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Speciale Arapacis

Scritto da Super User. Postato in Speciale Arapacis

Si apre un nuovo capitolo sull’Ara Pacis.

Questa volta scritto da noi.

Durante l’ultimo consiglio regionale del Lazio abbiamo chiesto alla Regione Lazio di rivendicare un ruolo attivo sulla vicenda. Questa legittima richiesta ha scatenato una reazione inconsulta dell’assessore all’Urbanistica di Roma, Roberto Morassut (Ds), che con due comunicati isterici ha dimostrato un nervosismo poco degno della carica che ricopre. Evidentemente considera l’Ara Pacis cosa sua: sbagliando di grosso. Morassut dovrebbe sapere cosa ha rappresentato e rappresenta la Destra per l’urbanistica romana. Basti l’esempio Tor Marancia a rinfrescargli la memoria.

Abbiamo aperto un varco che ieri sembrava chiuso, serrato, inaccessibile.

Scatteranno le ispezioni nel cantiere dell’Ara Pacis. E noi saremo lì a vigilare e a ricordare a quanti se ne fossero dimenticati che la riqualificazione di Roma non può essere trattata alla stregua del rifacimento del ‘Botteghino’ in via Nazionale.

L’Ara Pacis come Tor Marancia dunque, perché noi abbiamo sempre amato le sfide impossibili: ci rendono liberi.

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CONSIGLIO REGIONALE DEL LAZIO GRUPPO ALLEANZA NAZIONALE

Roma, 30 luglio 2003

COMUNICATO STAMPA

RAMPELLI SU ARA PACIS: "SOSPENDERE I LAVORI, CHIESTA L'INTERVENTO DEL SERVIZIO DI VIGILANZA REGIONALE SUL CANTIERE, LA REGIONE SIA PROTAGONISTA DELLA VICENDA"

"La Regione Lazio, pur firmataria dell'Accordo di Programma per la risistemazione dell'Ara Pacis nel novembre del 1998, non è stata mai resa coinvolta dal Ministero dei Beni culturali e dal Comune di Roma sulle ipotesi di ridefinizione del progetto dell'arch. Richard Meier. Persino la commissione scientifica istituita con decreto ministeriale prevede l'inserimento di tecnici designati dal Comune di Roma e non menziona da nessuna parte la Regione Lazio". È quanto ha denunciato dal consigliere regionale di Alleanza nazionale, Fabio Rampelli, durante lo svolgimento dell'interrogazione a risposta immediata sull'Ara Pacis. Rampelli ha presentato all'assessore Dionisi un esposto nel quale chiede l'intervento del servizio di vigilanza regionale.
"Tutto quanto accaduto dal '98 a oggi - ha aggiunto Rampelli - è avvenuto senza il coinvolgimento della Regione Lazio inficiando la validità di quell'Accordo che a questo punto è illegittimo".
"Per questo è indispensabile - ha concluso Rampelli - l'attivazione del servizio di vigilanza regionale all'interno del cantiere dell'Ara Pacis".

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INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA

PREMESSO

che con la delibera n. 787 dell’8 marzo 1996 la Giunta comunale di Roma conferiva all’architetto statunitense Richard Meier l’incarico di redigere un progetto preliminare per il nuovo complesso museale dell’Ara Pacis, a piazza Augusto Imperatore, proponendosi come obiettivo di “ottenere un programma di sistemazione e riqualificazione dell’area dell’Augusteo”;

che, riguardo a tale progettazione, si dichiarava l’intenzione di “bandire un concorso internazionale di idee per giungere ad una sistemazione complessiva che fosse il risultato di un processo culturale ai massimi livelli di qualità” e che tale iniziativa non poteva “non coinvolgere la cultura internazionale sin dalle fasi istruttorie del concorso per la predisposizione del bando”;

che a tale concorso non è mai stato dato luogo, affidando direttamente la redazione del progetto a Meier e contraddicendo il dettato dell’art. 17 della legge 109/94, nel quale si auspica una simile fattispecie “quando la progettazione riguarda opere di particolare rilevanza sotto il profilo architettonico”;

CONSIDERATO

che in data 26 novembre 1998 è stato stipulato un accordo di programma fra il Ministero dei Beni Culturali, la Regione Lazio e il Comune di Roma per l’approvazione del progetto definitivo del complesso museale dell’Ara Pacis;

che tale progetto contemplava un cambio di destinazione d’uso sia della teca del Morpurgo, risalente al 1938, sia di una parte della zona della zona ove sorge l’Ara Pacis, prevedendo la demolizione della teca e la ricostruzione di un complesso museale con un aumento delle cubature in grado di ospitare, fra i vari ambienti previsti, un auditorio con una capienza per 200 persone;

che, data esecuzione alla demolizione della teca, i lavori hanno subito un’interruzione a causa dell’intervento della Sovrintendenza archeologica, e successivamente il progetto Meier è stato rivisto, con una previsione di riduzione delle cubature inizialmente indicate nel progetto, consistenti essenzialmente in una minor invadenza del muro e della scalinata al fine di non offuscare le chiese di S. Rocco e S. Gerolamo dei Croati, nella riduzione dell’obelisco previsto al centro della gradinata e nella totale scomparsa della fontana che la costeggia;

che tali cubature, tuttavia, risultano ancora essere in una misura tale da deturpare l’area interessata, per cui si renderebbe opportuna una loro ulteriore riduzione e redistribuzione;

