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Riforme, Rampelli: L'unica è elezione diretta del Capo dello Stato

“Se si vuole davvero rendere più efficiente, più veloce, più autorevole la Repubblica italiana occorre modernizzarne la Costituzione e introdurre l’elezione diretta del Capo dello Stato da parte dei cittadini. Se ne era convinto perfino D’Alema quando presiedeva la Commissione bicamerale per le riforme, accedendo all’ipotesi del semipredidenzialismo. Sarebbe stata una rivoluzione istituzionale di primo livello, mentre oggi sulle riforme stiamo nel porto delle nebbie... si oscilla tra il commissariamento strutturale del Parlamento, il numero di firme da raccogliere per i referendum consultivi , la diminuzione dello stipendio dei parlamentari e l’annientsmento dello Stato unitario per via amministrativa. Davvero imbarazzante”.

È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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Tav, Rampelli: Tav al nord e piano straordinario infrastrutture al sud

“Mentre si moltiplicano ancora le polemiche tra Lega Nord e 5 Stelle sulla prosecuzione della Tav, ribadiamo la necessità di un’infrastruttura strategica come la Torino-Lione. Dirimente perforare la corona alpina per raggiungere la parte ricca e internodale dell’Europa. Un passaggio fondamentale, perché se non mettiamo in contatto i prodotti italiani con la dorsale Lisbona-Kiev si sommerà un altro handicap per le aziende italiane, già provate da tasse e crisi.

Occorre dunque da un lato proseguire i cantieri della Tav ma, insieme, urge avviare un piano straordinario infrastrutturale per il Sud che metta in pareggio il divario con il nord e si attrezzi per intercettare la nuova ricchezza commerciale che dopo secoli si è nuovamente collocata nel bacino del Mediterraneo. L’Italia deve essere governata con una visione economica che dirvi al meglio le sue vocazioni”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Regionali Abruzzo, Rampelli: Su terremoto tutto fermo. Necessario potenziare protezione civile, dare potere ai sindaci e utilizzare somme urgenze

“Nel Comuni colpiti dal terremoto del centro Italia è tutto fermo. Le proposte avanzate nella scorsa legislatura restano di un’attualità sconfortante perché mai prese in considerazione dalla sinistra: ritornare al precedente modello di protezione civile colpevolmente smantellato per fare un dispetto a Bertolaso e al centrodestra, fiore all’occhiello tra tutte le Protezioni Civili del mondo. Dare centralità e responsabilità nella gestione della ricostruzione ai sindaci, unici interlocutori abilitati a dare risposte tempestive ai cittadini e a riattivare quella economia diffusa senza la quale la popolazione è costretta all’esodo.

Infine occorre mettersi in testa che di fronte ai disastri naturali non è possibile applicare le procedure amministrative ordinarie, serve una normativa che dia pieni poteri per consentire il salvataggio di territori altrimenti destinati alla desertificazione. Nella visita di ieri a Campotosto e Montereale, insieme al candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Abruzzo Marco Marsilio e al Sindaco de L’Aquila Pierluigi Biondi, abbiamo preso impegno ad avanzare proposte legislative di questa natura, a incalzare il Governo nazionale e il sottosegretario Crimi affinché diano segnali di discontinuità rispetto ai cinque anni di governi Pd e, con la vittoria di Marsilio, a mettere la regione Abruzzo in prima fila per invertire la rotta. Perché abbreviare i tempi è più importante dei soldi”.

E’ quanto dichiara Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi, a margine della visita, in sostegno del candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Abruzzo Marco Marsilio, nei comuni abruzzesi colpiti dal terremoto.

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Sea Watch, Rampelli: Necessaria Commissione d'inchiesta sulle Ong

“Concordo con il ministro Salvini, ma mi permetto di suggerirgli di estendere il campo. È necessario fare chiarezza sulla Sea Watch, giusto, ma occorre smantellare il giro d’affari che ruota intorno a diverse Ong, indagando su un sistema marcio che vede coinvolto il mecenate finanziere Soros, elargitore di contributi per milioni di euro anche ad Associazioni italiane e, probabilmente, anche alla Sea Watch. Non è accettabile che Ong prive di gerenza pubblica, statuto e modalità di autofinanziamento possano sfidare gli Stati nazionali con il gioco delle tre carte.

Le loro incursioni nel Mediterraneo sono spesso da navi corsare, mettono in ginocchio le diplomazie internazionali, dialogano con gli scafisti, forse direttamente con i trafficanti, sono registrate in una nazione ma battono bandiera di un’altra, hanno i conti depositati in chiacchierate ‘banche sociali’ che hanno avuto rapporti opachi con organizzazioni anti israeliane fiancheggiatrici del terrorismo, hanno prima approfittato del regolamento di Dublino (vuoi vedere che lo hanno loro dettato alle burocrazie europee?) e ora della confusione sul suo superamento, approfittano del fallimento del sistema di ridistribuzione europea e potrebbero essere perfino funzionali alla strategia di quei paesi che destabilizzano o sfruttano il continente africano non vedendo più lontano del proprio naso.

Ci sono tutti gli ingredienti per varare una commissione parlamentare d’inchiesta per fare luce su questi misteri cui sono legati migliaia di morti naufragati nel Mediterraneo”.

È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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Ponte Morandi, Rampelli: Che fine ha fatto revoca concessione? Posizione Governo scomparsa da radar

“Apprendiamo che nell’ambito delle indagini sul crollo di ponte Morandi ci sono una decina di nuovi indagati, accusati di falso in relazione alle valutazioni sul profilo di sicurezza di alcuni viadotti italiani che avevano presentato criticità, tra cui ‘Paolillo’ in Puglia, il ‘Pecetti’ e il ‘Sei Luci’ a Genova.

Al netto della tragedia del Ponte Morandi, anche alla luce delle nuove notizie, si confermano le evidenti responsabilità del concessionario sulla manutenzione delle infrastrutture. Che fine ha fatto la revoca? Proprio all’indomani del dramma di Genova, infatti, il Governo aveva annunciato in pompa magna la revoca della concessione, ma poi qualcosa è cambiato fino alla scomparsa dai tavoli di lavoro e dai radar mediatici di tale proposta.

Lega Nord e 5 Stelle battano un colpo, la sicurezza della rete autostradale italiana è una priorità, a meno che sulla gestione del nostro patrimonio viario Salvini e Di Maio non abbiano ammainato la bandiera del sovranismo per piegarsi alle pressioni delle lobby”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Sea Watch, Rampelli: Filantropia anti-italiana... (video)

“In tutte queste operazioni di salvataggio in mare ci sono entità internazionali che operano e che restano sempre sullo sfondo. La Sea Watch è un’associazione tedesca che ha un conto per le donazioni in una banca tedesca; la nave Sea watch batte bandiera olandese, eppure l’Olanda nega qualsiasi coinvolgimento nelle attività della Sea Watch i cui costi si aggirano attorno ai 130mila euro al mese. Direi che appare quanto meno improbabile che si possa finanziare con le donazioni da 10 euro come previsto dal modulo pubblicato sul sito. È in attività dall’autunno del 2014.

Ci chiediamo chi siano i finanziatori della Sea Watch visto che i benefattori non sono on line. Le persone a bordo provengono da nazioni africane, ex colonie francesi, sono state detenute in Libia e avrebbero dovuto fare rotta verso Tunisi.

Detto questo, è evidente che la nave debba essere scortata garantendo ai migranti assistenza e cure, ma per andare verso l’Olanda, non certo verso le coste italiane”.

E’ quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

https://youtu.be/WNW1Vxv7HQE