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Crisi Governo, Rampelli: Oggi il centrodestra ha i numeri per governare

“Confidiamo nella saggezza del Capo dello Stato che ricorderà che un anno e mezzo fa ci sono state le elezioni politiche. La coalizione del centrodestra pur essendo risultata vincitrice, non aveva la maggioranza parlamentare a causa della legge elettorale di Renzi che aveva eliminato il premio di maggioranza. Dopo quelle elezioni, ci sono stati altri appuntamenti elettorali dai quali il centrodestra è risultato largamente maggioritario. Siamo sicuri che prima di rimettere in campo un pastrocchio con un governo formato dal Movimento 5 stelle e dal Pd, cioè esattamente dai partiti che sono stati sconfitti a tutte le elezioni svolte, ci penserà duemila volte. Oggi se andassimo al voto avremmo una maggioranza schiacciante per poter saldamente governare, perfino senza il premio di maggioranza. È vero che la nostra è una democrazia parlamentare ma è altrettanto vero che la sovranità appartiene al popolo. E il popolo ha dato un'indicazione chiarissima. Rammento quando Berlusconi era presidente del Consiglio è stato fortemente osteggiato dalla Merkel e da Sarkozy. E così Renzi aveva un atteggiamento dialettico talvolta persino conflittuale nei confronti dell'Europa e delle burocrazie di Bruxelles.

Questo dimostra che c'è un problema tra Italia ed Europa. Nessuno vuole uscire dall'Ue, ma nessuno vuole esserne sottomesso".

È quanto ha dichiarato il vice presidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d'Italia intervistato su Radio Rai.

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Crisi di Governo, Rampelli: Conte eterodiretto

“Conte è stato veemente ma chiaro, palesemente schizofrenico, dunque eterodiretto. Lo schema è lo stesso dell’avvento di Mario Monti. Poteri sovranazionali, vecchie consorterie, personalità bollite della sinistra italiana con la singolare aggiunta degli ex incendiari di Beppe Grillo si ritrovano insieme per impedire al centrodestra di governare e all’Italia di essere indipendente e autorevole nel suo diritto a contrastare il declino. 

Occorre ammettere che questo prevedibile inguacchio si è reso possibile grazie a una serie di macroscopici scivoloni degli amici nordisti, fatto sta che si sono determinate le condizioni ideali per dare forma agli attuali giochi di palazzo e consentire a chi ha perso brutalmente tutte le recenti elezioni di andare a governare. Lorsignori si appellano in questa indecenza alla democrazia parlamentare, quasi fosse antitetica a quella popolare. È vero che è il Parlamento a varare i governi, ma è anche vero che lo deve fare nel rispetto della volontà popolare, come costituzione impone. Il centrodestra oggi ha una maggioranza schiacciante, nonostante Renzi abbia confezionato una legge elettorale senza premio di maggioranza, dunque ancora più macroscopica.

Mentre i circoli esclusivi, i cerimonieri, i falliti, i gran visir dei sotto poteri  sbucati all’improvviso dalle località balneari per tessere la rete della congiura di palazzo sono un manipolo di oligarchi senza consenso. Se governeranno lo faranno contro le più elementari leggi della democrazia, che non prevedono personalità illuminate e minoritarie cui affidare le sorti di un’intera comunità.

Nel frattempo l’Italia spalanca gli occhi, se non ancora nei numeri esiste nell’evidenza dei fatti un solo leader, credibile e affidabile, su cui riporre le speranze di rinascita che tutti si aspettano".

È quanto scrive il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia sulla sua bacheca Facebook commentando le dichiarazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte a Palazzo Madama.

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Ponte Morandi, Rampelli: Rivedere rapporto pubblico-privato

"Quanto accaduto un anno fa è terribile, ciascun politico o amministratore o manager dovrebbe convenire che certe sostanziali privatizzazioni (la concessione a Benetton ha livelli di garanzia per il pubblico assai scarsi oltre che disattesi) in Italia non sono fattibili. 
La concessione ai privati di infrastrutture costruite con i soldi dei cittadini, 'pedaggiate' profumatamente dal concessionario e scarsamente manutenute  è diventata la classica gallina dalle uova d’oro per qualcuno e una tremenda sventura per decine di famiglie e per un’intera comunità. 
Ricordare i morti di Genova senza retorica significa avere la consapevolezza di rivedere in Italia i rapporti tra pubblico e privato. Decenni fa erano troppo sbilanciati verso lo Stato e oggi completamente squilibrati in favore di privati, spesso perfino in assenza di una specifica indispensabile competenza. Oggi si rinnova il dolore, ma contestualmente si rigenera l’impegno a non vanificare le troppe vite sacrificate facendo un’autocritica profonda, tale da impedire a cordate finanziarie di arricchirsi alle spalle dello Stato e dei cittadini".

È quanto scrive il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio RAMPELLI di Fratelli d'Italia sulla sua bacheca Facebook in memoria delle vittime del crollo del Ponte Morandi avvenuto un anno fa. 

