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Approvazione testo unico dello sport

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SOMMARIO

TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI

CAPO I FINALITA'
Art. 1 (Finalità)
Art. 2 (Obiettivi)

CAPO II RIPARTIZIONE DELLE FUNZIONI
Art. 3 (Funzioni della Regione)
Art. 4 (Funzioni delle provincie)
Art. 5 (Funzioni dei comuni)
Art. 6 (Competenze del comune di Roma)

CAPO III PROGRAMMAZIONE
Art. 7 (Piano settoriale regionale)
Art. 8 (Attuazione annuale del piano settoriale regionale)
Art. 9 (Predisposizione ed adozione dei piani annuali provinciali)
Art. 10 (Vigilanza e poteri sostitutivi)

TITOLO II AGENZIA REGIONALE PER LO SPORT

CAPO I AGENZIA REGIONALE PER LO SPORT
Art. 11 (Istituzione)
Art. 12 (Attività)
Art. 13 (Organi)
Art. 14 (Il Presidente)
Art. 15 (Il consiglio di amministrazione)
Art. 16 (Il collegio dei revisori)
Art. 17 (Incompatibilità)
Art. 18 (Durata delle cariche. Indennità)
Art. 19 (Comitato di coordinamento)
Art. 20 (Direttore generale)
Art. 21 (Statuto e regolamenti)
Art. 22 (Bilancio di previsione e rendiconto generale)
Art. 23 (Programmi di attività)
Art. 24 (Museo regionale dello sport)
Art. 25 (Patrimonio)
Art. 26 (Personale)
Art. 27 (Risorse finanziarie)
Art. 28 (Potere di direttiva, vigilanza e controllo della Giunta regionale)

TITOLO III IMPIANTI ED ATTREZZATURE SPORTIVE

CAPO I INIZIATIVE A FAVORE DELLO SPORT ASSUNTE DALLA REGIONE
Art. 29 (Iniziative per gli impianti sportivi)
Art. 30 (Iniziative per il credito sportivo)

CAPO II CONTRIBUTI PER INIZIATIVE A FAVORE DELLO SPORT ASSUNTE DAGLI ENTI LOCALI E DA ALTRI ENTI
Art. 31 (Contributi per impianti sportivi)
Art. 32 (Contributi per attrezzature sportive e per la gestione degli impianti sportivi)
Art. 33 (Contributi per la promozione delle attività sportive e per lo svolgimento dell'attività ordinaria)

CAPO III DISCIPLINA RELATIVA AD IMPIANTI PER L'ESERCIZIO DELLE ATTIVITA' SPORTIVE
Art. 34 (Impianti e palestre per l'esercizio delle attività motorie e sportive)
Art. 35 (Vigilanza)
Art. 36 (Utilizzazione di impianti sportivi scolastici, universitari e militari)

TITOLO IV ATTIVITA' SPORTIVE NEL TERRITORIO

CAPO I ATTIVITA' SPORTIVE NEL TERRITORIO
Art. 37 (Iniziative promozionali)
Art. 38 (Buoni sport)
Art. 39 (Iniziative per il sostegno al merito sportivo)
Art. 40 (Contributi per la promozione e lo sviluppo della pratica sportiva per le persone diversamente abili con deficit mentale, fisico e sensoriale)

TITOLO V DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI

CAPO I DISPOSIZIONI TRANSITORIE
Art. 41 (Disposizioni transitorie)

CAPO II DISPOSIZIONI FINALI
Art. 42 (Disposizione finanziaria)
Art. 43 (Delegificazione e semplificazione dei procedimenti amministrativi)
Art. 44 (Abrogazioni)
Art. 45 (Disposizione finale)

LEGGE REGIONALE

TITOLO: "Testo unico in materia di sport"

Approvata dal Consiglio regionale nella seduta del 29.V.2002
Il presente testo pur se conforme a quello deliberato dal Consiglio non è ufficiale. Il testo ufficiale sarà pubblicato sul BUR.

TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI

Capo I
FINALITA'

Art. 1
(Finalità)

1. La Regione, in armonia con i principi della legislazione statale vigente e nel rispetto delle disposizioni di cui alla legge regionale 6 agosto 1999, n. 14 e successive modifiche, promuove e sostiene la diffusione della cultura e della pratica delle attività motorie e sportive, riconoscendone la centrale funzione sociale, al fine di favorire il benessere della persona e della comunità, la prevenzione della malattia e delle cause del disagio, le precipue politiche occupazionali e di promozione turistica.

2. A tal fine la Regione interviene per favorire lo sviluppo delle attività sportive ed in particolare di quelle concernenti:
a) gli individui di qualsiasi età, privilegiando la formazione di base dei bambini in età scolare e la pratica sportiva degli adolescenti e della terza età;
b) le persone diversamente abili con deficit mentale, fisico e sensoriale e quelle in situazione di disagio o di bisogno;
c) le realtà regionali dello sport dilettantistico che raggiungono risultati a livello nazionale ed internazionale contribuendo a promuovere l'immagine della Regione in Italia e nel mondo.

Art. 2
(Obiettivi)

1. In coerenza con le finalità di cui all'articolo 1, la programmazione regionale in materia di sport persegue, prioritariamente, i seguenti obiettivi:
a) realizzazione di nuovi impianti e potenziamento delle attrezzature sportive, nell'ambito di una politica di riequilibrio territoriale, di rispetto dei valori ambientali e di sviluppo delle forme di cooperazione tra gli enti locali;
b) ristrutturazione, ampliamento e miglioramento degli impianti sportivi esistenti, con particolare riferimento al loro adeguamento, nel rispetto delle norme di sicurezza ed in funzione della frequentazione delle persone diversamente abili con deficit mentale, fisico e sensoriale, sia come praticanti sia come spettatori;
c) valorizzazione dello sport quale strumento di integrazione sociale, di medicina preventiva e riabilitativa e sviluppo delle attività motorie all'aria aperta al fine di favorire un equilibrato rapporto tra pratica sportiva e frequentazione dell'ambiente naturale;
d) sostegno alle iniziative e alle manifestazioni promosse dalle federazioni sportive, dagli enti di promozione sportiva riconosciuti dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) nonchè dalle società ed associazioni sportive ad essi affiliate, con particolare riferimento a quelle aventi carattere ricorrente e che abbiano acquisito riconosciuta popolarità;
e) tutela e sostegno del libero associazionismo sportivo finalizzato ad interventi di socializzazione ed aggregazione comunitaria;
f) ricerca di forme di collaborazione con la scuola per:
1) promuovere e sostenere la pratica e la diffusione di attività motorie e sportive, incentivando l'interazione tra scuola, enti locali, CONI, federazioni sportive, enti di promozione sportiva ed associazioni sportive ad essi affiliate;
2) agevolare un efficace coordinamento dei servizi, sia con riferimento alla utilizzazione di strutture sportive scolastiche per attività extrascolastiche, sia per un adeguato soddisfacimento delle esigenze legate all'insegnamento dell'educazione fisica anche presso impianti esterni alle scuole;
g) attivazione di forme di coordinamento tra la promozione sportiva e la promozione turistica nell'ambito di politiche di sviluppo di aree di cooperazione territoriale;
h) formazione, qualificazione e aggiornamento degli operatori in ambito sportivo al fine di accrescerne la professionalità sotto il profilo tecnico, gestionale ed educativo;
i) tutela del diritto alla salute ed alla integrità delle persone impegnate nella pratica delle attività motorie e sportive con attenzione alle esigenze degli anziani, delle donne e dei giovani e con particolare riguardo alla prevenzione del fenomeno del doping;
j) promozione della pratica sportiva tra i minori e gli anziani in condizioni di disagio socio-economico, anche attraverso l'erogazione dei buoni di cui all'articolo 37.

