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Forlanini, Rampelli: Da opposizione spirito collaborativo mentre regione Lazio cerca scontro

“Sinceramente non capisco l’ostinazione con la quale la Regione Lazio, stavolta per bocca dell’assessore Alessio D’Amato, in una fase di pre emergenza, con l’opposizione animata da spirito collaborativo e costruttivo (non solo alla Pisana e nel Parlamento nazionale, ma anche nella ricerca diretta di Dispositivi di protezione individuale, nella autotassazione e nella raccolta fondi da destinare alle strutture sanitarie) continui a cercare lo scontro, in particolare favorendo i suoi amici della sanità privata e scartando due proposte di valenza squisitamente pubblica avanzate da noi nei giorni scorsi.

La prima riguarda la realizzazione di un ospedale temporaneo in due padiglioni dell’ex Fiera di Roma per 450 posti di terapia intensiva e sub intensiva per tamponare la seconda fase del contagio coronavirus, sul modello di quanto sta facendo Milano; la seconda propone la riapertura del Forlanini, non per metterci le terapie intensive, cosa probabilmente incompatibile per i tempi di cantiere richiesti, ma per realizzarvi unitamente con l’adiacente Spallanzani, un polo per la ricerca, la cura, la riabilitazione per malattie infettive, ben sapendo che su questo fronte la domanda sarà sempre in crescita anche a causa della più rapida circolazione di uomini e merci nel mercato globale. Un progetto su cui iniziare a lavorare ora per avere operatività tra 6-8 mesi.

Da chi ha ruoli di governo in questa fase ci si attende dichiarazioni responsabili, a maggior ragione perché dietro queste proposte non c’è solo uno schieramento politico, ma una buona fetta del mondo scientifico e professionale.

Mentre medici, infermieri, operatori sanitari, tecnici, amministrativi, forze dell’ordine stanno lavorando nella drammatica assenza di mere mascherine protettive a causa di una clamorosa incapacità di chi governa a proteggere chi deve stare in trincea, ci si diletta in posizioni superficiali, provocatorie e offensive che sinceramente ci si dovrebbero risparmiare”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi. 

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Coronavirus-Roma, Rampelli: Richiedenti asilo, nomadi, barboni bivaccano senza protezione

Interrogazione al pres. Conte e ai ministri Lamorgese e Speranza

“Da due settimane tutte le città d'Italia sono semiblindate per le misure di contenimento dell'emergenza sanitaria, ciò nonostante c'è qualcuno per cui le regole sembrano non valere”.

È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia. 

“Nelle periferie di Roma, nelle aree che ospitano centri Sprar, così come a Milano, Napoli, Palermo, Bologna, Torino, vengono segnalati gruppi di migranti girare indisturbati privi di mascherine e di dispositivi di protezione individuale, contravvenendo la regola sulla distanza minima, ammassandosi sui marciapiedi, bivaccando nei parchi e nelle strade. Stessa cosa accade per nomadi dediti ad attività di accattonaggio e rovistaggio e a barboni ammassati sotto le pensiline delle stazioni. Vere e proprie bombe per il deflagrare dell’infezione. Non si tratta di fatti isolati ma di episodi che si verificano quotidianamente, confermati dalle Forze dell'Ordine. Dai dati forniti dagli agenti, un'alta percentuale di fermi effettuati sono di persone uscite senza motivo dagli Sprar e dai Centri d’accoglienza, mentre gli sbarchi di immigrati clandestini, in questo contesto di pericolosità epidemiologica, conosce una nuova impennata, rischiando di vanificare ogni sforzo di chi rinuncia alla propria libertà di circolazione. Diversa la condizione dei senza fissa dimora, che andrebbero protetti con un ricovero temporaneo in strutture idonee, anche ex caserme abbandonate, dove possano comunque passeggiare all’aria aperta o stazionare sotto i portici senza prendere rischi così elevati e continuare a ricevere il prezioso sostegno della Croce  e delle associazioni di volontariato”.

Rampelli, che ha inviato un’interrogazione al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e ai ministri dell'Interno e della Salute Luciana Lamorgese e Roberto Speranza, chiede “quali urgenti iniziative intendano adottare; quanti sono gli ospiti dei servizi di protezione richiedenti asilo e rifugiati fermati per il mancato rispetto delle misure di contenimento dell'emergenza Covid-19. 