TENUTO CONTO

che in data 5 marzo 2003 il Ministero dei Beni culturali e il Comune di Roma hanno raggiunto un accordo per la sistemazione dello spazio dell’Ara Pacis, con l’indizione di un concorso internazionale per ridisegnare l’intera area di piazza Augusto Imperatore, ripensata comunque alla luce dell’intervento architettonico rappresentato da Meier;

che tale proposta arriva con oltre quattro anni di ritardo da quella annunciata dall’allora sindaco di Roma Rutelli che poi, come prima ricordato, non ne aveva fatto più nulla;

che questa decisione risulta basata su di un concetto culturalmente e metodologicamente sbagliato, e cioè quello di intervenire prima in maniera puntuale con i muri di Meier, il cui progetto risultava già incongruo rispetto all’urbanistica e all’architettura del centro storico di Roma in quanto mancante di una visione d’insieme, e poi con la sistemazione dell’area con un concorso;

TUTTO CIO’ PREMESSO E CONSIDERATO IL SOTTOSCRITTO CONSIGLIERE REGIONALE INTERROGA LA GIUNTA E L’ASSESSORE COMPETENTE

per sapere se non intendano intervenire presso il Ministero dei Beni Culturali affinché la Regione Lazio, firmataria dell’accordo di programma del 1998, sia coinvolta, alla luce delle modifiche intervenute nel progetto dopo la firma di quell’atto, nel confronto tra Ministero e Comune sulla sistemazione dell’Ara Pacis e del concorso internazionale;

Fabio Rampelli

Roma, 30.VII.2003

Armando Dionisi
Assessore all’Urbanistica

p.c. Francesco Storace
Presidente della Regione Lazio

Loro sedi

Oggetto: esposto relativo all’Accordo di Programma firmato dalla Regione Lazio sulla risistemazione dell’Ara Pacis e richiesta urgente di ispezione

Caro Assessore,

nel ringraziarLa per la sensibilità istituzionale e culturale dimostrata con la risposta di oggi alla mia interrogazione a risposta immediata, e per le iniziative intraprese presso il sindaco di Roma, Walter Veltroni, e il ministro dei Beni Culturali, Giuliano Urbani, sulla complessa vicenda dell’Ara Pacis, mi trovo costretto a tornare sulla vicenda in forma di esposto.

Sulla base di alcune informazioni raccolte e nell’approfondimento della lettura degli atti amministrativi, mi risultano alcune difformità nell’esecuzione dei lavori rispetto a quanto sancito nell’Accordo di Programma firmato nel 1998 dalla Regione Lazio, insieme al Comune di Roma e al Ministero dei Beni culturali.

Pertanto La prego di voler attivare con urgenza il servizio di vigilanza regionale e, se riscontrate incongruenze con il progetto approvato nella relativa conferenza dei servizi, di procedere all’immediato blocco dei lavori.

La prego inoltre di pretendere, con cortese determinazione, la presenza della Regione Lazio nella commissione scientifica istituita con decreto ministeriale, in accordo con il Comune di Roma e con la clamorosa e immotivata esclusione dell’amministrazione regionale, e di procedere comunque alla sospensione dei lavori in corso in Piazza Augusto Imperatore fino alla conclusione dell’approfondimento scientifico ritenuto necessario dal Ministro e dal Sindaco di Roma.

Tanto per dare un senso compiuto ai lavori della commissione…

Cordialmente.

Fabio Rampelli

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Roma, 30 luglio 2003

COMUNICATO STAMPA

DIONISI SU ARA PACIS: "LA REGIONE NON FARA' DA NOTAIO, RIVENDICHIAMO UN RUOLO ATTIVO"

"La Regione Lazio non ha nessuna intenzione di fare il notaio del Comune di Roma e del Ministero dei Beni Culturali. Sull'Ara Pacis rivendica un ruolo attivo".
È la risposta dell'assessore all'Urbanistica, Armando Dionisi, all'interrogazione sull'Ara Pacis presentata dal consigliere regionale di Alleanza nazionale, Fabio Rampelli.
L'assessore ha reso noto di aver scritto una lettera al Ministro dei Beni Culturali, Giuliano Urbani, e al Sindaco di Roma, Walter Veltroni, nella quale, si denuncia l'esclusione della Regione Lazio dalla commissione scientifica formata da rappresentanti del Comune di Roma e del Ministero dei Beni Culturali.
Si trasmettono i testi della lettera e della risposta all'interrogazione.