Capo II
RIPARTIZIONE DELLE FUNZIONI

Art. 3
(Funzioni della Regione)

1. La Regione svolge le seguenti funzioni in materia di sviluppo dello sport:
a) adotta il piano settoriale regionale triennale degli interventi, con il quale sono determinati gli obiettivi di cui all'articolo 2 da perseguire nel triennio di validità, nonché gli indirizzi, i criteri e le metodologie d'intervento;
b) realizza gli interventi riservati all'amministrazione regionale dal piano settoriale regionale e verifica la compatibilità con detto piano dei piani annuali provinciali degli interventi;
c) controlla il perseguimento degli obiettivi determinati dal piano settoriale regionale, anche mediante la rilevazione ed elaborazione dei dati attinenti allo sviluppo delle strutture sportive;
d) elabora e coordina l'attuazione dei programmi di intervento previsti dall'Unione europea (UE) o da leggi nazionali;
e) elabora i programmi straordinari d'intervento per l'impiantistica sportiva, di cui all'articolo 1, commi 4 e 5, della legge 6 marzo 1987, n. 65 e successive modifiche;
f) facilita l'accesso al credito mediante apposita convenzione con istituti di credito;
g) sostiene manifestazioni ed attività sportive di rilevanza regionale;
h) organizza mostre, convegni e manifestazioni sui temi dello sport, della medicina sportiva e partecipa a manifestazioni ricorrenti di particolare rilievo internazionale o nazionale organizzate nel territorio regionale;
i) acquisisce dati, anche ai fini di un monitoraggio del sistema sportivo regionale, attiva studi, indagini e ricerche sulle problematiche inerenti al settore dello sport, con eventuale pubblicazione e divulgazione dei risultati, costituzione di banche dati e reti informative e sostiene forme di sperimentazione di soluzioni innovative;
j) sostiene le realtà regionali dello sport dilettantistico che contribuiscono alla diffusione della pratica sportiva e nel contempo promuovono l'immagine della Regione in Italia e nel mondo;
l) determina i criteri per la cooperazione tra gli enti locali ai fini della realizzazione e gestione delle strutture sportive;

m) promuove, programma e determina gli obiettivi ed i criteri dell'attività di formazione ed aggiornamento degli operatori dello sport, avvalendosi degli istituti universitari, della scuola dello sport del CONI, delle federazioni sportive, degli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI nonché delle società ed associazioni sportive ad essi affiliate.

2. Nello svolgimento delle funzioni di cui al comma 1 la Regione assicura il necessario raccordo con le politiche occupazionali e di promozione turistica e si avvale della collaborazione dell'agenzia regionale per lo sport istituita all'articolo 11, in relazione alle attività indicate dall'articolo 12.

Art. 4
(Funzioni delle province)

1. Le province, nel rispetto degli obiettivi, indirizzi e criteri determinati dal piano settoriale regionale:
a) favoriscono l'organizzazione di attività sportive e la realizzazione d'impianti e di attrezzature d'interesse provinciale;
b) adottano, sulla base dei programmi degli interventi formulati dagli enti locali, singoli o associati, da altri soggetti pubblici e privati, i piani annuali provinciali degli interventi per lo sviluppo delle strutture e delle attività sportive da sottoporre alla verifica di compatibilità da parte della Giunta regionale ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera b);
c) agevolano la cooperazione tra enti locali per la programmazione e la gestione delle strutture e delle attività sportive, anche mediante la istituzione di appositi organismi tecnici di coordinamento;
d) incentivano la realizzazione di attività di ricerca, sperimentazione e documentazione d'interesse provinciale nel campo dello sport e della medicina sportiva ponendo in primo luogo la lotta al doping;
e) collaborano con i comuni che ne facciano richiesta all'elaborazione tecnica dei progetti d'impianti e di attrezzature sportive d'interesse comunale;
f) vigilano sulla corretta attuazione dei programmi degli interventi inseriti nei piani annuali di cui alla lettera b);
g) promuovono forme di collaborazione tra le istituzioni pubbliche ed i soggetti privati operanti nel territorio;
h) coordinano la rilevazione dei dati relativi ai servizi sportivi;
i) realizzano le iniziative di formazione ed aggiornamento degli operatori dello sport in ambito provinciale in conformità alla normativa regionale vigente in materia di formazione professionale.