Informazioni indispensabili per sapere se chi gestisce l’accoglienza a questi soggetti sta adottando le regole che tutta Italia si è data per contrastare la pandemia”.

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Coronavirus, Rampelli: Dl va migliorato, Governo sia più aperto a proposte e più veloce a tramutarle in fatti compiuti

“Da parte di Fdi, e di tutta l’opposizione di centrodestra, c’è un atteggiamento di grande responsabilità e di collaborazione con il governo visto anche il momento difficile dell’Italia, infatti fino ad oggi abbiamo votato a favore dei provvedimenti dedicato al coronavirus.

Ma non è detto accadrà sempre, ci aspettiamo che il governo cambi atteggiamento, più aperto alle proposte dell’opposizione e più veloce nel tramutarle in fatti compiuti. Questo per dire che il decreto ‘Cura Italia’ va modificato, migliorato, arricchito, e il Parlamento deve lavorare sodo con le modalità tradizionali perché ciò avvenga.

Questo è anche il momento in cui l’Unione Europea deve dimostrare di saper essere all’altezza del suo compito, mettendo risorse, ammainando la bandiera del rigore, fornendo garanzie di liquidità, ragionando come continente e non come somma di egoismi nazionali. Non ha senso la cessione di sovranità se alcuni Stati intendono costruire la loro fortuna sulle disgrazie di altri. Se così non fosse, se continuerà a non solidarietà ne dovremo prendere atto. Per quel che riguarda il decreto legge ‘Cura Italia’, al quale abbiamo anche collaborato con proposte al presidente Conte, riscontro una certa lentezza e farraginosità. Ma non è questo il momento di dividersi avremo modo in parlamento di migliorarne il contenuto a sostegno del personale medico e paramedico, delle forze dell'ordine e delle partite iva per le quali il contributo è davvero irrisorio”. 

È quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli, di Fratelli d'Italia, intervenendo a ‘La Bussola’ su Rai news24.

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Coronavirus, Rampelli: 'cerotto Conte all'Italia'. Vengano recepite le nostre proposte in Parlamento, altrimenti stop tregua

“Decreto cerotto o decreto confusione, fate voi. ‘Cerotto’ perché interi settori dell’economia non sono minimamente ristorati dal rovescio economico che viviamo, tra questi spiccano professionisti e piccole imprese, cui si devono purtroppo affiancare le famiglie.

‘Confusione’ perché obiettivamente non si capisce granché, le norme si accavallano e non sono affatto chiare, tanto che la sospensione dei tributi viene approvata a metà della giornata in cui andavano pagati, vanificandone l’efficacia. Il reddito di cittadinanza non è toccato, professionisti e piccole aziende sono condannate agli stenti e anche sulla sanità tanti proclami e nessun ordine perentorio.

In ogni caso non è nostra abitudine rinunciare inutilmente alla battaglia ed evidentemente nessuno ha spiegato a Conte che quando l’opposizione depone le armi per collaborare occorre trovare i punti d’incontro, perché la nazione non è composta solo da elettori del Pd.

Sulla parte sanitaria ci saremmo accontentati di sapere se domattina medici, infermieri, agenti in divisa si vedranno consegnate quelle mascherine che improvvisamente Di Maio ha regalato alla Cina, lasciando sguarnite le nostre prime linee ed esponendole all’infezione.

Se i respiratori per far partire il piano straordinario di nuove terapie intensive esistono o no, chi ce li fornirà e quando.

Invece si citano tre milioni e mezzo di euro alla sanità e alla Protezione Civile che ci sembrano platealmente insufficienti, nemmeno coadiuvati dai percettori del reddito di cittadinanza impiegati in lavori utili per gli ospedali e gli uffici pubblici.

A questo punto faremo la battaglia in Parlamento per migliorare il testo, sobriamente, ma senza farci prendere per i fondelli. Altrimenti la tregua andrà messa in discussione”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Coronavirus, Rampelli: Più sostegno al nord, piano d'urto nel Lazio

“La Lombardia va più fortemente sostenuta in questa fase drammatica e il Lazio deve essere la barriera d’urto che impedisca alla pandemia di esplodere nel pericoloso contesto romano,  densamente abitato e quindi bomba potenziale che condannerebbe il Sud a un’ecatombe.

