Fabio Rampelli - Alleanza Nazionale Lazio


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Rincominciare da chi crede

 



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Un lettore scrive sul Corriere della Sera: "Perché non fare l'Arco di Libera?". Il giornalista Paolo Conti risponde: "Sarebbe la realizzazione di un sogno". Sintesi di 40 righe di parole che per noi suonano come musica: dopo anni di battaglie politiche, di dibattiti tra gli addetti ai lavori, qualcosa di muove. Il primo a proporlo fu il Centro studi architettura razionalista (Cesar-eur.it) che, attraverso monografie e articoli, approfondì gli aspetti tecnici, accarezzando l'idea di completare ciò che lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale impedì di fare: l'edificazione dell'Arco di Adalberto Libera. L'allora capogruppo di An in consiglio comunale, Marco Marsilio (ora deputato del PdL),  presentò un emendamento all'ultima finanziaria della Giunta Veltroni per uno studio di fattibilità in project financing. Fu approvato! Fabio Rampelli, ispiratore di questa suggestione, promosse un dibattito giornalistico lo scorso anno sul quale furono scritti fiumi d'inchiostro. Sul piano culturale-architettonico, l'architetto francese, Rudy Ricciotti, intervistato sulla rivista del Cesar, disse: "Se fossi Alemanno lo farei, sarebbe un modo per rilanciare una gara tra le migliori industrie italiane del cemento" (http://www.cesar-eur.it/upload/bimestrali/bimestrale_2-3.pdf).

Infine il prof. Nikos Salingaros, interpellato da Giorgio Santilli per il  Sole 24 ore sul monumento ai caduti italiani per le missioni di pace, suggerì: "Un progetto c'è già: l'arco di Libera, fate quello". Oggi sul  Corriere della Sera, il lettore...

E se lo dicono i lettori, qualcosa evidentemente comincia a muoversi.

(Sabrina Fantauzzi)

Leggi la rassegna stampa di questi giorni

 

L'archistar francese in un'intervista rilasciata alla rivista del Cesar (Centro Studi Architettura Razionalista) risponde su come ricostruire l'Aquila. Diamo volentieri ospitalità alla sua opinione (ndr).  

Le archistar all'Aquila? Sì ma lo facciano gratis, solo così potranno dimostrare quanto amino l'Italia e non solo d'agosto. L'archistar francese, Rudy Ricciotti interviene sulla ricostruzione abruzzese post-sisma e risponde alla provocazione del sindaco Massimo Cialente con un'altra provocazione: "Se - ha detto Ricciotti- gli architetti di fama internazionale hanno veramente qualcosa da dire a proposito di questo dramma, e se amano l’Italia non solo durante il mese di agosto, allora che lavorino gratuitamente". Ma non è certo una boutade, quella dell'architetto francese. In un'intervista di prossima pubblicazione rilasciata alla rivista  'Cesar', Centro Studi Architettura Razionalista (http://www.cesar-eur.it/), presieduto dall'arch. Cristiano Rosponi (con il prof. arch. Léon Krier presidente del Comitato scientifico), Ricciotti approfondisce il dramma aquilano affrontando la ricostruzione dal punto di vista architettonico e morale: "Il trauma de L’Aquila è tale che non può venire slegato dalla coscienza violenta della sua ricostruzione. Il sisma e la ricostruzione hanno in comune la brutalità inferta alla memoria. Qui la questione che si trova ad affrontare il sindaco de L’Aquila, Massimo Cialente,  è legata al necessario processo di speranza. In questo contesto, tirannico, il ricorso alle archistar è la migliore risposta? Quello che sembra prioritario è piuttosto cercare di fare in modo che gli architetti italiani possano venire in contatto con il reale atto intransigente: l’atto della ricostruzione". Ricciotti ha vinto numerosi premi tra i quali il Grand prix national d’architecture 2006, è chevalier de la légion d’honneur, e officier des arts et des lettres. In Italia è vincitore del progetto per il nuovo palazzo del cinema di Venezia, in Francia, a Parigi per il Louvre ha progettato la ristrutturazione del Palazzo della Corte Visconti al Louvre.

Apc-Cina-Gb/ Lancia scarpa a Wen Jiabao e urla: Alzatevi e protestate

Il premier cinese: non compromessa l'amicizia con Regno Unito

Cambridge, 2 feb. (Apcom) - La scarpa della protesta è caduta a

un metro da Wen Jiabao nella sala da concerto della prestigiosa università di Cambridge dove il premier cinese stava tenendo una conferenza. Mentre l'impavido manifestante, un giovane occidentale, veniva portato via dagli uomini della sicurezza gridando "è uno scandalo", Wen, rimasto imperturbato di fronte alla scenata, ha ripreso a parlare rimproverando l'autore del gesto e affermando: "Questo comportamento riprovevole non

comprometterà l'amicizia tra la Cina e il Regno Unito". Segue

applauso da parte della platea, composta per lo più da studenti

di origine cinese. "Come potete ascoltare le menzogne che racconta questo

dittatore? Perché non lo contraddite?", ha urlato il manifestante

prima di soffiare nel fischietto che aveva con sé e prima di essere allontanato. "Alzatevi e protestate", ha detto ai presenti che gli hanno risposto: "Vergognati!". Il giovane è stato poi arrestato con l'accusa di disturbo dell'ordine pubblico e interrogato in un vicino commissariato, ha riferito la portavoce della polizia, Shelly Spratt. L'incidente non può che ricordare l'episodio analogo che fece da apripista a quella che sembra diventata un'usanza da cui si dovranno guardare i leader mondiali: il lancio della scarpa scagliata il 14 dicembre contro l'allora presidente degli Stati