Art. 5
(Funzioni dei comuni)

1. I comuni, singoli o associati, nel rispetto degli obiettivi, indirizzi e criteri determinati dal piano settoriale regionale:
a) favoriscono l'organizzazione di attività sportive, la realizzazione di impianti e di attrezzature d'interesse comunale e provvedono alla gestione degli impianti di proprietà comunale, anche mediante la stipula di convenzioni con soggetti privati;
b) formulano i programmi degli interventi relativi alle strutture ed alle attività sportive, da inserire nei piani annuali provinciali ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera b);
c) incentivano la realizzazione di attività di ricerca, sperimentazione, documentazione di interesse comunale nel campo dello sport e della medicina sportiva;
d) effettuano la rilevazione dei dati statistici ed informativi relativi ai servizi, alle strutture sportive ed all'utenza;
e) promuovono il collegamento con le altre istituzioni pubbliche e con i soggetti privati operanti nel proprio territorio;
f) forniscono alla provincia territorialmente competente i dati sull'impiantistica sportiva relativi al proprio territorio e ne curano l'aggiornamento annuale.

Art. 6
(Competenze del comune di Roma)

1. Il comune di Roma svolge in materia di programmazione le stesse attività demandate alle province ai sensi dell'articolo 4 assicurando forme di coordinamento con l'attività programmatoria svolta nell'ambito del proprio territorio dalla provincia di Roma.
2. Al fine di assicurare il coordinamento dell'attività programmatoria nell'ambito del proprio territorio, la provincia di Roma esprime un parere sui piani annuali degli interventi adottati dal comune di Roma prima che siano sottoposti alla verifica di compatibilità da parte della Giunta regionale ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera b).

Capo III
PROGRAMMAZIONE

Art. 7
(Piano settoriale regionale)

1. La Regione indica le linee generali della programmazione nelle materie disciplinate dalla presente legge adottando un piano settoriale regionale triennale degli interventi da realizzare sull'intero territorio regionale articolato in piani annuali, anche in assenza del programma regionale di sviluppo di cui alla legge regionale 11 aprile 1986, n. 17.
2. Il piano settoriale regionale di cui al comma 1, sulla base delle proposte formulate dall'agenzia regionale per lo sport di cui all'articolo 11 e tenendo conto, tra l'altro, delle indicazioni fornite dalla Conferenza Regioni-autonomie locali di cui all'articolo 20 della l.r. 14/1999, determina:
a) gli obiettivi da perseguire nel triennio di validità;
b) i criteri per la selezione e la localizzazione degli interventi relativi alle attività e alle strutture sportive con riferimento, per queste ultime, agli interventi che riguardano, in particolare:
1) l'adeguamento degli impianti esistenti alle disposizioni normative previste in materia di sicurezza e di abbattimento delle barriere architettoniche nel rispetto soprattutto dell'ambiente naturale;
2) il recupero funzionale e la manutenzione straordinaria degli impianti sportivi esistenti al fine di migliorare la loro possibilità di utilizzazione e di favorire la loro gestione sotto il profilo tecnico-funzionale ed economico;
3) la ristrutturazione, l'ampliamento ed il potenziamento di impianti sportivi o la realizzazione di nuovi impianti, soprattutto nelle aree della Regione che ne manifestano maggiore carenza;
4) la ristrutturazione, l'ampliamento, il potenziamento e la realizzazione di impianti sportivi nelle scuole di ogni ordine e grado anche mediante intese con la sovrintendenza scolastica regionale;
c) gli interventi la cui realizzazione è riservata all'amministrazione regionale;
d) gli indirizzi e i criteri per la predisposizione e l'adozione dei piani annuali provinciali degli interventi, per la formulazione dei programmi d'intervento comunali e per la redazione dei progetti, nonché i parametri per la valutazione della loro validità ed efficacia;
e) la previsione delle esigenze finanziarie, anche ai fini della iscrizione nel bilancio pluriennale della Regione, e la ripartizione dei finanziamenti per ambiti territoriali e tematici di intervento;
f) i criteri e le modalità di concessione, erogazione e revoca dei contributi, dei finanziamenti e di ogni altro beneficio economico di cui alla presente legge.

3. Per la predisposizione e l'aggiornamento del piano settoriale regionale di cui al comma 1, la Giunta regionale organizza una fase di consultazione nell'ambito di una conferenza programmatica, convocata dall'assessore regionale competente in materia di sport in modo da favorire, anche attraverso incontri preparatori, la partecipazione degli enti locali, delle università, dei dirigenti degli uffici scolastici, del CONI, delle federazioni sportive e degli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI

4. Il Consiglio regionale, su proposta della Giunta regionale, adotta il piano settoriale regionale, che, pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione (BUR), costituisce direttiva per le strutture regionali e per gli enti ed i soggetti interessati alla realizzazione degli interventi.

Art. 8
(Attuazione annuale del piano settoriale regionale)

1. Ai fini dell'attuazione del piano settoriale regionale di cui all'articolo 7, la Giunta regionale, entro il 31 gennaio, provvede con propria deliberazione:
a) ad approvare i progetti degli interventi riservati all'amministrazione regionale da realizzare nell'anno di riferimento;
b) a verificare la compatibilità dei piani annuali degli interventi adottati dalle province con i contenuti del piano settoriale regionale relativi all'anno di riferimento, apportando, eventualmente, le modifiche necessarie ad assicurare il rispetto degli obiettivi, degli indirizzi e dei criteri determinati dal piano stesso, previa consultazione della provincia interessata.

Art. 9
(Predisposizione ed adozione dei piani annuali provinciali)

1. Ai fini della predisposizione dei piani annuali provinciali degli interventi per lo sviluppo delle strutture e delle attività sportive, gli enti ed i soggetti che hanno titolo a chiedere la concessione di mutui agevolati o contributi ai sensi della presente legge, trasmettono alla provincia territorialmente competente, entro il 30 giugno dell'anno precedente a quello di riferimento, il programma degli interventi che intendono realizzare e i relativi progetti. Il programma è adottato con apposita deliberazione degli organi competenti, se formulato dagli enti locali ovvero sottoscritto dal legale rappresentante, se formulato da altri soggetti.

2. I progetti concernenti le iniziative di cui all'articolo 36, comma 1, lettere a), d) ed e) e di cui all'articolo 38, sono trasmessi direttamente alla Regione entro 31 ottobre dell'anno precedente a quello in cui le iniziative si intendono realizzare.

3. Ciascuna Provincia, sulla base dei programmi pervenuti ai sensi del comma 1 nonché di propri progetti e nel rispetto degli indirizzi e dei criteri indicati nel piano settoriale regionale di cui all'articolo 7, comma 2, lettera d), adotta, con atto deliberativo dell'organo competente, il piano annuale degli interventi da realizzare nel rispettivo ambito territoriale e lo trasmette alla Regione entro il 31 ottobre dell'anno precedente a quello di riferimento.

4. La documentazione amministrativa e tecnica che deve accompagnare i progetti previsti al comma 1 nonché tutti gli altri aspetti procedurali, sono indicati nel piano settoriale regionale di cui all'articolo 7.

Art. 10
(Vigilanza e poteri sostitutivi)

1. Entro il 31 ottobre le province trasmettono alla Regione, unitamente al piano annuale degli interventi, una relazione sullo stato di attuazione dei progetti precedentemente approvati e sull'efficacia dei relativi interventi.

2. In caso di mancato esercizio delle funzioni attribuite alle province dalla presente legge ovvero di violazione delle disposizioni in essa contenute e degli atti di indirizzo e coordinamento adottati dalla Regione, la Giunta regionale, previa diffida a provvedere, può sostituirsi alle province.