All’ex Fiera di Roma od ovunque ci siano grandi spazi vuoti si possono ricavare subito 450 posti letto”.

È quanto dichiara il vicepresidente della Camera  dei deputati Fabio Rampelli, di Fratelli d'Italia, tornando sull’intervista rilasciata oggi a Il Tempo, diretto da Franco Bechis.

“La mancanza di dispositivi individuali di protezione e respiratori meccanici, di cui FDI sta parlando da 20 giorni senza avere l’ascolto necessario per far fronte all’urgenza, sta mettendo in ginocchio il Nord e può successivamente menomare ogni capacità di resistenza del centro sud. Non ci volevano poteri sovrannaturali per capire che su questi strumenti, insieme al reclutamento di medici e personale sanitario, occorreva investire subito.

Ma su questa emergenza drammatica non intendiamo fare propaganda, mettiamo a disposizione le nostre proposte e conoscenze, con il rammarico di essere stati fin qui poco ascoltati. Quando abbiamo chiesto di mettere in quarantena tutti i viaggiatori provenienti dalla Cina siamo stati derisi. Qualcuno stupidamente è andato ad abbracciare i cinesi, che invece saggiamente avevano applicato tale regola a casa propria, qualcun altro è andato a fare aperitivi in piazza. Giusto per contraddirci e buttarla - come al solito - sul razzismo, mentre intanto il virus prendeva il largo”. 

“La Regione Lombardia ha provveduto chiamando Guido Bertolaso, uomo di enormi capacità a dare una mano, la Regione Lazio si sta preparando ad affrontare il picco di Covid-19 che dovrebbe giungere tra pochi giorni dalle nostre parti reperendo tutti i posti di TI disponibili dalla rete ospedaliera. L’obiettivo deve essere chiaro a tutti i romani, non solo agli amministratori e all’area sanitaria: fermare il mostro qui per proteggere il Sud dal rischio ecatombe.

Per moltiplicare i posti di terapia Intensiva e sub intensiva serve una soluzione numericamente rilevante realizzabile in dieci giorni. Possiamo farlo ad esempio nei due principali capannoni dell’ex Fiera di Roma, 450 letti di cui 150 intensivi ci stanno tutti, ho fatto una simulazione inserendo nelle superfici i moduli standard”. 

“Potremmo gestire la fase topica in questo modo e contestualmente riaprire il Forlanini tra qualche mese per farne un centro di riabilitazione cardio respiratoria, di cui ahimè ci sarà sempre più bisogno. Va ripensata la rete ospedaliera e riattivati alcuni ospedali dismessi in omaggio alla spending review. Il Forlanini può, insieme al vicino Spallanzani, diventare un nuovo polo per le malattie infettive e l’epidemiologia, con ricerca, assistenza, cura, riabilitazione, rilanciando una branca della medicina che con il progresso sembrava destinata all’estinzione. “Del Forlanini non si può fare a meno ed è stato un errore chiuderlo, si ragioni ora insieme sul suo futuro e si dia incarico al prof. Martelli di disporre un progetto in tal senso, insieme ai tecnici”.

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Coronavirus, Rampelli: Addolorati per la morte dell'arch. Gregotti

"Ho spesso polemizzato con lui reputandolo responsabile di uno dei peggiori mostri in cemento che hanno deturpato l'edilizia intensiva,  lo Zen di Palermo. Eppure riconosco al prof Gregotti, anche se nell'assoluta divergenza di vedute, la consapevolezza del ruolo sociale dell'architettura e dell'architetto. È stato uno dei pochi a criticare qualche tempo fa  la finanziarizzazione dell'architettura, l'archiglobalismo, il disinteresse pubblico e culturale nei confronti di una disciplina sempre più ridotta ad ancella dell'economia. Mentre per lui, come per noi- ed è per questo che gli rendiamo onore- l'architettura doveva e dev'essere multidisciplinare comprendendo in sé storia, filosofia, arte, antropologia...Insomma umanesimo in senso rinascimentale. Triste infine che a stroncare la vita del maestro sia stato questo infame coronavirus che impedisce anche l'ultimo saluto che voglio comunque  simbolicamente inviare alla famiglia". È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli.