con piacere dell’improvvisa illuminazione del presidente del Consiglio Giuseppe Conte che dice ‘basta ai cambi di casacca con passaggi di gruppo’. Da quale pulpito viene la predica, lui che ha fatto un semplice cambio di governo sostituendo un partito di destra cn uno di sinistra. Siamo alla disconnessione celebrale...”.

E’ quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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Finanziamento pubblico ai partiti, Rampelli: Letta al Governo e Renzi segretario del Pd furono gli artefici

“Legittimo riflettere su come si finanzia la politica. Legittimo preoccuparsi delle derive pericolose nel caso di uno sbilanciamento tra i poteri dello Stato. Ricordo a Matteo Renzi che furono il Pd, da lui guidato, e il Governo Letta a presentare un decreto legge per l’abrogazione del finanziamento pubblico dei partiti senza che fossero previste norme utili al sostentamento della democrazia, fino a consegnare interamente i partiti alle lobby, quindi sottraendoli alla proprietà e al controllo del popolo italiano. Unico esempio in Europa. Fratelli d’Italia votò contro, mentre il Pd seguendo irresponsabilmente la deriva demagogico-sfascista, votò a favore, con l’unica lungimirante eccezione, di Ugo Sposetti che aveva capito prima e meglio di Renzi che la politica stava abiurando. Più che evocare suggestioni Renzi dovrebbe ammettere di aver colpito a morte la democrazia italiana, alterando l’equilibrio tra poteri a svantaggio della sovranità popolare”.

È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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Mes, Rampelli: Nella negoziazione per il trattato, Conte s'impegni a inserire il risparmio privato tra i parametri

“I criteri per accedere al Mes devono essere modificati. Fermo restando che, secondo quanto sostengono tutti,  l’Italia non avrà bisogno di accedere al fondo perché il suo debito è sostenibile, dobbiamo chiedere che nei trattati europei sia inserito il parametro del debito privato. Questo dato, assieme a quello pubblico, costituisce la garanzia della solidità dell’Italia e misurerà in qualunque nazione la sostenibilità del debito. Un debito pubblico basso senza risparmio privato è più rischioso di un debito pubblico alto con adeguato risparmio privato in grado di coprirlo. Se il Mes riconosce e soccorre il debito delle banche private, significa che di fatto lo contempla e quindi non può non considerare il risparmio privato delle singole nazioni. Allora non è più rinviabile l’inclusione di questo elemento nei trattati europei. Una modifica in tal senso consentirebbe una più idonea valutazione da parte dell’Europa dello stato di salute della nostra economia, ben oltre il nero debito pubblico.

Ci troveremmo in una graduatoria completamente diversa, ai primi posti, avendo un’economia privata tra le più floride d’Europa. Conte non si faccia intimidire e porti a casa risultati concreti per gli italiani, non vada a fare il cerimoniere di Merkel e Macron”.

È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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Terracina, Rampelli: Proseguiremo la sua azione e seguiremo il suo esempio

“M’inchino all’ultimo sopravvissuto del campo di sterminio di Auschwitz, Piero Terracina.  L'immensa tragedia che ha attraversato la sua vicenda familiare e personale è quella che oggi chiamiamo Shoah e ha percosso il ‘900 e umiliato l'umanità intera. Terracina, insieme a tanti altri ebrei sopravvissuti, è riuscito a trasformare quella tragedia in un insegnamento perenne. Senza aver vissuto il suo dolore, proseguiremo la sua azione nella speranza che la storia possa essere da monito per sempre. Giunga alla famiglia e alla comunità ebraica il mio abbraccio”.

È quanto dichiara il vicepresidente della Camera  dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d'Italia.

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Ex Ilva, Rampelli: Pasticcio Mittal, governo debole fa saltare posti lavoro e rilancio acciaieria

“Altro che trattativa con il governo. Arcelor Mittal, con un piano per l’ex Ilva che prevede 4.700 esuberi al 2023, con 2.891 già nel 2020, si volta dall’altra parte.

La sicumera del premier Conte nella gestione della vicenda s’infrange sullo sviluppo di un negoziato che non promette nulla di buono. D’altronde il taglio dello scudo penale aveva già dato un vantaggio a Mittal, sfilarsi per licenziare o dismettere, e oggi il governo si dimostra ancora una volta debole. Da difendere ci sono circa 20mila posti di lavoro, compresi quelli generati dall’indotto, c’è in ballo il futuro di Taranto e il rilancio dell’acciaieria italiana. Un pasticcio targato Di Maio prima e Conte poi”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.