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Speciale Tor Marancia

Scritto da Super User. Postato in Speciale Tor Marancia

Roma, 8 maggio 2002
TOR MARANCIA. RAMPELLI (AN): “UNA VITTORIA EPICA”

“Un risultato epico: una vittoria che resterà scritta nella storia urbanistica di questa città e di tutta Italia”. È quanto ha dichiarato il consigliere regionale e responsabile nazionale del dipartimento Ambiente e Territorio di An, Fabio Rampelli, a commento dell’approvazione delle legge regionale sull’estensione al Parco dell’Appia Antica del comprensorio di Tor Marancia.

“Lo avevamo giurato – sottolinea l’esponente di An – a Tor Marancia non si sarebbe costruito neanche un mattone. E così è stato, grazie alla caparbietà di chi ha sempre creduto nelle ‘sfide impossibili’: Alleanza nazionale, il comiato Antonio Cederna, Italia Nostra, il sovrintendente La Regina, i comitati di quartiere. Un fronte trasversale che ha creato una magica sinergia tra competenze scientifiche e tenacia politica”.

“La tutela di Tor Marancia – spiega ancora Rampelli – è un messaggio ai poteri forti e ai trasformisti di ogni specie e razza. Da oggi la politica e l’interesse generale della nostra comunità nazionale si trasformano in protagonisti. Non accadrà mai più – conclude Rampelli – che lobbies finanziarie e politicanti possano decidere del destino di Roma e dell’Italia”.

Si invia inoltre l’Ordine del giorno, primo firmatario Fabio Rampelli, in cui si esplicitano gli impegni della Giunta regionale sul Comune di Roma relativi alla fruibilità di Tor Marancia e ai limiti di edificabilità del futuro Parco.

Collegato alla proposta di legge n.

ORDINE DEL GIORNO

PREMESSO CHE:

- con l’approvazione della presente Legge Regionale viene ricompreso nel Parco dell’Appia Antica il comprensorio di Tor Marancia;

- che tale comprensorio nel Piano Regolatore Generale del Comune di Roma del 1962, tuttora vigente, aveva una destinazione urbanistica “E1” che consentiva un’edificazione tramite lottizzazione convenzionata pari a circa quattro milioni di metri cubi;

- che nella “Variante di salvaguardia” tale previsione edificatoria è stata dimezzata e che, successivamente, il Comune di Roma ha promosso un Accordo di Programma con la Regione Lazio e il Ministero dei beni culturali che consentiva un’edificazione pari a circa 1.900.000 metri cubi;

- che rispetto alle previsioni edificatorie previste si è levata alta la protesta da parte di qualificati esponenti del mondo culturale, accademico e sociale, nonché di Comitati e associazioni di cittadini e di tutela ambientale, tesi a salvaguardare un’area universalmente riconosciuta di grande pregio ambientale, paesaggistico e archeologico;

- che a conclusione di un lungo e sentito dibattito scientifico e culturale, che ha coinvolto non soltanto la città di Roma e il territorio regionale ma ha avuto una larga eco in campo nazionale e internazionale, il Ministero dei Beni Culturali ha apposto un vincolo di tutela paesaggistica e ambientale ex art. 1 lettera m) Legge 431/85 su larga parte del comprensorio, al fine di tutelare i valori storici e ambientali che si esprimono a Tor Marancia;

CONSIDERATO CHE:

- con l’apposizione del vincolo e il conseguente parere di incompatibilità tra le esigenze di tutela e ogni progetto edificatorio il Ministero ha di fatto ritirato il proprio assenso all’accordo di programma a suo tempo promosso dal Comune di Roma;

- che la Giunta della Regione Lazio ha approvato una Proposta di Legge per l’ampliamento del Parco dell’Appia Antica, recedendo di fatto dai contenuti dell’Accordo di Programma;

- che il Comune di Roma, prendendo atto dell’impraticabilità dell’Accordo di Programma, ha approvato una memoria di Giunta e un successivo atto di indirizzo del Consiglio Comunale nel quale si dà mandato al Sindaco di esprimere il parere favorevole del Comune in merito alle proposte di legge presentate in Regione per l’ampliamento del Parco dell’Appia Antica, e di predisporre gli atti necessari a garantire l’acquisizione al patrimonio comunale dei terreni ricompresi nel perimetro del parco attraverso il meccanismo delle compensazioni già previsto nella Variante delle Certezze;

- che rispetto al comprensorio originario rimane esterno al perimetro in approvazione (corrispondente all’area sottoposta a vincolo) un residuo di cubatura nella zona di via Grottaperfetta, che con gli attuali strumenti urbanistici vigenti consentirebbe l’edificazione di circa 220.000 metri cubi;

TENUTO CONTO:

- che è interesse prioritario della Regione Lazio garantire ai cittadini dei quartieri limitrofi e della città di Roma la fruibilità e la godibilità del Parco istituendo;

- che tale obiettivo è raggiungibile in tempi ragionevoli solo attraverso la cessione bonaria delle aree da parte dei proprietari, evitando i rischi connessi a ricorsi in sedi amministrative e giurisdizionali nonché i costi proibitivi previsti in caso di esproprio;

- che la cessione bonaria è praticabile garantendo ai proprietari la salvaguardia dei diritti edificatori, da trasferire su altre aree edificabili;

- che la scelta di tali arre deve ovviamente tenere conto del quadro urbanistico generale e deve coinvolgere i cittadini e i Comitati di quartiere che saranno interessati per consentire interventi sostenibili e condivisi;

IL CONSIGLIO REGIONALE DEL LAZIO

IMPEGNA IL PRESIDENTE E LA GIUNTA REGIONALE

- a rappresentare al Comune di Roma l’opportunità che, qualora nella sua autonomia amministrativa intendesse utilizzare il metodo della compensazione secondo le modalità previste nel Piano delle Certezze per entrare in possesso delle aree vincolate, a procedere all’individuazione delle aree da reperire in compensazione per consentire di offrire ai cittadini aree godibili e fruibili. A tal fine impegna il Presidente a rappresentare al Comune di Roma la necessità di non procedere al rilascio di alcuna concessione edilizia se non dopo aver concluso l’iter di cessione delle aree, che devono pervenire al Comune già attrezzate per l’uso pubblico previsto, secondo un piano di utilizzo predisposto dall’Ente Parco dell’Appia Antica, da concordare con la Sovrintendenza (per quanto attiene alle competenze previste dal vincolo), gli Enti Locali e i Comitati e le associazioni rappresentative dei cittadini e del territorio;

- a rappresentare inoltre al Comune di Roma l’opportunità che, relativamente all’area del comprensorio esterna al perimetro che rimane edificabile al di là della via Grotta Perfetta, qualora intendesse nella propria autonomia amministrativa offrirla per una parte delle compensazioni necessarie, a limitare in ogni caso l’intervento a non oltre 400.000 metri cubi, reperendo le superfici destinate agli standard urbanistici previsti dal D.M. 1444/68 integralmente all’interno della parte di comprensorio edificabile esterno al Parco, come del resto prevedono le normative vigenti.