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Calatrava, Rampelli: Bene risarcimento, ma la cifra indicata dalla Corte dei Conti è ridicola

“Da architetto prima ancora che da politico ‘esulto’ per la condanna dell’archistar Calatrava da parte della Corte dei Conti. La sentenza del tribunale dà l’estrema unzione a una pratica per lungo tempo utilizzata dai sindaci, soprattutto del Pd, che in fatto di architettura e urbanistica si sono dimostrati di un’ignoranza crassa e hanno contributo a gettare nel degrado le nostre città. La logica è stata quella terribilmente provinciale di farsi facile pubblicità distribuendo incarichi in modo superficiale e senza concorsi ad archistar internazionali. Ne sono usciti fuori veri e propri orrori, progetti standard fatti con il ciclostile e riadattati tecnicamente ai siti dove erano destinati, tutti uguali e totalmente irrispettosi dei caratteri stilistici dei luoghi. Invasioni di pareti bianche, orge di travi d’acciaio, profluvi di vetrate in spregio alla bio architettura. Pessimi ma significativi esempi sono la Teca di Meier, la Nuvola di Fuksas, la Vela di Calatrava (un’incompiuta voluta da Veltroni e costata centinaia di milioni di euro) a Roma cui si aggiunge il terribile anonimo ponte a Venezia e tante altre duplicazioni di progetti esistenti nel mondo, tra stazioni ferroviarie e viadotti. Il tutto condito con errori marchiani e lievitazione dei costi. Sprechi e sfregi che dovrebbero costare molto di più alle tasche delle archistar di quanto abbia determinato la Corte dei conti per Calatrava e che mi auguro comunque definisca la fine dell’epoca degli incarichi facili e scenografici”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Crisi Governo, Rampelli: Si vada al voto, Lega e Fratelli d'Italia possono governare

Stralci delle dichiarazioni del vicepresidente della Camera Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia a ‘Omnibus’  su La7. 

 

TEMPI DELLA CRISI

Se la crisi si è aperta ad agosto si deve chiudere ad agosto. La spaccatura tra Lega e 5 stelle non si è manifestata su temi di coscienza o bioetica ma sulla Tav, sulla modernizzazione dell'Italia, argomenti strategici sui quali il ministro Toninelli è stato più volte contestato. L'Italia dei sì e quella dei no hanno violentemente ricominciato a litigare. Resta l'amarezza di una crisi agostana che impedisce all'opinione pubblica di essere compiutamente  informata. È come quando Comuni approvano i piani regolatori ad agosto: c'è qualcosa che non va. I cittadini, le categorie produttive, i sindacati devono sapere e partecipare. Noi  ci auguriamo che si possa andare a votare senza le stucchevoli  intelligenze estranee alla democrazia che suggeriscono dai salotti quello che bisogna fare. Le elezioni europee hanno dimostrato che esiste una maggioranza bulgara del centrodestra e Zingaretti dovrebbe piantarla di dipingerla come un ‘rischio’. Governiamo già la maggior parte delle regioni italiane ed è evidente che non rappresentiamo un pericolo per nessuno.

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E IL GOVERNO DEL CONTRATTO 

Giova ricordare che già un anno e mezzo fa il centrodestra pur vincendo le elezioni non ebbe dal Capo dello Stato neppure il mandato perlustrativo agevolando il varo del governo del contratto Lega 5stelle. 

 

FORZA ITALIA

Oggi, nel caso in cui FI volesse virare a sinistra, le elezioni europee hanno dimostrato che Lega e Fratelli d'Italia possono essere autosufficienti.

 

RAPPORTI CON UE

La designazione del commissario è figlia di questa crisi. Speriamo possa essere la più autorevole possibile. 

Tutto coloro che hanno avuto responsabilità di governo, come Berlusconi e Renzi, hanno avuto un rapporto complesso con l'Europa con la quale si sono alternati momenti di collaborazione e momenti di tensione. Noi crediamo nell'Europa ma crediamo ancora di più che debba essere profondamente riformata. Bisogna essere pragmatici: chi governa ha il dovere di difendere gli interessi dell'Italia". 

 

LODO BETTINI

Quanto suggerisce Bettini sono prove tecniche di inciucio. Bettini è stato protagonista di una stagione nella quale l'ex PCI alla prova del governo spaventava e quindi cercava soluzioni ‘morbide’ come quelle romane di Francesco Rutelli ed Enrico Gasbarra e quella nazionale di Romano Prodi. Si trattava di un partito di massa che doveva farsi accettare. Oggi gli ex-comunisti sono una parodia di quelli che volevano affermare la giustizia sociale e difendere i più poveri, sono diventati i ‘comunisti col Rolex’, un partito dell’élite finanziaria. Bettini non lo scrive esplicitamente nell’intervista al Corriere, ma quando evoca un Capo del governo di levatura internazionale sostenuto da PD e M5S sta di fatto annunciando il governo Draghi, magari con Giuseppe Conte commissario europeo. E che arrivi dal PD l'ipotesi di un'Italia nelle mani di un banchiere, sostenuto da due partiti perdenti, testimonia lo stato di coma in cui versa la sinistra italiana.

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Strage Bologna, Rampelli: Desecretare documenti Sismi, commissione parlamentare è chiave accesso a verità

“In merito alla strage di Bologna, la notizia dell’esistenza di due documenti del Sismi - che parlerebbero delle minacce di attentati all’Italia da parte del Fronte popolare per la liberazione della Palestina a ridosso delle stragi di Bologna e Ustica - costituiscono oggi più che mai atti dirimenti per la ricerca di quella verità storica e processuale che l’Italia attende da 39 anni. Significa che potremmo essere di fronte ad  una clamorosa svolta nelle indagini. Prima fra tutte la revisione del processo.

Si lavori quindi per desecretare i documenti e a questo punto la pdl promossa da Fratelli d’Italia per l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta sui fatti di Bologna – che si aggiunge alla pdl per che presentai un anno fa per la richiesta di una commissione d’inchiesta su Ustica - diventa la chiave d’accesso per raggiungere la verità.

Lo dobbiamo alle famiglie delle vittime e a quella parte politica accusata per bugiarda estensione di un delitto incompatibile con i suoi principi”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.