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Donne che credono

Donne che credono

IL MANIFESTO DEL COMITATO

IMPORTANTE:
Il Comitato "donne che credono" invita tutte le donne a partecipare alla manifestazione spettacolo con Francesco Storace e Fabio Rampelli che si terrà martedì 29 marzo alle ore 21.30 presso il Piper - Via Tagliamento, 9 Roma.

“Nonconosco poesia universale senza una precisa radice: una fedeltà, un ritorno”.

Cristina Campo

La politica al femminile non è una riserva indiana da tutelare néuna patente da esibire a fasi alterne per essere accreditati nel circuito “politicamente corretto”. La donna ha una specificità propria che le consente un approccio diverso al “Palazzo” e una sollecitudine particolare verso le tematiche sociali. Attenta ai valori, nutre una naturale disaffezione al compromesso che le permette di offrire all’impegno politico e civile un patrimonio unico di passione, trasparenza e lealtà. Al di là dell’annosa questione della scarsa rappresentanza rosa nelle istituzioni e nelle assemblee elettive, l’universo femminile è un contributo necessario e sempre più prezioso nella dinamica di una società complessa, veloce e globalizzata come quella attuale. Siamo convinte che le donne possano rappresentare non una specie a sé, con un mercato specifico di domanda e offerta, ma una marcia in più nel rinnovamento etico della politica e nella modernizzazione dell’amministrazione pubblica. Queste proposte, scarne ma concrete, vogliono offrire una piattaforma comune a tutte coloro che non hanno smesso di credere all’identità come perno dell’agire, ai valori della vita, della famiglia e della nazione, alle sfide impossibili.

* FAMIGLIA E LAVORO: NOI CICREDIAMO!

Conciliare i tempi di vita e i tempi di lavoro è un incubo per tutte le donne. Una Regione amica si impegna a monitorare le aziende che applicano le politiche a favore della famiglia (facilità nell'ottenere il part-time, flessibilità degli orari in entrata ed in uscita, asili nido azIendali, ludoteche, banca delle ore, formazione al rientro dalla maternità….), eventualmente istituendo un premio annuale per incentivarne la nascita.

* CARTA DONNA: NOI CI CREDIAMO!

Troppo spesso non si hanno sufficienti informazioni su concorsi, sanità, bandi e possibilità lavorative. Una Regione amica attiva attraverso un numero verde “una carta donna” gratuita per conoscere in tempo reale notizie e opportunità. L’utilizzo della rete può diventare uno strumento prezioso per scambiare avvisi e notizie. Una Regione amica istituisce un portale per garantire l’informazione sulle possibilità offerte dalle legge 53/2000, sul ruolo della Consigliera di Parità e della Consulta Regionale delle Donne.

* TUTELA DELLE RAGAZZE MADRI: NOI CI CREDIAMO!

Chi ha avuto il coraggio di dare alla luce un figlio senza poter contar sul partner non deve essere penalizzato. Una Regione amica dovrebbe garantire una maggiore alleanza tra servizi pubblici e privati tesa a creare sportelli o centri sul territorio finalizzati ad intercettare tutti i soggetti donna del disagiosociale.

* AFFIDO: NOI CI CREDIAMO!

Nel 2005 chiuderanno tutti gli istituti che ospitano i minori orfani e non. Una Regione amica promuove una campagna istituzionale di forte impatto mediaticoper sensibilizzare le famiglie, le madri e i padri a garantire un futuro per questi bambini meno fortunati.

* RIFORMA DEI CONSULTORI: NOI CI CREDIAMO!

Ancora troppo burocratici, distanti, diseducativi. Una Regione amica si impegna peruna seria riforma dei consultori, che vanno ripensati all’insegna della prevenzione contro le “gravidanze indesiderate” a sostegno del valore della vita e dell’assistenza alle vittime delle molestie sessuali, con assistenti, operatori epsicologi.

* CENTRI ESTIVI : NOI CI CREDIAMO!

Piccole oasi estive in città, i centri comunali estivi sono un’ottima soluzione per le famiglie una volta terminato l’anno scolastico, ma i loro costi sono troppo alti per le fasce meno abbienti. Una Regione amica interviene costituendo uno speciale accreditamento delle strutture percontenere i prezzi.

* ALLATTAMENTO MATERNO: NOI CI CREDIAMO!

Per tutelare l’autenticità del rapporto madre-figlio fin dall’inizio, una Regione Amica promuove l’allattamento materno e combatte i costi elevatissimi del latte in polvere, che incide fortemente sul bilancio familiare.

* INSERIMENTOPROFESSIONALE: NOI CI CREDIAMO!

Le donne che hanno scelto la maternità nei primi anni di vita del bambino e vogliono tornare a lavorare, come coloro che terminano un percorso di recupero dalla tossicodipendenza e dall’alcoolismo, devono essere sostenute nel reinserimento lavorativo. Una Regione amica accentua le attività finalizzate all’utilizzo di queste risorse umane negli Uffici regionali o nelle strutture collegate, come volontariato, crediti formativi o altre formule.

 

UNA DONNA LIBERA, UNA REGIONE SOLIDALE. NOI CI CREDIAMO!

 

La Presidente Clarissa Burt

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O comunica telefonicamente la tua adesione al numero 06/88644196.