TITOLO II
AGENZIA REGIONALE PER LO SPORT

Capo I
AGENZIA REGIONALE PER LO SPORT

Art. 11
(Istituzione)

1. E' istituita l'agenzia regionale per lo sport di seguito denominata Agensport, con sede in Roma, per la promozione di iniziative e per la gestione di servizi atti a garantire un equilibrato sviluppo dello sport nel Lazio.
2. Agensport è ente strumentale di diritto pubblico della Regione, dotato, nei limiti di cui alla presente legge, di autonomia amministrativa, patrimoniale, contabile e finanziaria ed esercita le proprie competenze conformandosi agli indirizzi politico-programmatici del Consiglio regionale ed alle direttive della Giunta regionale.

Art. 12
(Attività)

1. Per conseguire le finalità di cui alla presente legge, Agensport svolge le seguenti attività:

a) promuove e seleziona progetti per la realizzazione, nel territorio della Regione, di manifestazioni e iniziative di rilevanza regionale, nazionale ed internazionale;
b) effettua attività di studio, ricerca, sperimentazione e documentazione;
c) organizza attività di osservatorio sulle realtà dello sport, in collaborazione con gli enti locali e gli operatori del settore, raccogliendo ed elaborando i dati attinenti alle strutture e alle attività sportive ricadenti nel territorio della Regione;
d) cura l'informazione sulle maggiori attività ed iniziative presenti nella Regione e realizza campagne promozionali di sensibilizzazione e di educazione dirette a diffondere nella comunità la cultura e i valori dello sport;
e) provvede alla gestione del museo regionale dello sport di cui all'articolo 23;
f) formula proposte all'assessore regionale competente in materia di sport:
1) ai fini della redazione e attuazione del piano settoriale regionale e della individuazione degli interventi da riservare all'amministrazione regionale;
2) in relazione a criteri, contenuti e metodologie per le attività di formazione, aggiornamento e qualificazione degli operatori sportivi.
2. Nell'espletamento delle attività di cui al comma 1, lettere b), c) e d), Agensport può avvalersi della consulenza e della collaborazione di enti, professionisti ed istituzioni scientifiche, di ricerca e di studio, nonché di qualificati organismi operanti nel settore.
3. Oltre a quanto previsto al comma 1, Agensport, nell'ambito delle proprie competenze :
a) espleta compiti di verifica e di controllo sul corretto utilizzo dei fondi erogati dall'amministrazione regionale, tramite l'istituzione di un'apposita commissione di controllo;
b) può fornire consulenze e servizi a terzi, pubblici o privati, anche attraverso convenzioni, nel rispetto delle disposizioni fissate dallo statuto e dai regolamenti adottati dal consiglio di amministrazione ai sensi dell'articolo 15, comma 3, lettera a) e dalle direttive regionali, secondo un tariffario approvato dalla Giunta regionale.

Art. 13
(Organi )

1. Sono organi istituzionali di Agensport:
a) il presidente;
b) il consiglio di amministrazione;
c) il collegio dei revisori.

Art. 14
(Il presidente)

1. Il presidente ha la rappresentanza legale di Agensport. Il presidente inoltre:
a) promuove e coordina l'attività del consiglio di amministrazione, che convoca e presiede stabilendone l'ordine del giorno;
b) adotta gli atti eventualmente a lui riservati dalla normativa regionale, dallo statuto e dai regolamenti di Agensport nonché quelli espressamente delegati dal consiglio di amministrazione;
c) garantisce l'informazione alla Giunta regionale ed al Consiglio regionale, con cadenza annuale, sull'attività e l'andamento, anche finanziario, di Agensport.