Uniti George W. Bush mentre si trovava in un conferenza stampa a

Baghdad insieme al premier iracheno Nouri al-Maliki. A compiere

il gesto fu il giornalista iracheno Muntadhar al Zeidi che venne

immediatamente arrestato e, a detta del fratello di questi, torturato. Anche in questa occasione il bersaglio, che schivò la scarpa con inaspettata agilità, non si scompose più di tanto scherzando anzi sull'evento con gli altri giornalisti presenti. Ma da allora le scarpe divennero simbolo della protesta contro il potere e la settimana scorsa in Iraq, a Tikrit, paese natale di

Saddam Hussein, è stato eretto addirittura un monumento in ricordo della calzatura lanciata all'ex presidente americano. Opera che è stata prontamente rimossa. 

(con fonte Afp)

Chb

di Fabio Rampelli

Ebbene sì, la decisione è presa, pubblico sul mio sito il testo integrale dell'intervento del primo presidente afroamericano degli Stati Uniti. Molti di noi lo hanno visto ieri, altri ne avranno sentito parlare: una folla oceanica di bianchi, neri, ispanici, musulmani, di ogni censo ha partecipato al giuramento. Commozione, lacrime, entusiasmo, ma anche concentrazione sulle sfide da affrontare e sui sogni da perseguire. Con questo spirito, il nuovo presidente degli Stati Uniti si è presentato ai suoi connazionali senza paura di evocare i grandi valori della tradizione oratoria americana: le "sacre scritture", i "padri fondatori", il "popolo", gli "ideali", gli "antenati", il "sacrificio"... Anche quando parla della sfida ambientale, riesce a non perdersi nei tecnicismi e nelle frasi di maniera ma lancia un'altra sfida, a lungo attesa dall'Europa: "Imbriglieremo il sole e i venti e il suolo per alimentare le nostre auto e mandare avanti le nostre fabbriche". Il punto quindi non è quello di pubblicare Obama perchè ci si trova comunque, a prescindere dai contenuti, in un appuntamento storico ed è giusto raccontarlo, ma dare conto dei contenuti perchè molti passaggi del neopresidente americano sono condivisi. Sarà pure "democratico" e quindi tendezialmente non di destra, ma ci sembra di percepire una stessa tensione e, perchè no, una stessa visione della politica e della storia che lo accumuna a Sarkozy, a Cameron, ad Aznar, ai tanti giovani leader emergenti di una nuova destra europea. Con questo atto significativo vogliamo incoraggiare questa nuova generazione aldilà delle parti, che avrà il compito di ricostruire un nuovo mondo sulle macerie di un irresponsabile ottimismo liberista dal vago sapore classista cha ha attraversato il secondo dopoguerra e infine moltiplicato le povertà e i rischi per la sicurezza dell'uomo e per l'ambiente. Anche noi vogliamo accarezzare quel sogno: imbrigliare il sole e i venti e il suolo... per ricostruire una nuova Italia.

Guarda il giuramento su Youtube:

http://it.youtube.com/watch?v=8G1NBTAUatQ

Leggi l'intervento integrale del presidente Barack Obama

 

ROMA (Reuters) - Il leader di An Gianfranco Fini ha accusato oggi il candidato premier del Pd Walter Veltroni di ipocrisia perchè promette la riduzione degli stipendi parlamentari, mentre lui percepisce ogni mese una pensione di oltre 5.200 euro come ex sindaco di Roma.

Per rivedere il ministro Rutelli che esorta gli stranieri a visitare l'Italia 'spiccando' un inglese oxfordiano clicca qui:

http://www.youtube.com/watch?v=Lp2uDyzxP6g

Per vedere il suo traduttore ufficiale  clicca qui:

http://www.youtube.com/watch?v=WUTRwG1SkVY

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TURISMO: E' STATO CHIUSO IL PORTALE ITALIA.IT

   (ANSA) - ROMA, 21 GEN - Il portale http://www.italia.it/, presentato
dal ministro per i Beni culturali, Rutelli alla Bit 2007, e che
doveva essere la vetrina turistica del Paese nel mondo, dopo una
serie di peripezie  e' stato definitivamente chiuso. Lo ha
confermato stamane all'ANSA Ciro Esposito, capo dipartimento per
l'Innovazione tecnologica.

 

“Dopo un mese di attività di Radio Sicura all’indirizzzo http://www.romasicura.it/ sono consultabili le numerose segnalazioni che i cittadini ci hanno inviato per denunciare l’illegalità che si è ormai strutturata nella nostra città”.

Una voce per i romani e dei romani. Con questo spirito nasce Radiosicura, la stazione radiofonica sulla rete  all’indirizzo http://www.romasicura.it/, organizzata dal dipartimento sicurezza della Federazione romana di Alleanza nazionale.