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Dibattuta in Aula il 30 luglio 2003

Ara Pacis: Risposta dell'assessore all'Urbanistica, Armando Dionisi, all'interrogazione del consigliere Fabio Rampelli (An)

L'Accordo di Programma, sottoscritto nel '98 da Ministero Beni Culturali, Comune di Roma e Regione Lazio, si rese necessario in quanto l'intervento sul complesso museale dell'Ara Pacis prevedeva variante al P.R.G. vigente: in particolare alcune aree destinate a viabilità venivano trasformate in zona A e veniva derogato all'art. 3 delle N.T.A. per consentire la demolizione e ricostruzione del manufatto esistente.
Sulla base di questo Accordo di Programma si è data esecuzione alle opere previste con la demolizione della teca realizzata dall'Arch. Morpurgo nel 1938, che verrà sostituita dal nuovo edificio progettata dall'Arch. Meyer ed approvato nella Conferenza dei Servizi del '98.
Il cantiere tuttora in corso e visibile a chi percorre il lungotevere, si riferisce proprio a questa opera che, arricchita di ulteriori funzioni culturali, sostituirà il precedente manufatto e risulta conforme a quanto previsto dall'Accordo di Programma a suo tempo firmato.
Il dibattito culturale sorto in questi anni, e che con toni polemici e accesi ha interessato anche la stampa e i media imponendo anche una sospensione dei lavori fino al definitivo sblocco del Provveditorato Opere Pubbliche nella primavera del 2002, riguardava l'intera area investita dal progetto, con particolare riferimento alle soluzioni progettuali proposte per la piazza, la fontana, l'obelisco, i muri sul lungotevere giudicate eccessivamente invasive e pregiudizievoli per il contesto urbano nonché le problematiche di carattere archeologico sicuramente presenti nella zona, un tempo adibita a "Porto di Ripetta".
Su questi temi si è aperto il confronto tra il Comune di Roma e il Ministero dei Beni Culturali e che ha investito la stampa e l'opinione pubblica.
Il risultato di questo dibattito ha portato il 13 marzo 2003, alla emissione di un D.M. da parte del Ministero BB.CC. per la formulazione delle linee guida per la riqualificazione delle aree di Piazza Augusto Imperatore e aree limitrofe e alla creazione di una commissione scientifica di cui fanno parte membri del Comune di Roma e del Ministero per i Beni Culturali. Le tematiche da indagare sono quelle archeologiche, floristico-vegetazionali architettonico-urbanistiche.

Non si tratta, in sostanza, di indizione di un concorso internazionale, ma di un gruppo di lavoro che dovrà fissare le linee di un progetto urbanistico-architettonico per la piazza, progetto che, se in variante, dovrà essere ratificato con un nuovo specifico Accordo di Programma al quale la Regione dovrà necessariamente partecipare.
Sono d'accordo con il Consigliere Rampelli quando lamenta il fatto che la Regione sia stata tenuta all'oscuro di tutto ed in questo senso ho già attivato gli uffici con il Ministero e con il Comune di Roma affinchè vengano fornite notizie e documentazioni relativamente ai contenuti del lavoro che la commissione scientifica sta portando avanti, rammentando che il ruolo della Regione non potrà essere quello del notaio che ratifica scelte delle quali non è stata resa partecipe.

L'ASSESSORE
(Armando Dionisi)

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Al Ministero per i
Beni e le Attività Culturali
Via del Collegio Romano 27
R O M A

Al Sindaco del Comune di
R O M A

OGGETTO: Commissione scientifica per la formulazione delle linee guida per la riqualificazione dell'area urbana di Piazza Augusto Imperatore e delle aree limitrofe.

Il 13 marzo 2003 con Decreto Ministeriale del Ministero Beni Culturali è stata creata una commissione scientifica con rappresentanti del Ministero e del Comune di Roma con il compito di formulare le linee guida per la riqualificazione dell'area di Piazza Augusto Imperatore ed aree limitrofe interessate dal progetto elaborato dall'Arch. Meyer a suo tempo approvato con Accordo di Programma.
Dobbiamo rilevare che la Regione Lazio è stata esclusa dalla possibilità di una diretta partecipazione alla commissione scientifica; ciò appare incomprensibile, in considerazione che la competenza urbanistica regionale richiede una partecipazione attiva nella definizione del nuovo progetto.
La presenza alla commissione scientifica di rappresentanti regionali avrebbe consentito, attraverso una conoscenza diretta delle problematiche, di procedere più agevolmente alla definizione del nuovo Accordo di Programma.
Alla luce di quanto su esposto chiediamo di tenerci informati sullo stato dei lavori e di fornirci ogni utile documentazione al riguardo.

L'ASSESSORE
(Armando Dionisi)