Art. 15
(Il consiglio di amministrazione)

1. Il consiglio di amministrazione è costituito con decreto del Presidente della Giunta regionale ed è composto dal presidente di Agensport, nominato dal Consiglio regionale su proposta della Giunta regionale, e da sei membri, eletti dal Consiglio regionale con voto limitato secondo le procedure previste dal regolamento consiliare, scelti tra persone esperte in amministrazione e nel settore dello sport.
2. Il consiglio di amministrazione è responsabile dell'attività complessiva di Agensport, nonché della sua rispondenza agli atti regionali di programmazione e di direttiva.
3. Al consiglio di amministrazione spettano le funzioni di alta amministrazione nonché i poteri di indirizzo, attraverso la definizione di obiettivi programmatici, e di controllo della rispondenza dei risultati dell'attività amministrativo-gestionale svolta dai dirigenti agli indirizzi impartiti. In particolare, il consiglio di amministrazione :
a) adotta lo statuto e i regolamenti in esso previsti, ivi compresi il regolamento contenente i criteri di organizzazione delle strutture, di determinazione della dotazione organica del personale e di conferimento degli incarichi ai dirigenti ed il regolamento di amministrazione e contabilità;
b) determina la dotazione organica del personale;
c) adotta il bilancio di previsione, le variazioni e l'assestamento del medesimo, nonché il rendiconto generale;
d) adotta le proposte ai fini della redazione ed attuazione del piano settoriale regionale e della determinazione di criteri, contenuti e metodologie per le attività di formazione aggiornamento e qualificazione degli operatori sportivi;
e) adotta i programmi pluriennali e annuali di attività e i relativi aggiornamenti;
f) adotta la relazione annuale sull'attività svolta e sui risultati conseguiti, anche in termini finanziari;
g) elegge, al proprio interno, il vice presidente;
h) nomina il direttore generale;
i) assegna al direttore generale gli obiettivi programmatici e le risorse umane, finanziarie e strumentali per perseguirli e provvede alla verifica dei risultati di gestione ed alla valutazione annuale dell'attività del direttore stesso.

Art. 16
(Il collegio dei revisori)

1. Il collegio dei revisori è costituito con decreto del Presidente della Giunta regionale ed è composto da tre membri effettivi ed un supplente, nominati dal Presidente stesso, scelti tra i revisori contabili iscritti nel registro previsto dall'articolo 1 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 88.
2. Il collegio dei revisori elegge al suo interno il presidente, che provvede alla convocazione ed all'organizzazione dei lavori.
3. Il collegio dei revisori esercita il controllo sulla gestione contabile e finanziaria di Agensport; in particolare, esprime il parere sulla conformità del bilancio preventivo e del rendiconto generale alle norme di legge e riferisce per singoli atti sui risultati dell'attività di controllo al presidente di Agensport che, in caso di rilievi, è tenuto ad adottare i provvedimenti conseguenti o a fornire motivate controdeduzioni al collegio stesso.
4. Il collegio dei revisori trasmette, altresì, alla Giunta regionale una dettagliata relazione semestrale sulla gestione contabile e finanziaria di Agensport.

Art. 17
(Incompatibilità)

1. Agli incarichi di presidente, di componente del consiglio di amministrazione e del collegio dei revisori si applicano le disposizioni sulla incompatibilità contenute nella vigente normativa nazionale e regionale. In particolare, non può essere nominato presidente e non possono far parte del consiglio di amministrazione o del collegio dei revisori:
a) i membri del Consiglio e della Giunta regionali, nonché i sindaci, i presidenti e i membri degli organi esecutivi degli enti locali;
b) i direttori generali delle aziende unità sanitarie locali e delle aziende ospedaliere, i presidenti e i componenti degli organi di altri enti regionali;
c) gli imprenditori o gli amministratori di società che forniscono beni o prestano servizi ad Agensport;
d) i dipendenti dell'amministrazione regionale appartenenti alla struttura preposta alla vigilanza di Agensport.

Art. 18
(Durata delle cariche. Indennità)

1. Gli organi istituzionali di Agensport durano in carica per la durata del mandato del Presidente della Giunta regionale che ha provveduto alla loro costituzione e non possono essere rinominati per più di una volta.
2. Gli organi istituzionali di Agensport proseguono le proprie funzioni fino alla data di insediamento dei nuovi organi, che sono eletti e costituiti entro quarantacinque giorni dalla data dell'insediamento del nuovo Consiglio regionale e della nuova Giunta regionale, in conformità alle disposizioni della legge regionale 3 febbraio 1993, n. 12.
3. L'indennità di carica spettante ai componenti degli organi istituzionali di Agensport è determinata ai sensi della legge regionale 26 ottobre 1998, n.46 e successive modifiche.

