Stampa

Sea watch, Rampelli: UE faccia sua parte e trovi soluzione per stroncare traffico uomini in mare

“Non si capisce per quale motivo la Corte di Strasburgo chieda all’Italia cosa intende fare sulla vicenda Sea Watch 3, quando la nave è olandese e l’Ong tedesca. Cosa c’entra l’Italia? Ancora più incomprensibile che la stessa Commissione Europea chieda oggi agli Stati membri di ‘trovare una soluzione’ non si faccia invece carico lei stessa di redistribuire i migranti. Il mantra europeo secondo cui la nostra penisola sarebbe uno dei porti sicuri non regge più. L’Ue faccia la sua parte e stronchi il traffico di uomini in mare”.

E’ quanto ha dichiarato Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

Stampa

La Sapienza, Rampelli: L'illegalità uccide ancora. Su vicenda pronta interrogazione parlamentare ed esposto a procura della Repubblica

“Tollerare l’illegalità significa anche questo. La morte terribile del giovane Francesco Ginese, il 26enne che scavalcando il cancello per partecipare a un rave abusivo dentro la Sapienza si è reciso l'arteria femorale, dimostra  mancanza di controllo da parte del ministero dell’Interno che pure era stato allertato. Il rettore aveva più volte denunciato i ripetuti concerti non autorizzati organizzati da centri sociali che hanno trasformato la Sapienza nel loro auditorium a cielo aperto. Che cosa ha impedito alle forze di Polizia di intervenire per evitare che si ripetesse per l'ennesima volta questo appuntamento? Si tratta dell'Università più popolosa d’Europa che ogni giorno è frequentata da decine di migliaia di studenti, e luogo da sempre appetito ai centri sociali che ne fanno zona franca per le loro attività illegali e di negazione della vita e della democrazia. Sulla vicenda sono pronti un esposto alla Procura della Repubblica e un’interrogazione parlamentare a risposta immediata, chiediamo a Salvini di riferire alla Camera per dare spiegazione del tragico evento e del contesto nel quale si è consumato”.

È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei Deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

Stampa

Dl crescita, Rampelli: Capitale beffata, Roma salverà i comuni ma nessuno la salverà

“In questo Decreto definito crescita ci sono 110 articoli puntuali, dunque si tratta di un provvedimento con interventi a pioggia, nessuna crescita, nessuna inversione di rotta. Non sono state rilanciate industria e attività produttive, non sono stati fatti investimenti, non c’è stata nessuna scossa fiscale per dare impulso all’economia. La malattia contagiosa della prima Repubblica ha colpito anche il ‘Governo del cambiamento’. Sul Salvaroma abbiamo raggiunto il paradosso. Con la rinegoziazione dei mutui a tassi d’interessi inferiori, Roma non potrà godere di quei risparmi per l’abbassamento della tari o dell’irpef, tra le più alte d’Italia. Con i risparmi infatti si andrà ad alimentare un fondo per soccorrere altri Comuni d’Italia in stato di dissesto. Sarà dunque Roma a salvarli. Non siamo contrari ad affiancare le amministrazioni in difficoltà, del resto se lo Stato salva l’Ilva, il Monte Paschi, la Banca Etruria, Carige, Mercatone Uno, eccetera, non si capisce perché non dovrebbe salvare amministrazioni pubbliche gestite male dai sindaci, condannando le popolazioni a degrado urbano e super tasse.

Ma è necessario che la Capitale abbia finalmente il suo ruolo, i suoi beni, le sue risorse, competendo non con gli altri comuni italiani, come ha lasciato intendere Salvini, ma con le altre Capitali europee. Si può parlare di nuove autonomie regionali solo se contestualmente si risolve il dilemma di una Capitale messa nelle condizioni di badare a se stessa, con la gestione dei suoi beni e un’autonoma capacità decisionale. Non è decoroso sentire il governo italiano dire che la Capitale è uguale a tutti i comuni, così come sarebbe una bugia affermare che molti capoluogo di Regione sono uguali alle piccole città. Ogni aggregato urbano ha una sua specificità e una sua conseguente vocazione”.

È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati di Fdi Fabio Rampelli dopo il varo del Decreto crescita.

Stampa

Denatalità, Rampelli: Altro che crescita, Istat certifica crollo natalità

“Per una beffarda ironia della sorte, proprio mentre Salvini e Di Maio litigano sul Dl crescita, l’Istat suona le campane a morto per la popolazione italiana che non cresce registrando la peggiore percentuale da 100 anni. Questa recessione demografica, così l’ha definita il presidente dell’Istat, si registra in un momento in cui i due partiti di governo si fanno i dispetti l’un l’altro sui fondi per il Mezzogiorno, che ha perso – sempre secondo l’Istat - nuovamente posti di lavoro. Se i pentastellati volevano una decrescita (in)felice, almeno questo risultato lo stanno ottenendo”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

Stampa

Conte, Rampelli: Cambiare i parametri, il rapporto non dev'essere debito/pil ma debito aggregato/pil

“Le comunicazioni del presidente Conte in aula sono in perfetta continuità con quelle del Pd. Sembrava di ascoltare Letta, Renzi e Gentiloni. In realtà quello che manca è il coraggio di ribaltare di parametri. Nel rapporto debito/pil l’Italia è una delle peggiori d’Europa, ma se invece si analizza il Debito aggregato, siamo sopra la media dell’eurozona. Se cioè si esaminassero altri attori economici (Stato, imprese, banche, famiglie-risparmi privati) sarebbe la Francia a sprofondare all’ultimo posto.

Se poi aggiungessimo il debito atomico, cioè i costi non conteggiati per la messa in sicurezza delle centrali nucleari, il loro smaltimento, la decontaminazione e lo stoccaggio plurisecolare delle barre di uranio -scariche ma radioattive - ballerebbero in Europa 500 miliardi. Importi giganteschi ripartiti principalmente tra Francia e Germania, nazioni che continuano a non dichiarare nelle loro leggi di bilancio tali costi. Si tratta a tutti gli effetti di ‘debiti’, visto che saranno le future generazioni a doverne sobbarcare il peso.

Dunque c’è dolo da parte dell’Unione europea nel non voler aggiornare i parametri del debito rimanendo ancorata a codici medievali che non sono più sufficienti a stabilire la solidità economica/finanziaria di una nazione, ma sono invece utili a sottomettere l’Italia e l’Europa meridionale”.

 

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi. 

Stampa

Fabio Rampelli: Tutta la sinistra ha inquinato la Magistratura

Non se la caveranno con l’auto sospensione di Lotti, né con le dimissioni dei magistrati coinvolti in questo scandalo del CSM. È la morsa letale delle toghe rosse legate prima al PCI e ora al PD ad aver inquinato la magistratura e screditato la giustizia italiana. La spartizione delle Procure e le strategie intimidatorie per allontanare i pretendenti non allineati meritano l’azzeremento dell’organo di autogoverno dei giudici e l’avvento di uno nuovo metodo di selezione che dia centralità a quei magistrati indipendenti sganciati dai partiti politici e dalle loro correnti.

Lo scrive su facebook il vice presidente della Camera Fabio Rampelli