Art. 19
(Comitato di coordinamento)

1. E' istituito il comitato di coordinamento, con funzioni consultive in merito alle attività di Agensport di natura programmatoria.
2. Il comitato di cui al comma 1 è costituito con decreto del Presidente della Giunta regionale ed è composto da:
a) i presidenti delle province del Lazio o loro delegati;
b) il Sindaco di Roma o suo delegato;
c) un rappresentante designato dal CONI regionale o suo delegato;
d) il direttore scolastico regionale o suo delegato;
e) un rappresentante dell'associazionismo sportivo individuato ai sensi della legge regionale 1 settembre 1999, n. 22.
3. Il consiglio di amministrazione acquisisce il parere del comitato di coordinamento in relazione alla formulazione delle proposte ai fini della redazione ed attuazione del piano settoriale regionale ed alla elaborazione dei programmi pluriennali ed annuali di attività di Agensport.

Art. 20
(Direttore generale)

1. Il direttore generale è nominato dal consiglio di amministrazione di Agensport ed è scelto tra persone in possesso di diploma di laurea, di comprovata professionalità ed esperienza nella direzione di organizzazioni complesse e nel settore dello sport.
2. L'incarico di direttore generale è conferito a tempo determinato, per un periodo non superiore a cinque anni, rinnovabile una sola volta, e ha termine, comunque, con la costituzione del nuovo consiglio di amministrazione. L'incarico di direttore generale è disciplinato con contratto individuale, che fissa, altresì, il relativo trattamento economico nel rispetto dei criteri stabiliti dalla Giunta regionale con apposita direttiva. Nel caso in cui l'incarico di direttore generale sia conferito a dipendenti della Regione ovvero di altri enti dipendenti della Regione, si applicano le disposizioni concernenti il collocamento in aspettativa di cui all'articolo 33 della legge regionale 9 dicembre 1999, n. 37.
3. Il direttore generale è responsabile dell'attività amministrativo-gestionale di Agensport e, in particolare, esercita le seguenti funzioni:
a) dirige e coordina le attività delle strutture, al fine di conseguire gli obiettivi programmatici assegnati dal consiglio di amministrazione;
b) può formulare proposte al consiglio di amministrazione in relazione all'elaborazione di programmi e degli altri atti di competenza del consiglio stesso;
c) sovrintende alla gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali assegnate dal consiglio di amministrazione, assicurando l'efficienza e l'efficacia dell'azione amministrativa e provvede all'organizzazione delle strutture previste dal regolamento di cui all'articolo 21, comma 4;
d) promuove e resiste alle liti ed ha potere di conciliare e transigere;
e) adotta ogni altro atto di carattere amministrativo-gestionale.
4. Il direttore generale partecipa alle sedute del consiglio di amministrazione con voto consultivo.

Art. 21
(Statuto e regolamenti)

1. Il consiglio di amministrazione, entro sei mesi dalla sua prima costituzione, adotta lo statuto di Agensport.
2. Nello statuto sono indicate le competenze e le modalità di funzionamento degli organi istituzionali di Agensport, nonché i principi di organizzazione dell'agenzia e dei rapporti di lavoro del relativo personale, in coerenza con le esigenze di speditezza, efficienza ed efficacia dell'azione amministrativa e in conformità alle norme generali, statali e regionali, regolatrici della materia.
3. Lo statuto è approvato dalla Giunta regionale, che può apportare, ove necessario, modifiche ed integrazioni.
4. Entro sei mesi dalla data di approvazione dello statuto ai sensi del comma 3, il consiglio di amministrazione adotta il regolamento contenente i criteri per l'organizzazione delle strutture, per la determinazione della dotazione organica del personale e per il conferimento degli incarichi ai dirigenti nonché il regolamento di amministrazione e di contabilità di Agensport.
5. Decorsi inutilmente i termini di cui ai commi 1.